mercoledì, Dicembre 1

Argentina, tutta la verità su Milagro Sala

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Oggi il panorama è diverso. Milagro Sala è in prigione. Le organizzazioni sociali e le cooperative sono state obbligate a registrarsi legalmente per poter ricevere gli aiuti che permettono loro fare fronte alla crisi. A Jujuy raccontano che la signora Sala è stata abbandonata in una scatola di scarpe, sulla porta di un ospedale, ancora in fasce. Più tardi scappò da quella che era allora sua madre adottiva, a 14 anni, per diventare una ragazza di strada. Partecipò a piccoli crimini che la portarono in prigione. La leggenda dice che nella sua resurrezione è emersa come una leader naturale, organizzando uno sciopero della fame per migliorare il cibo e aiutare le donne affinché potessero imparare a leggere e scrivere. Con il tempo si è unita alla Gioventù Peronista e ha formato parte dell’associazione di lavoratori dello Stato. Non è una donna facile da piegare.

Tuttavia, i giorni felici oggi sembrano essere lontani dalla vita di Milagro. Il Governatore Morales è disposto a modificare un sistema che è risultato essere arbitrario, discrezionale e fuori dalle istituzioni. Dalle agenzie ufficiali hanno contato diversi processi irregolari, così come hanno denunciato che la leader di Tupac Amaru ha usurpato somme milionarie, giorni prima dell’investitura delle nuove autorità.

Il Governo di Jujuy avanza nuove denunce contro la signora Sala, nelle quali sono coinvolti i Presidenti di tredici cooperative e due ex funzionari dell’amministrazione precedente. Si tratta dell’ex Presidente e dell’ex Portavoce dell’Istituto Vivienda y Urbanismo di Jujuy, Lucio Abregú e Pablo Tolosa, rispettivamente. Il ricorso è vincolato all’incasso di milionarie somme di denaro per l’esecuzione di opere che non sono mai state realizzate.

Il Procuratore dello Stato, Mariano Miranda, afferma che queste cooperative formano parte, insieme ad altri enti simili di «un’articolazione più grande che le comprende e dirige, che è l’organizzazione sociale Tupac Amaru comandata da Milagro Sala, insieme a un altro gruppo di persone che governano, gestiscono ed eseguono le sue attività». Ha inquadrato la situazione come «un’associazione illecita, il cui fine è la commissione di reati, tra i quali la frode all’amministrazione pubblica».

In fondo, quello di cui si discute a Jujuy, così come in buona parte dell’Argentina, è la correlazione di forze di diversi settori con il potere emergente. Chi ha assunto l’amministrazione lo scorso dicembre, con Gerardo Morales in testa, non dubita che il fenomeno della Tupac Amaru non è stato altro se non la denaturalizzazione dell’organizzazione, «al deviare la sua finalità per utilizzarla come mezzo per realizzare atti illeciti tramite la commissione di reati», come afferma il Procuratore dello Stato.

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