martedì, Dicembre 7

Arrivano le svedesi. (Magari!) L'Italia esulta: anche gli arretrati Paesi scandinavi (ultima, ora, la Svezia) si mettono al passo con noi, che tanto spazio diamo alle donne nei ruoli dirigenziali e istituzionali...

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Per la prima volta in Svezia la guida del Governo affidata a una donna: a ricoprire l’incarico di Primo Ministro sarà infatti Magdalena Andersson, che succede a Stefan Lofven. Ministro delle Finanze in carica, a inizio novembre la cinquantaquattrenne Andersson è stata eletta Leader del Partito Socialdemocratico durante il Congresso tenutosi a Goteborg. E, di conseguenza, come nel Regno Unito subentrerà a capo dell’Esecutivo.

La notizia ha molto rallegrato (e molti) nel nostro Paese, che vede da tempo donne di valore alla guida dello Stato, del Governo, delle più importanti Istituzioni. Tanto che tutte (ma proprio tutte) le forze politiche italiane, che tanto hanno fatto per questo salto di qualità a tutti i livelli (ma proprio tutti), nei loro messaggi di congratulazioni sottolineano come fosse ora che venisse rotta questa barriera. Del resto noi tracciamo la strada essendo all’avanguardia: ora anche gli arretrati Paesi scandinavi si mettono al passo con chi come noi tanto spazio da alle donne nei ruoli dirigenziali, istituzionali e d’ogni altro genere.

Certo un sogno è un sogno e non è detto che si avveri, corso misterioso dei pensieri, come canta Mario Pappagallo nel suo ‘Il Paese delle cose giuste‘, ma l’evento svedese è di buon auspicio in realtà anche dalle nostre micragnose parti. Vedremo. Quanto alla Andersson, per la determinazione e capacità di imporre la propria linea è stata soprannominata ‘Il bulldozer‘, oltre ad essere spesso paragonata ad Angela Merkel. Nel 1983 è iniziato il suo impegno in politica, entrando a far parte della Lega Giovanile Socialdemocratica (SSU) della quale quattro anni dopo è stata eletta Pesidente della sede di Uppsala. Ha poi proseguito gli studi a Stoccolma, alla Scuola di economia, dove si è laureata nel 1992 con un Master in Economia. Poi, via via sino ad oggi, un impegno forte che la porta appunto dalle Finanze (dove stava dal 2014, già una cosa non da poco) alla guida del Governo. Da noi, precursori, intanto impetuosamente operano le tante donne che tale ruolo, e anche più importanti, da tempo ricoprono o hanno ricoperto.

Certe volte non sognare è meglio, quando doloroso è il tuo risveglio (sempre Pappagallo).

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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