sabato, Aprile 10

Arrestata la moglie di Al-Baghdadi

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La scorsa settimana, in Libano, è stato annunciato l’arresto di Saja Dulaimy che, alcuni ritengono sia l’ex moglie del leader dell’ISIS, Abu Bakr Al-Baghdadi. Saja Dulaimy, è stata arrestata nel nord del Libano con il suo autista palestinese, identificato come  suo nuovo marito e tre dei suoi figli, una di loro, secondo i test del DNA, sarebbe la figlia di Al-Baghdadi.

La Dulaimy ha negato di essere la moglie o l’ex moglie di Al-Baghdadi, sostenendo di essere stata sposata con un uomo con lo stesso  nome della famiglia del capo dell’ISIS (Sameraei). Saja Dulaimy si è sposata tre volte, Al-Baghdadi sarebbe stato il secondo marito e, l’uomo palestinese con lei al momento dell’arresto, quello attuale.

Saja è stata detenuta in Siria ed è stata  rilasciata dal regime siriano attraverso un accordo di scambio atto a liberare le suore siriane di Maaloula nel marzo 2014.  A quel tempo, “Al-Nusra”, la filiale di  AlQaeda in Siria, ha insistito fino all’ultimo minuto affinché, rilasciassero Saja Dulaimy minacciando di far saltare l’accordo di scambio. Successivamente, uno dei leader di Al-Nusra ha rivelato che Saja era una persona molto importante poiché, figlia di un leader iracheno jihadista, sorella di noti “jihadisti” e moglie di Al-Baghdadi.

Il governo libanese ritiene che questa cattura possa rafforzare il suo ruolo all’interno dei negoziati con l’ISIS e Al-Nusra e che questa azione sia un aiuto prezioso per liberare i 27 soldati e poliziotti che sono stati catturati nella città di Arsal e di Bekaa, in Libano orientale, al confine con la Siria. Quattro mesi fa, questi gruppi terroristici avevano attaccato l’esercito libanese e la stazione di polizia nella città libanese di Arsal e avevano catturato i militari, come vendetta per l’arresto di Imad Jomaa, un leader locale dell’ISIS nell’area siriana di Al-Qalamoun.

L’esercito libanese, presso Al-Qalamoun, ha arrestato anche Ola Al-Akili, la moglie del leader di Al-Nusra, Anas Al-Shishani ed i suoi figli. Al-Shishani ha minacciato il governo libanese,  in una dichiarazione tramite Youtube, di ostacolare qualsiasi accordo di scambio per liberare i soldati libanesi qualora le autorità libanesi non rilascino la moglie.

Poche ore dopo questo avviso, il Fronte Al-Nusra ha dichiarato l’esecuzione del poliziotto libanese Ali Al-Bazal, come vendetta per l’arresto delle loro donne e dei loro bambini.

Vale la pena notare che, poche ore prima dell’esecuzione di Al-Bazal, il mediatore del Qatar che si occupava della questione, Ahmed Al-Khatib, ha lasciato il territorio libanese, tornando a Doha, cosa, che alcuni media libanesi hanno considerato come un ‘via libera’ da parte del Qatar per questa esecuzione.

L’ISIS e il fronte Al Nusra chiedono di rilasciare decine di prigionieri “jihadisti” detenuti in Libano e in Siria, la maggior parte di loro è stata coinvolta in attacchi terroristici ed è stata condannata al carcere.

Il governo libanese per motivi giudiziari e politici non può rispondere a queste richieste. Non è accettabile per legge che il governo possa liberare i terroristi che, lo scorso anno, sono stati coinvolti in attentati suicidi e che hanno ucciso dozzine di cittadini libanesi. In secondo luogo, alcuni ministri libanesi ritengono che rilasciare i terroristi con un accordo di scambio possa incoraggiare altri terroristi a rapire soldati libanesi e cittadini e avere altro tempo per imporre le loro richieste al governo libanese. Inoltre, il governo libanese non può imporre alcun accordo di scambio al governo siriano e assicurare che Damasco risponda alle esigenze dei terroristi. Il fronte Al-Nusra ha minacciato di uccidere un altro soldato qualora l’esercito libanese non rilasci “le sorelle” e i loro figli, come Saja Dulaimy e Ola Al-Akili.

Fonti della sicurezza libanese hanno rivelato che il Direttore Generale della Sicurezza, il  maggiore Abbas Ibrahim, ha istituito, durante una recente riunione, la ‘cellula di crisi’ del Libano poiché, per rispondere a qualsiasi atto di vendetta da parte dei terroristi è necessario una rapida attuazione delle sentenze emesse dalla magistratura libanese contro i terroristi “jihadisti”. Le fonti aggiungono che, nonostante, la grande perdita dovuta alla morte di Al-Bazal, la decisione del governo sia fondamentale per non cedere alla logica dei terroristi e che, non sia un segreto il fatto che non esista una soluzione magica o rapida per liberare gli ostaggi.

I media libanesi, citando una fonte ministeriale, accusano il Qatar di non aver esercitato alcuna pressione sul fronte Al-Nusra per evitare l’uccisione del poliziotto facendo notare che, anche la Turchia si era allontanata dai negoziati.

Gli esperti ritengono che il Qatar e la Turchia abbiano buoni rapporti sia con l’ISIS che con il fronte Al-Nusra e che avrebbero potuto indurli a rilasciare gli ostaggi libanesi con un accordo di scambio, come fecero, lo scorso settembre, per liberare i diplomatici turchi.

Tornando all’interrogatorio della Dulaimy, il quotidiano libanese Assafir’ ha rivelato che la presunta ex moglie di Al Baghdadi abbia ricevuto, il 2 agosto (pochi giorni dopo la battaglia di Arsal) un messaggio da parte del leader dell’ISIS che diceva di lasciare il campo dei rifugiati siriani di Arsal e di trasferirsi in un posto sicuro nel nord del Libano.

L’esercito libanese, qualche tempo dopo, ha arrestato alcune persone associate ai gruppi terroristici che hanno confessato, durante l’interrogatorio, dell’esistenza di una donna che faceva la spola tra città di Dunniyeh nel nord del Libano, tra il campo palestinese Nahr Al-Bared, Tripoli, Bekaa, Sidone, e il campo palestinese di Ain al-Hilweh, con la missione di risvegliare finanziariamente le cellule terroristiche dormienti in più di una zona del Libano. Il giornale ‘Assafir’, menzionando una fonte della sicurezza libanese, ha dichiarato che queste sovvenzioni proverrebbero dal Qatar.

Dopo l’interrogatorio, la Dulaimy ha confessato che l’autista palestinese, che prima aveva sostenuto fosse suo fratello, era il suo terzo marito. Una delegazione dell’intelligence irachena ha visitato la Dulaimy in prigione e ha sottolineato che lei non è la moglie di Al Baghdadi, invece le autorità americane sostengono l‘intelligence libanese e affermano che la Dulaimy era la moglie di al-Baghdadi e che il test del DNA dimostra che la ragazza che l’accompagnava era “Hajar”, la figlia del capo dell’ISIS, Al Baghdadi.

 

Traduzione di Marzia Quitadamo

 

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