martedì, Settembre 21

Arte e archeologia per bambini Intervista a Cristiana Mele sui diversi campi estivi di CoopCulture organizzati a Roma

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Appia Antica

 

La scuola sta per chiudere e i genitori che lavorano cercano un posto dove appoggiare i propri figli nelle ore in cui sono al lavoro, allora perché non sperimentare a Roma i due campi estivi di 5 giorni (dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 16,00) per bambini dai 6 ai 10 anni, promossi dalla cooperativa culturale CoopCulture a partire dal 9 giugno fino al 5 settembre prossimo.

Il primo, chiamato ‘ArcheoCampus’, si svolge nell’area di Campo di Bove sull’Appia Antica e guida i piccoli partecipanti alla scoperta dell’archeologia, dei suoi luoghi (si visiteranno il Mausoleo di Cecilia Metella, la Villa dei Quintili e quella di Massenzio) e dei suoi reperti. Ogni settimana alla fine di questo campus gli oggetti realizzati dai piccoli saranno esposti al MAB (Museo Archeologico dei Bambini), appositamente allestito nella sede di Campo di Bove, che è dotata anche di un’aula didattica, di un giardino con parco archeologico e spazi dove i bambini possono consumare i pasti che si porteranno da casa.

Campo di Bove, recentemente recuperato dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, contiene uno straordinario complesso termale ricco di mosaici e l’Archivio Antonio Cederna, dedicato alla via Appia Antica. Da qui partiranno passeggiate archeologiche all’insegna del gioco, della scoperta, dell’attività di scavo e di documentazione dei reperti antichi attraverso il disegno e la fotografia. Alla fine della settimana, ogni venerdì i bambini si improvviseranno anche direttori del museo, o curatori, e accompagneranno i genitori alla visita del MAB prima di tornare a casa. È il primo anno che questa cooperativa sperimenta il campo estivo archeologico in questa sede sull’antica Regina Viarum.

Altrettanto affascinante il campo estivo creato a Roma presso la GNAM (Galleria Nazionale d’Arte Moderna) ed intitolata ‘Impara l’arte e … mettila da parte’, giunta alla sua terza edizione in quel luogo e che cambia tematica ogni anno. I piccoli artisti esploreranno il mondo delle professioni artistiche e dei mestieri dell’arte attraverso attività creative, laboratori interattivi, visite ai musei del quartiere (alla Galleria Borghese, a Villa Borghese, al Museo Andersen e al Museo Boncompagni Ludovisi) e avvincenti racconti. Ogni settimana si toccherà un settore diverso dell’arte: nella prima sarà protagonista la pittura, nella seconda la scultura, nella terza la danza, il movimento e la musica e nella quarta la moda e la fotografia. Il venerdì di ogni settimana i bambini, per mostrare ai genitori le proprie creazioni, avranno a disposizione ciascuno un padiglione dove esporre i lavori svolti durante la settimana, come una sorta di biennale artistica, e personificheranno teatralmente un’artista presente nella collezione della GNAM, secondo un copione e una regia ben precisi e stabiliti, dopo aver studiato un po’ le biografie degli artisti per poter assimilare e sedimentare meglio le nozioni che hanno appreso durante tutta la settimana.

Attraverso l’esperienza culturale e ludica i bambini potranno avere l’opportunità di conoscere meglio i luoghi d’arte e i siti archeologici della Capitale e far sì che questi diventino per loro più famigliari, tanto da ritornarci anche con i genitori e la scuola, ma soprattutto non vedano più il museo o il sito archeologico come un’esperienza noiosa. Il luoghi di cultura diventeranno qualcosa che appartiene anche a loro, come a tutta la comunità, perché essi saranno i visitatori del domani e i futuri custodi del patrimonio culturale.

 

Abbiamo intervistato sull’argomento Cristiana Mele, coordinatore della didattica di CoopCulture e che si occupa anche dei due progetti di campo estivo.

Come nasce l’idea dell’ArcheoCampus e di ‘Impara l’arte e … mettila da parte’ alla GNAM?
Per quanto riguarda la GNAM, è già il terzo anno che facciamo il campo estivo e l’idea era quella di valorizzare la Galleria Nazionale, per noi obiettivo principale, ossia il luogo in cui siamo ospitati, attraverso temi ludici, ma anche in collegamento con l’arte e gli artisti presenti nella Galleria stessa, creando un campus artistico. Ogni anno abbiamo scelto un tema diverso e stavolta sono i mestieri dell’arte. Per quello di Capo di Bove, c’è lo stesso identico ragionamento, solo spostato sull’ambito archeologico: una valorizzazione dei temi in questo senso, ma soprattutto del luogo dell’Appia Antica, unito ai concetti di fruizione, di tutela e di salvaguardia dell’area.

Qual è la quota di partecipazione a tali corsi estivi?
Una settimana costa 120 euro e una sola giornata invece 25 euro.

