sabato, Maggio 8

Arrivano i dazi Usa: Messico e Ue alzano la voce Assad: 'Non ci sono truppe iraniane in Siria'. Nicaragua, almeno 11 morti alla marcia di Managua

0

La marcia contro il governo di Daniel Ortega in Nicaragua ha riunito centinaia di migliaia di persone a Managua, ma si è chiusa con un bagno di sangue: gruppi armati sandinisti hanno aperto il fuoco sui manifestanti, causando almeno tre morti e decine di feriti. L’enorme corteo ha sfilato pacificamente per il centro di Managua reclamando giustizia per le vittime della repressione e la democratizzazione del Paese. Poi l’intervento di gruppi armati di irregolari pro governativi hanno attaccato la protesta, sparando sulla folla.

Passiamo all’Iraq, dove tre agenti di polizia sono stati uccisi in un attacco di miliziani dell’Isis nella provincia di Salahuddin, circa 180 chilometri a nord di Baghdad.

Andiamo in Ucraina, dove l’uomo accusato di essere l’organizzatore del tentato omicidio del reporter russo in esilio a Kiev Arkady Babchenko, è stato incriminato per terrorismo. Secondo ‘Strana.ua‘, l’uomo sarebbe un imprenditore che forniva armi all’esercito ucraino e secondo una fonte della testata sarebbe stato contattato dai servizi di Kiev che gli avrebbero proposto di partecipare a un’operazione di contro-spionaggio. L’uomo avrebbe accettato ma il suo ‘contatto’ ai servizi poi sarebbe scomparso. L’intelligence ucraina ora però sostiene che avrebbe appunto lavorato per i servizi russi.

In Brasile, le forze armate hanno liberato oggi le vie di accesso al porto di Santos, lo scalo marittimo più importante dell’America Latina, sottoposto dalla settimana scorsa al blocco dei camionisti in sciopero. Unità dell’esercito e della marina militare hanno occupato i punti strategici del porto per garantire la libera circolazione delle merci, dopo che sono fallite le negoziazioni fra il governatore di San Paolo, Marcio Franca, e il responsabile del sindacato locale dei camionisti, Alexandro Viviane.

Chiudiamo con la Danimarca, che ha vietato di indossare in pubblico gli indumenti che coprono il viso, come il niqab ed il burqa. Il parlamento ha approvato con 75 voti a favore e 30 contrari una legge presentata dal governo di centrodestra. La violazione della legge, che entrerà in vigore il primo agosto, costerà circa 150 dollari, e la reiterazione fino a sei mesi di carcere. Chiunque costringerà una persona a indossare indumenti che coprono il viso rischierà fino a due anni di carcere. Lo stesso governo ha assicurato che il provvedimento non prende di mira alcuna religione.

Visualizzando 2 di 2
Visualizzando 2 di 2

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->