domenica, Novembre 28

Argentina, tutta la verità su Milagro Sala

0
1 2 3


La visione del giornalista Justin McGuirk è più ampia: «Milagro indica che una delle differenze tra la Tupac Amaru e un movimento marxista è la sua dimensione spirituale. Lei non è religiosa, anche se sa che il mantenere vive le tradizioni collas è un modo per mantenere unita la comunità». Si riferisce alla componente indigena dell’organizzazione, oggi più discussa che mai.

La caduta di Milagro Sala è iniziata poco dopo il passaggio di consegne del Governo di Jujuy. A pochi giorni dall’investitura delle nuove autorità, Sala ha incentivato le mobilitazioni e addirittura le installazioni permanenti di militanti davanti alla Casa del Governo. Si fronte a questa situazione, il nuovo Governatore, ha assicurato che si trattava di un’estorsione. Giorni dopo, e già in carcere, i ministri di Sicurezza e Sviluppo Umano, Ekel Mayer e Ada Galfré, hanno consegnato l’ordine giudiziale per sgomberare dalla Piazza Belgrano e le strade adiacenti, i membri dell’Organizzazione Sociale Tupac Amaru e di altri gruppi che da più di un mese mantenevano questa misura di forza.

La misura ha trovato eco in tutto il Paese. Alcune voci, come quella dell’ex membro della Corte Suprema di Giustizia, Eugenio Raul Zaffaroni, hanno mobilitato manifestanti a Buenos Aires. Secondo la sua opinione, l’arresto di Sala «è un messaggio per tutta la società. Piaccia o no, sia giusto o no quello che sta chiedendo, quello che si dice alla società è che se protesti ti arresto», ha dichiarato l’avvocato.

Diversa è l’opinione del Partito centenario al quale appartiene Gerardo Morales, la Unión Cívica Radical. «Questa storia è finita, si restituiscono diritti, ritorna la libertà e nessuno deve la vita a nessuno; c’era un esercito civile, dopo quattro giorni dall’investitura del nuovo Governo hanno preso la città di fronte alla perdita di privilegi e il ritorno della trasparenza», hanno detto in un comunicato, per appoggiare la posizione ufficiale.

Nuovi tempi soffiano nella politica dell’Argentina del XXI secolo, ma gli strascichi del peggior volto della politica del XX secolo intralcia gli innovatori. In questa marea si muove Jujuy, come una fotografia che si può vedere in buona parte del Paese.

Traduzione di Claudia Donelli

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->