venerdì, Maggio 7

Arte e artisti di strada: quanta libertà? Giuseppe Boron “Bisognerebbe arrivare ad avere una legge nazionale che riconosca tale figura”

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Tale categoria non è, infatti, riconosciuta da una legge nazionale ed esistono soltanto due leggi regionali in materia su un numero di circa 4.000 artisti di strada, attualmente censiti e 8.000 in totale (anche se alcuni li considerano soltanto dei meri fannulloni). Il Testo Unico delle leggi in materia di pubblica sicurezza – datato 1931 – all’art.121 contemplava tale forma artistica e accorpava in essa tutte le varie forme d’arte, obbligandole a registrarsi presso il relativo ufficio nel Comune di residenza. La sua abrogazione ha lasciato ai singoli Comuni di deliberare in proposito, con un vuoto legislativo e conseguente rottura tra Regioni tolleranti e altre meno. Solo Piemonte e Puglia hanno liberalizzato l’arte di strada sul territorio, permettendola nel suo libero esercizio in ogni Comune.

Si emigra, perciò, in quei Paesi dove questa forma d’arte è maggiormente riconosciuta e tutelata da leggi ben precise: in Belgio, come in Francia gli artisti di strada rientrano nella categoria degli intermittenti di spettacolo‘, con incentivi alla formazione, per la creazione delle loro performance, oltre che eventualmente con sussidio alla disoccupazione.

Esistono anche Festival, creati ad hoc per tale arte, come il ‘Mercantia’ di Certaldo, i ‘Buskers Festival’ di Ferrara e Ragusa, ‘Artisti in Piazza’ di Pennabili, il ‘Festival Mirabilia’ di Fossano, che riportano echi, sia nazionali che internazionali, e attraggono milioni di spettatori. Di tali eventi se ne contano 200 l’anno e spesso si tengono in occasione di aperture particolari o grandi flussi di turismo locale.

L’indotto che si crea intorno ad essi si aggira, sul territorio dove sono svolti, da 3 a 7 euro per ogni euro investito in tali manifestazioni o performance.

La FNAS, Federazione Nazionale Artisti di Strada, nata nel 1999 per riunire tutte le realtà del settore, anche gli stessi promotori artistici, si occupa di promuovere e tutelare sia legalmente che giuridicamente appunto, l’arte di strada. L’associazione ha stimato che tale espressione artistica vada incontro alla gente, anche ai giovani, che hanno meno occasioni di frequentare i teatri o le sale da concerto istituzionali’, sebbene tale arte sia già di per sé un’espressione culturale. Essa crea inoltre molte occasioni di lavoro in un mercato che sostanzialmente nel nostro Paese è ancora del tutto fermo.

Il FUS (Fondo unico dello Spettacolo) contempla tale forma d’arte, ma nonostante vi sia stato un aumento dei fondi a lei destinati, addirittura raddoppiati dal 2013 (passati da 85mila a 125mila), nel 2014 tale settore ha ricevuto soltanto lo 0,031% dei 406 milioni elargiti, pur costituendo quasi il 20% dell’offerta dello spettacolo dal vivo su territorio nazionale.

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