domenica, Maggio 16

Arte e artisti di strada: quanta libertà? Giuseppe Boron “Bisognerebbe arrivare ad avere una legge nazionale che riconosca tale figura”

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In particolare a Roma, decine di musicisti affermati sono partiti come artisti di strada. Una delle più famose piazze di arte di strada è la famosa Piazza Navona che è considerata la piazza storica per tale espressione artistica, come attestano numerosi documenti storici fin dal lontano Settecento.

La storia di tali artisti è strettamente legata alle vicende cittadine e a volte fulcro della vita che vi si svolge, in cambio di un obolo facoltativo e ben gradito. La loro presenza è millenaria come quella della Capitale, alla quale sono indissolubilmente legati. La loro arte non richiede particolari strutture (tranne forse a volte per la musica e spettacoli una piccola amplificazione, oggetto ad oggi di tante tensioni cittadine per aumento dei decibel) e un pubblico casuale.

 

Abbiamo intervistato Giuseppe Boron, Presidente della FNAS, che a Roma si esibisce al Pincio e a San Silvestro, con il suo sassofono, strumento in cui è diplomato al Conservatorio di Ferrara.

 

Come nasce l’arte di strada? ci può spiegare che cos’è e quanto risente dello spettacolo popolare antico nelle strade delle città?

Dal punto di vista storico credo che basti guardare i vasi greci per vedere che vi erano artisti di strada sia nell’antica Grecia che nella Roma antica. Al di là di questo e della storicità, mi preme parlare essenzialmente di come si presenta oggi tale fenomeno artistico, nella nostra realtà, e di quello che oggi rappresenta l’arte di strada, con una serie di specificità, in quanto estemporanea e gratuita per la pubblica amministrazione. Per spiegare il primo aggettivo: un artista arriva in un luogo e realizza il proprio spettacolo. Per illustrare il secondo: è il pubblico che paga la performance che vede. Tali specificità potrebbero quindi rappresentare elementi di appetibilità per le Amministrazioni locali, mentre non si capisce come questi artisti vengano equiparati al mendicante, all’accattone e che si pensi che disturbano la quiete pubblica. In molte città è un lavoro normato con una serie di regole scritte, redatte insieme agli artisti stessi e in loro difesa, basate sulle condizioni cittadine; in altre realtà urbane invece si proibisce l’arte di strada, colpendola a volte. Ciò rappresenta quello che ancora non viene capito, perché non si considera come l’arte di strada possa valorizzare certi luoghi, rendendoli vivi e più appetibili dal punto di vista turistico.

 

Le performance degli artisti di strada perché non sono considerate arte alla stregua di altre manifestazioni, come la street art?

L’arte di strada dovrebbe essere considerata arte e basta, o meglio arte e spettacolo naturalmente, mentre spesso succede che le Amministrazioni non lo facciano. A volte semplicemente per il cambiamento di colore politico, per non accettare il regolamento redatto dalla ‘vecchia gestione’, mentre non si capisce che l’arte di strada – come le altre – non ha un particolare schieramento politico. L’arte è arte: fa divertire o piangere la gente perché coinvolge e colpisce nel sentimento più profondo delle persone

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