mercoledì, Maggio 12

Arrivano in Italia le 'anti-principesse'

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Pensare alle fiabe, quasi sempre, significa pensare a personaggi mitici e straordinari, protagonisti di vicende uniche, irripetibili, ma soprattutto irreali. Ci insegnano tanto, eppure non potrebbero essere più lontane dalla realtà.
Le principesse, per esempio, sono belle, aggraziate, romantiche. Lottano e alla fine quasi tutte indossano quei vestiti fuori dall’ordinario che, magari un po’ impropriamente, suggellano le loro vittorie.
Questo non accade a Frida Kahlo e a Violeta Parra, principesse protagoniste di due fiabe che faremmo meglio a definire ‘storie’; non solo per conferirgli un aspetto diverso rispetto alle fiabe che tutti conosciamo, ma anche perché raccontano storie vere.
Sì, Violeta e Frida sono diverse, sono principesse alternative, di quelle che faticano e alla fine indossano solo il vestito della determinazione e del coraggio. Sono le ‘anti-principesse‘ della collana argentina coleccion antiprincesas tradotta in Italia da Rapsodia Edizioni, una casa editrice che promuove nuove idee e scrittori emergenti.
Queste fiabe ci dicono che forse il mondo oggi ha bisogno di storie più vere, di vicende più crude, di sentimenti più reali, per imparare le lezioni più importanti. Forse il successo di questa collana poggia proprio sul bisogno di credere che ognuna di queste storie racconti una persona vera, quella che ognuno di noi potrebbe essere tutti i giorni. Perciò Eleonora Lo Nigro, di Rapsodia Edizioni, ha deciso di portarla in Italia. Ecco cosa ci ha raccontato.

 

La collana ‘Anti-principesse’ su quale idea si fonda e perché nasce?
Il progetto non è nostro direttamente, ma viene dall’Argentina. L’abbiamo scoperto grazie a un collaboratore argentino. Quando ho visto questa collana, ho subito contattato la casa editrice per portarla in Italia. Mi ha colpito moltissimo il modo in cui sono queste nuove principesse. Senza vestiti eleganti, senza principe, senza nulla. Solo con una grande forza di volontà e una straordinaria determinazione. Donne vere che si sono fatte in quattro per raggiungere i loro obbiettivi. È stato lampante per me che questa collana fosse conosciuta in Italia perché qui siamo di mentalità un po’ più ristretta e c’è assolutamente bisogno di storie come queste.

 

Chi sono le anti-principesse e cosa hanno di innovativo?
Sono principesse senza soldi, senza ricchezze materiali, ma con ricchezze magnifiche: la passione, la tenacia, la forza. Sono principesse che hanno degli obiettivi e lasciano il segno nel mondo. Un po’ come siamo noi quando ci rimbocchiamo le maniche. Sono molto realistiche.

 

Che ruolo hanno, secondo lei, queste nuove principesse nella nostra società e che impatto sociale, psicologico e formativo potrebbero avere?
Io credo che al di là dell’impatto positivo che a mio parere hanno queste storie, è probabile che per alcuni non avranno il medesimo impatto. Sono storie dure, dolorose, delicate, vere e alcuni saranno sicuramente scettici nel proporle ai bambini perché per loro può essere faticoso elaborarle, ma ne vale sicuramente la pena. Moltissime persone hanno dimostrato di apprezzare il progetto. Credo che sia perché è giusto per i bambini misurarsi con la realtà e sapere che la vita è faticosa, però faticando si raggiungono gli obbiettivi.

 

Il pubblico, di mamme e non solo, è pronto a far propri questi nuovi modelli?
Assolutamente sì. Non mi aspettavo questo riscontro positivo. La gente ci contatta via e-mail per ringraziarci, per farci i complimenti. Le librerie ci contattano, le vendite aumentano. Alla fine le persone sono pronte a idee come questa.

 

Dato che la nostra società è protagonista di un continuo cambiamento ad una velocità inarrestabile, e visto che sempre più bambini e adolescenti prediligono la tecnologia e la tv rispetto ai libri, quale crede che sia, oggi, il ruolo delle fiabe, soprattutto di quelle, per così dire, ‘non convenzionali’?
Paradossalmente le fiabe secondo me, anche quelle tradizionali, riescono a portare il bambino coi piedi per terra. Gli fanno riacquistare il senso delle cose, le cose importanti. Li riportano alla realtà di sempre, non quella veloce, spaziale, tecnologica. Queste fiabe delle anti-principesse, in particolare, restituiscono ai bambini una dimensione più reale che mai perché sono storie vere con parole semplici.

 

 

Queste anti-principesse, essendo più realistiche, tolgono in parte il tradizionale carattere fiabesco delle storie o riescono a mantenere l’aurea fiabesca?
Sono realtà. Le ‘anti-principesse’ sicuramente non screditano le classiche principesse, ma vogliono essere un’alternativa. Esistono le principesse che si sporcano e vanno da qualche parte con le proprie forze e queste non possono che essere storie vere. Infatti nei nostri laboratori i bambini ci chiedono spesso: ‘è viva questa principessa? è esistita?’. Beh, sì che è esistita. Le principesse qui poterebbero benissimo essere le nostre nonne che hanno vissuto storie magnifiche nel passato e che sono realmente esistite.

 

Visto che parliamo di ‘principesse’, seppur alternative, consiglierebbe la collana ad un pubblico esclusivamente femminile?
Assolutamente no. Sono storie di personaggi veri. Le chiamiamo anti-principesse perché sono donne e presto pubblicheremo storie anche di ‘anti-eroi’. Non perché le principesse siano per le femmine e gli eroi per i maschi, ma perché così come esistono donne straordinarie esistono uomini straordinari.

 
Tradurre un testo è un’impresa complessa, visto che si deve tener conto di una serie di differenze linguistiche che vanno a costruire significati profondi e articolati. È stato difficile tradurre queste fiabe in italiano senza fargli perdere un po’ della loro originarietà?
In realtà moltissimo. Per i due testi che abbiamo tradotto, abbiamo scelto due traduttori diversi, ma in entrambi i casi, dopo aver tradotto ho continuato a leggere il testo per renderlo meglio in italiano e per assicurarmi che non perdesse la sua naturalità e i suoi concetti più profondi. È tanto faticoso questo lavoro, ma è uno dei piaceri più grandi quello di rendere un concetto in un’altra lingua per far sì che esso venga percepito così come è percepito in un altro Paese. Questo richiede tanto lavoro e modifiche importanti, perché una traduzione letterale semplicistica rischierebbe di far perdere il senso della storia. È soddisfacente compiere bene questo lavoro, così come lo è fare i laboratori con i bambini e osservare le loro reazioni.

 

Che tipo di laboratori organizzate?
Organizziamo laboratori interattivi in cui vi è una lettura animata e in cui i bambini possono vivere la storia con molta partecipazione. Ai bambini vengono poste delle domande e loro stessi possono porle a noi. Anche alla fine della storia sono presenti delle attività che i bambini possono fare da soli o con l’adulto.

 

Ad oggi, la collana comprende due testi: Violeta Parra e Frida Kahlo. Avete altri testi in progetto? Saranno scritti dalla stessa autrice?
Noi seguiamo precisamente la collana dell’Argentina, quindi, stando ai testi già pubblicati in Argentina, l’autrice sarà la stessa così come l’illustratore. Noi vorremmo pubblicare tutta la collana, se il pubblico continua a darci dei riscontri positivi. Penso che non sia un libro a fare la differenza, ma la collana nella sua totalità. Perciò contiamo di pubblicarla tutta.

 

 

 

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