Qual è la finalità culturale alla base di questi due diversi corsi estivi?
La finalità culturale è trasmettere ed intrattenere i bambini per una settimana, e oltre, se vogliono rimanervi più a lungo, su un tema che sia basato o sulla storia dell’arte e quindi sugli artisti, oppure sull’archeologia in collegamento col luogo che li ospita. È più prettamente artistico quello della GNAM, prevedendo però anche in questo delle uscite sul territorio o nei musei vicini. I bambini non rimangono soltanto in GNAM, ma si aprono anche alla zona circostante per valutare l’offerta culturale del quartiere. Lo stesso procedimento didattico vale per quello di Capo di Bove: l’archeologia trasmessa attraverso la conoscenza del territorio e la visita di aree archeologiche comprese nella zona dell’Appia Antica.

È il primo anno che ci sono questi corsi estivi a Roma, o la vostra cooperativa li ha già proposti in precedenza con altre tematiche e luoghi?
Per il campo estivo di Capo di Bove è la prima volta, mentre per quello della GNAM è la terza volta. La nostra società li organizza anche altrove, per esempio al MADRE (Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina) di Napoli, perché CoopCulture è su tutta Italia. Questa iniziativa è una consuetudine per noi.

Le attività dei due campi estivi si svolgono in strutture statali. Come avete collaborato con questi enti per poter realizzare simili iniziative?
Noi siamo concessionari per i servizi aggiuntivi sia per la GNAM che per la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma. È molto importante precisare che queste iniziative didattiche, come tutte quelle che noi svolgiamo, sono sempre sotto l’egida o della Soprintendenza per quanto riguarda Campo di Bove, o dei responsabili del museo per la GNAM. Si collabora con queste istituzioni e si organizza insieme a loro: il progetto didattico ha un’ideazione che parte dalla nostra associazione, ma viene validato dai responsabili istituzionali.

Campo di Bove è stato recentemente restaurato dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma. Questo è un modo per rendere ancora più operativa e meglio conosciuta quest’area?
Il nostro intento è stato primariamente questo: incrementare la possibilità di allargare la fruizione di questo luogo ad un destinatario, in questo caso molto specifico, ossia bambini e famiglie. Noi abbiamo organizzato varie iniziative sull’Appia Antica: questa è dedicata alle famiglie, ma ha come obiettivo principale di portare le persone a Capo di Bove per far conoscere il sito e in generale tutta l’area.

Per ‘Impara l’arte e … mettila da parte’ alla GNAM ogni settimana viene affrontato un settore artistico diverso: la pittura, la scultura, la danza, il movimento e la musica (questi ultimi tre in un unico laboratorio), la moda e la fotografia (questi due in un unico laboratorio). Come mai questa scelta didattica?
La scelta didattica cade sempre su temi che possano essere abbastanza fruibili, accattivanti e di interesse per i bambini, ma che abbiano un riscontro con la GNAM. Non possiamo trattare, e non vengono scelti ovviamente, come sempre facciamo, temi che non siano collegabili con il luogo che ci ospita; generalmente sono tematiche sulle quali lavoreremo principalmente nelle sale del museo. Qualsiasi attività i bambini faranno e che sarà da noi organizzata, vi troveranno un riscontro con gli artisti presenti nella collezione della GNAM per un collegamento con questa sede museale.

Per l’ArcheoCampus è prevista la realizzazione del MAB (Museo Archeologico dei Bambini): in che cosa consiste?
L’idea del museo è un’iniziativa, che viene proposta anche per la GNAM, e che funziona bene perché i bambini non partecipano semplicemente ad un laboratorio e poi l’attività termina, ma tutti i laboratori presenti nella settimana sono finalizzati alla realizzazione di un piccolo museo. Tutti i manufatti che i bambini avranno realizzato nei pomeriggi, tutte le esperienze fatte fotografando o scavando durante la mattina, saranno raccolte in un’esposizione, naturalmente non permanente, all’interno del museo o del sito archeologico, costruita con piccole teche, didascalie e con annesso catalogo. Nella giornata di venerdì i bambini esporranno o mostreranno questo mini-museo, dove saranno messi sia gli oggetti, sia le fotografie che i disegni, organizzato come un museo archeologico o artistico che cambierà di settimana in settimana, perché i bambini che vi parteciperanno saranno diversi. Ogni singolo bambino avrà un ruolo all’interno di esso come forma di teatralizzazione del lavoro didattico svolto: il direttore del museo che accoglie i genitori piuttosto che la guida o il curatore del museo stesso, o l’archeologo.

