martedì, Settembre 21

Artisti uniti in un Giubileo interreligioso Intervista a Daniele Radini Tedeschi d’Aragona sulla mostra romana ‘Artisti per il Giubileo’

0
1 2 3


L’UCAI di Roma ha promosso questa mostra: quanto essa risente della ‘mission’ di tale organizzazione che si occupa di quanti nel mondo delle arti, pur se con posizioni culturali e religiose diverse, perseguono e promuovono la persona umana e la sua arte?

L’UCAI è un’organizzazione preziosa sul territorio soprattutto grazie alla dovizia scrupolosa del suo rappresentante Carlo Marraffa, artista e direttore della Pigna, il quale in tanti anni ha saputo portare avanti la sua missione di fondere assieme culture diverse, facendo esporre opere di artisti provenienti da ogni parte del mondo. È grazie alla fusione dei popoli e allo scambio delle culture che si genera quella fratellanza che sarebbe il vero fondamento della Pace.

Quanto tale messaggio dell’arte multiculturale e multietnica è presente di per sé nel concetto di ‘arte’ in generale e quanto il Giubileo della Misericordia estenderà tale concetto o promuoverà tale concezione anche per tramite di queste iniziative al suo interno?

La grande forza di Papa Francesco risiede nella sua natura internazionale e senza frontiere: grazie a queste aperture, il Santo Padre è tornato a porre Roma al centro della religiosità mondiale, attenta a familiarizzare anche con quei culti un tempo lontani, ma ora per Francesco nuovamente vicini in virtù della fratellanza. Il Giubileo porterà un vero rinnovamento spirituale per Roma e per l’Italia.

Quanto secondo Lei questa multietnicità, multiculturalità e comunione tra popoli ha favorito la libertà di espressione artistica nella mostra e negli eventi culturali del Giubileo Straordinario della Misericordia?

La volontà da parte della curatrice Maria Luciani di ospitare artisti stranieri accanto a quelli italiani deve intendersi proprio come comunione tra popoli differenti, uniti nel mestiere dell’arte, come un tempo avveniva tra pittori d’Oltralpe che scendevano a Roma per imparare dal nostro Rinascimento.
Abbiamo bisogno anche adesso di una rinascita – sia artistica che spirituale – e credo fortemente che questo Papa sia la persona giusta per portarla avanti.

Lei come rappresentante della Biennale di Venezia ci può spiegare le motivazioni che hanno spinto artisti diversi ad essere fedeli ognuno a suo modo alla tematica della mostra e in che forma e con che soggetti artistici, pur non citando le opere o gli artisti, essi si sono attenuti alla tematica della Bellezza come contatto con l’Assoluto?

Alcuni artisti della Biennale di Venezia sono stati chiamati a partecipare alla mostra per il Giubileo; tra loro bisogna ricordare il M.° invitato Sabrina Bertolelli, una tra le migliori proposte del panorama internazionale contemporaneo, capace di utilizzare un linguaggio universale assai apprezzato sia dal pubblico che dalla critica. Senza voler nulla togliere agli altri artisti di tutte le Nazioni, l’opera più fotografata di tutta la Biennale 2015 è stata ‘Charlie’ di Sabrina Bertolelli e questo non sono io a dirlo, ma internet.

Sono presenti anche gli ‘artisti collaboratori’ M.° Teresa Condito, M.° Salvatore Ruggeri e M.° Ennio Calabria, nomi ormai conosciuti a livello non solo italiano per gli alti meriti nel campo della pittura e dell’installazione.

Ci dà una sua definizione del concetto artistico di Bellezza legata al concetto di Assoluto?

La bellezza è quanto di più intimo, umile, nostalgico e poetico ci possa essere nell’animo dell’uomo. Bellezza sono i ricordi, gli affetti, le dolcezze, e questo solo i grandi artisti, ossia quelli tarati con il metro dell’Assoluto, sono in grado di evocare.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->