mercoledì, Aprile 14

Arrivederci popolo field_506ffb1d3dbe2

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«Ascolta o popolo di naviganti, eroi poeti santi, di emigranti, di ricchi benestanti e lavoranti stanchi…» cantavano Dario Fo e Franca Rame parecchi decenni fa, in pieno boom economico (e avendone qualche problemino). «E allora avanti popolo, che spera in un miracolo, elaboriamo il lutto con un amen» aggiorna ad oggi Francesco Gabbani con la sua onnipresente ‘Amen’ che molto deve a Fo e un po’ pure a Franco Battiato ed altri. In tempi diversi e con diversi protagonisti, appena cominciata a depositatasi la querelle postreferendaria la questione centrale è quella della reazione popolare a tutto quanto sta succedendo. L’evoluzione del sistema politico sembra diretta, almeno momentaneamente, verso una ancor maggiore marginalizzazione della volontà popolare sancita dalla nostra Costituzione come fondamento dello Stato. Con la ridefinizione di ruoli e punti di partenza e di arrivo i tempi ruinano verso stagnazione e umiliazione, con la politica sempre più personalizzata e sin lo sciagurato Fausto Bertinotti che dichiara morto, bontà sua e della sua autorevolezza, il ‘popolo di sinistra’ ritrovandolo però fortunatamente reincarnato nella Comunione e Liberazione nuova versione ispanizzata post disastri formigoniani.

Popolo’ è stata per tempo una parola salvifica, quasi magica ed intoccabile, come nell’«Avanti popolo con la riscossa» (versione originale del canto repubblicano di metà ‘800), e in fondo di qualunque colore fosse la bandiera. Popolo, anzi ‘poppolo’ con tre ‘p’ a rimarcarne forza e rilevanza a sinistra, a destra, al centro… Poi è divenuta parola via via di declinante valore semantico, sino ad essere quasi insulto, così passando per l’«Oh avanti o popolo con la lambretta rossa» di Zucchero e forse per il popolo della rossa Ferrari, siamo adesso di fronte ad un popolo allo sbando. E così riportiamo qualche sparso ma organicamente significativo evento. Dopo il tonitruante «No alla barbarie giustizialista» pronunciato al Senato da Matteo Renzi sorge più di qualche dubbio che tra motivazioni politiche e sospetti di timori giudiziari si sia trattato di un giocare d’anticipo perché sa, o teme, novità in arrivo da parte di qualche Procura ed una o più nuove offensive incipienti in quella «Estate calda» già pubblicamente annunciata da Paolo Mieli, che certo non parla mai a caso. Mentre il popolo di chi aveva nel tempo combattuto battaglie ambientaliste nella ‘zona’ di centrosinistra si trova vilipeso e irriso dopo l’ultimo esito delle urne.

Su un altro versante lo ‘squagliamento’ del Partito Democratico tenacemente perseguito da Renzi e fieramente ottenuto, con i Circoli (già sezioni) romani, e non solo, chiusi un po’ per inedia un po’ per morosità con emblematici lucchetti commissariali a simboleggiarne la fine ingloriosa. Se poi alle Comunali del cinque giugno quanto resta del ‘Partito di Renzi’ subirà i probabili rovesci annunciati da nord a sud, da Milano a Roma sino a Napoli chi come lui ha coerentemente voluto questo risultato non se ne potrà lamentare più di tanto. Quanto a chi certe strade le ha percorse per passione ed oggi si trova privato di qualcosa in cui aveva creduto al massimo si può offrire solidarietà. Parallelamente rilevando le ‘ultime ore di Pompei’ che vive ciò che resta del popolodellalibertàforzaitalia a guida berlusconiana e come l’anima del Duce (quello vero) sia trasmigrata da Palazzo Venezia alla contigua Via del Plebiscito sino all’attuale occupante di Palazzo Chigi. E in sua compagnia tutti i peronisti di ritorno ad invocare e gabbare il popolo in nome del popolo, come brillantemente sunteggiato allora anche per ora da Trilussa «- E er popolo? – Se gratta. / – E er resto? – Va da sé… / – Benissimo! – Benone! / La Patria sta stranquilla; / annamo a colazzione… – / E er popolo lontano, / rimasto su la riva, / magna le nocchie e strilla: / – Evviva, evviva, evviva… – / E guarda la fregata / sur mare che sfavilla». E allora ascolta o popolo, e avanti sperando giusto in un miracolo. Però, perché, e chi ce lo fa fare di stare zitti ad ascoltare, ma chi ce lo fa fare di esser contenti e di remare…

 

 

 

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