venerdì, Maggio 7

Arte e artisti di strada: quanta libertà? Giuseppe Boron “Bisognerebbe arrivare ad avere una legge nazionale che riconosca tale figura”

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Ci fornisce i dati del fenomeno degli artisti di strada?

In Italia, censiti dovrebbero essere circa 4000 artisti di strada, che provengono ogni anno dalle scuole di circo: ad esempio a Torino ve ne sono ben tre, molto considerate, e assistite; poi c’è Milano, con il regolamento noto come “Strada Aperta”, che conta circa 2000 iscritti sul sito web, con spettacoli quotidiani e prenotazioni on line; poi ci sono altre città, in genere più piccole ed accoglienti, dove si può praticare arte di strada senza dover chiedere autorizzazioni di sorta, dove si lavora bene, come ad esempio Campobasso o Vicenza.

 

Che giro economico c’è sotto questo tipo di arte? Ce lo può spiegare? C’è il singolo artista che gira col piattino, o col cappello in mano, o c’è invece dell’altro?

Senza dubbio c’è anche qualcosa di più, nel senso che i medesimi artisti vanno anche nei festival regolarmente finanziati, come ad esempio quello di Ferrara, che conta 800 mila presenze l’anno, che significa un giro economico e di affari per la città notevole; abbiamo poi festival come quello di Certaldo, e simili, di cui però non conosco le cifre.

 

Quanto guadagna un artista di strada in media? E come fa?

Non esiste una media, sia perché l’artista è un girovago e sia perché dipende molto dallo spettacolo che fa, sia esso da circo o di passaggio. Può darsi che riesca a guadagnare bene, oppure che non arrivi neppure a fare lo spettacolo previsto, perchè i vigili lo mandano via, o magari piove… Dunque non è possibile dire quanto guadagni un artista, e se possa anche mantenere una famiglia con la sua arte; ce ne sono, beninteso, e vanno riveriti per questo, ma l’artista è tale perché fa molte cose anche diverse.

 

Quanto il FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) aiuta gli artisti di strada?

Non li aiuta affatto. Solo da pochi anni alcune compagnie, che oltre ad esibirsi in strada fanno teatro, riescono ad avere dei soldi, ma sono soltanto una piccola parte rispetto a quanto costano certe manifestazioni.

 

Quanto e come deve essere ancora normato a suo parere il fenomeno degli artisti di strada?

Bisogna innanzitutto arrivare ad avere una legge nazionale che riconosca la figura dell’artista di strada; poi bisogna che tutti comuni si muniscano di un regolamento che stabilisca orari e norme precise per tale attività, senza che essa venga vietata o esclusa o interrotta per l’arrivo delle forze dell’ordine. Se l’artista rispetta regole e prescrizioni, deve poter lavorare come fanno tutti, anche se il suo campo d’azione è la strada, e ciò va a vantaggio del pubblico che assiste alla performance.

 

In quale misura si diventa artisti di strada per necessità e si viene considerati come fannulloni nell’immaginario collettivo?

Anche in questo caso dipende dai luoghi e dalle persone. Vi sono luoghi in cui un artista, che si esibisca in strada o altrove, viene comunque rispettato e la sua attività, che anche se non piace ha un valore di libertà e rappresenta un segno di vitalità per la tua città, oltre che aiutare la società a migliorare. Quanto poi arrivare al sostentamento dell’artista, ciò dipende molto dal pubblico: l’artista tende ovviamente ad andare dove il pubblico lo rispetta e lo gratifica.

 

Secondo lei perché l’arte di strada dà emozioni impagabili? E mi può fare un esempio di una sua emozione di questo tipo in un contesto di arte di strada?

Le emozioni più forti a mio parere le danno i bambini, che quando si mettono a ballare davanti a me, mi comunicano una grande felicità. Ho visto persone commuoversi, ringraziare, e ciò è molto bello perché significa che il tuo lavoro, la tua prestazione, va nel senso giusto e corretto.

 

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