Sempre in questo campo estivo sono previste visite ad altri siti dell’Appia Antica: Mausoleo di Cecilia Metella, Villa dei Quintili e di Massenzio. Crede che questo possa avvicinare le giovani generazioni al nostro patrimonio culturale facendone apprezzare il valore storico e culturale?
Il nostro obiettivo è sicuramente questo. Capo di Bove come sede è stata scelta innanzitutto perché ha una logistica strategica, trovandosi al centro del tratto pedonale dell’Appia Antica e viene utilizzata come campo base da cui i bambini partiranno alla scoperta di tutte le meraviglie archeologiche presenti nella zona e spesso non conosciute. A volte i visitatori si fermano a Cecilia Metella perché è il sito più vicino e non vanno oltre, quindi noi intendiamo far capire ai bambini che l’Appia nell’antichità era una strada, e lo è tuttora, straordinaria per il passaggio verso luoghi da scoprire. Percorreremo l’Appia a piedi fino alla Villa dei Quintili, e ovviamente abbiamo tenuto conto di valorizzare anche gli altri siti della Soprintendenza che sono nella zona limitrofa, come anche il tratto di strada antica che collega i vari luoghi.

Per il corso estivo alla GNAM sono previsti laboratori interattivi. Ce ne può parlare meglio?
I laboratori sono tutti interattivi e li facciamo apposta in questo modo. C’è per esempio quello che è una sorta di sperimentazione, che si tiene anche durante l’inverno, chiamato ‘Mi piace se ti muovi’, dove si utilizza il corpo e le sue possibilità espressive in abbinamento ad artisti della GNAM, come Burri e Capogrossi. I bambini sono chiamati ad un’analisi dell’artista e dell’opera non solo visivamente, essendo questa la forma usata più tradizionalmente, ma creando delle coreografie con il loro corpo e delle musiche legate ai temi dell’opera.

Come verranno avvicinati i giovani del corso estivo alla GNAM a conoscere le professioni artistiche e la storia dell’arte contemporanea in generale?
Noi utilizziamo la stessa modalità già utilizzata l’altro anno, anche se il tema era diverso, e che rende i bambini protagonisti in prima persona: essi faranno i laboratori e le esperienze nel corso della settimana, ma l’ultimo giorno, quello finale, nel quale espongono o comunque mostrano il lavoro ai genitori, personificheranno un artista presente nelle collezioni della GNAM, dopo averne studiato un po’ le biografie e avremo una forma di teatralizzazione perché ognuno di loro sarà in effetti Klee, o Burri, o Klein, o altri artisti sui quali hanno lavorato. Questo assumere un altro ruolo e fare l’artista, con un copione e una regia precisa e non casuale, fa sedimentare e assimilare loro tutte le esperienze che hanno imparato durante la settimana.

Per il corso estivo alla GNAM si prevedono laboratori teatrali nel pomeriggio. Come si svolgeranno e su quali tematiche saranno incentrati?
I laboratori teatrali sono sempre abbinati alle attività della mattina: come lo scorso anno, i bambini sceglieranno il ruolo, definiranno i costumi e per l’ultimo giorno pensavamo ad un’esibizione finale nella quale, oltre a quello che dicevo prima, ci fosse un’esposizione o un concorso in cui ogni artista, come in una sorta di biennale, avrà un padiglione o una zona, nella quale esporrà le opere che ha scelto di fare durante la settimana in base al tema: la prima settimana ci saranno tutti i pittori, la seconda tutti gli scultori e via dicendo. Ogni bambino si esibirà davanti a genitori e questi faranno la valutazione finale del lavoro svolto. Ogni pomeriggio viene ad essere costruito per arrivare al venerdì, in cui ognuno ha il proprio padiglione e una zona ben definita.

Cosa pensate potrà rimanere di queste esperienze artistiche ed archeologiche nei bambini che prenderanno parte a questi corsi estivi?
Per noi è molto importante che i bambini conoscano questi luoghi, al di là dell’esperienza e dell’intrattenimento che faranno durante la settimana. È importantissimo che si trasmetta loro un senso di appartenenza, di famigliarità e di consuetudine al luogo che visitano e che sia molto chiaro che tali luoghi appartengono alla collettività. Si deve far sì che abbiano voglia di ritornare, soprattutto con i genitori e la scuola, al di là dell’esperienza fatta una settimana con noi. È importante dare la sensazione che il museo o il sito archeologico non sia un’esperienza noiosa, nella quale il bambino è costretto ad andare perché qualcun altro ce lo porta, ma diventi un posto bello, che gli appartiene, da valorizzare e da tutelare.

Pensate di ripetere questa iniziativa dei campi estivi a Roma anche negli anni successivi?
Sì, noi lo speriamo: ogni anno il nostro intento è questo, ma dipende dalla disponibilità del luogo. Alla GNAM questo è il terzo anno che proponiamo questi campi, speriamo di riuscire a replicare l’esperienza anche a Capo di Bove nel prossimo anno, e se non sarà proprio lì, almeno in un altro sito della stessa Soprintendenza.

 

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