martedì, Gennaio 25

Aridatece Forlani! 8 dicembre 2021: Arnaldo Forlani compie 96 anni. E, al ricordo quasi affettuoso del Coniglio mannaro, si associa la vista della corsa per il Quirinale. E allora perché non lui, in fondo dovrebbe rimanerci solo sino ai 103 (più eventuale rielezione)

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Mercoledì 8 dicembre 2021: giorno dell’Immacolata (concezione), come sempre dal 1854, ma anche, come sempre dal 1925, giorno del compleanno di Arnaldo Forlani. E dunque il Coniglio mannaro (geniale definizione di Giampaolo Pansa) compie 96 anni. Auguri, anzitutto. Già esserci arrivato è un bel traguardo, con tutto quello che ha, dignitosamente, passato. Forse una personale soddisfazione, oltre al fatto che invecchiare è brutto ma l’alternativa è peggio.

Nato a Pesaro l’8 dicembre 1925, appunto, è stato Presidente del Consiglio (18.10.1980-28.6.1981) e Vicepresidente con Craxi (4.8.1983-18.4.1987). Nonché qua e là, Ministro di Esteri, Difesa e Partecipazioni Statali. E non dovrebbe esserci sfuggito altro, ma non si sa mai. Parlamentare italiano dalla terza alla undicesima legislatura (12.6.1958-14.4.1994, quasi trentasei anni), nel frattempo si è fatto anche un giretto di cinque anni in contemporanea (25.7.1989-18.7.1994) al Parlamento europeo. Allievo di Amintore Fanfani, è stato due volte Segretario della Democrazia Cristiana (9.11.1969-17.6.1973 e 22.2.1989-12.10.1992). Forlani è stato in questa veste anche protagonista del cosiddetto patto del CAF, acronimo che sta per Craxi, Andreotti e Forlani.

Nel processo per la Maxitangente Enimont, nell’ambito dell’inchiesta Mani pulite, fu condannato in via definitiva a due anni e quattro mesi di reclusione per finanziamento illecito. Pena espiata con l’affidamento in prova al Servizio sociale, presso la Caritas di Roma. Venne invece assolto con formula piena per la ricettazione di tangenti sugli appalti alle Autostrade. Non volle poi apparire quasi più in occasioni pubbliche, partecipando unicamente alla presentazione di un libro e concedendo rare interviste. Ritiratosi nella sua Pesaro è stato ed è visitato con continuità solo dal suo discepolo prediletto (e leale) Pierferdinando Casini, e da ben pochi altri.

‘Aridatece er Puzzone!’ urlavano i romani nel giugno del 1944 istigati dai semiclandestini fascisti residui. Il puzzone, naturalmente, era Benito Mussolini. Continuarono anche nel primo dopoguerra, e a quanto pare lo scrivevano pure sui muri della Capitale da lui riportata prima ai presunti Fasti dell’Impero, poi al dramma dei bombardamenti ed agli orrori delle deportazioni degli ebrei, delle prigioni di via Tasso, della strage delle Fosse Ardeatine. E non solo. [‘Non solo’ sia nel senso che lo facevano anche oltre Roma, sia soprattutto che il Puzzone in questione era riuscito a fare addirittura di peggio]. Ad Arnaldo nostro, invece, oltre al fatto che il tempo fa scolorire quasi nell’affetto anche una concezione e pratica della politica che non ci è mai piaciuta, ben poco di riprovevole si può addebitare. Si deve anzi apprezzare il suo comportamento leale e rispettoso dell’intero Ordinamento statale di fronte a processi e condanna. E quindi assistendo agli spettacoli quelli sì riprovevoli ed alle personali inadeguatezza politiche in corso, vien quasi da rimpiangerlo. Quasi certo, ma in fondo a inizio 2022 avrà solo 96 anni appena appena compiuti, e a fronte di certi nomi che circolano per il Quirinale anche il suo potrebbe starci… La scalata al Colle interrottasi il 16 maggio 1992 tra la quinta e la sesta votazione potrebbe avere degno compimento. Al ricordo nostalgico, si associa la vista di alcuni dei proposti. E allora perché non lui, in fondo dovrebbe rimanerci solo sino a 103 anni (più eventuale rielezione).

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, CRONACHE DELLA CORSA /3 (continua)

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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