lunedì, Settembre 20

Argentina: Telecom Italia dice addio al ruolo da protagonista field_506ffb1d3dbe2

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Buenos Aires – Telecom Italia ha chiuso gli investimenti in Argentina dopo aver venduto il 51% della sua partecipazione nel gruppo Telecom Argentina, accordando la vendita al fondo di investimenti Fintech capitanato dal messicano David Martínez. Ciò che è stato motivo per diversi anni di svariate polemiche ossia, l’uscita del consorzio italiano dall’Argentina fu facilitata poiché il nuovo ente regolatore, l’ENACOM (Ente Nacional de Comunicación/Ente Nazionale delle Comunicazioni) approvò questa transazione quasi immediatamente alla sua conformazione.

L’aspetto curioso è che, sino a poco più di sei mesi fa, l’ente regolatore delle telecomunicazioni aveva negato il passaggio e aveva bloccato l’operazione sostenendo che il fondo d’investimenti Fintech non aveva «l’esperienza e le conoscenze necessarie» per gestire un operatore di telefonia fissa e mobile. Gli italiani avevano dato priorità al messicano e nel corso dell’anno antecedente la perdita dell’opzione d’acquisto, David Martínez andò all’attacco all’ultimo momento e riuscì ad accrescere la sua influenza sul mercato argentino.

Diverse domande emergono a proposito di un affare di 960 milioni di dollari, circa 865 milioni di euro. Una di queste è: perché Telecom Italia abbandona la sua posizione in Argentina? Era uno degli ‘disinvestimenti’ più ricercati dall’ormai ex Amministratore Delegato di Telecom Italia, Marco Patuano. Nel suo piano strategico per ridurre i debiti e ristabilire il grado di investimento della compagnia, l’Argentina cessò di essere una priorità. A fine giugno 2015, Telecom Italia aveva quasi 27 milioni di debito netto e di conseguenza la Vivendi SA, compagnia francese attiva nel campo dei media, divenne il suo maggior azionista.

A questo proposito, è emersa la recente denuncia dell’imprenditore argentino Carlos Newbery, del gruppo Inversiones Cóndor. In varie occasioni provò a ricongiungersi con Marco Patuano per acquistare il pacchetto azionario, ad un costo maggiore rispetto a quello proposto da Fintech. Dopo alcuni giorni, Newbery ripeté le sue parole alla stampa italiana: «Siamo esperti nel settore e abbiamo denaro, allora perché Patuano non ha mai risposto alle nostre offerte, considerando che l’offerta economica era più interessante di quella dei messicani? L’esecutivo italiano conosce alla perfezione il mercato di quella regione, tanto che Marco Patuano fu Direttore Operativo di Telecom Argentina tra il 2006 e il 2008 e Dirigente dell’azienda TIM Brasile. Ora, dai suoi uffici centrali a Milano, giunge notizia delle sue dimissioni dal gruppo».

Telecom Italia ha abbandonato in Argentina il suo ruolo da protagonista del settore anche se non rinuncerà all’affare, poiché ha assicurato, almeno, l’assistenza tecnica ed entrate future per la prestazione di servizi alle imprese del gruppo Telecom Argentina. Nulla di eclatante, bensì una semplice posizione conservatrice.

Un’altra delle grandi domande che emergono in questi giorni è: chi è David Martínez, il messicano che gestisce il fondo di investimenti Fintech? Nell’ottobre del 2015, prima che si concretizzasse la sconfitta elettorale dell’officialismo, l’ente regolatore che aveva l’Argentina per approvare questi passaggi rifiutò, con voto unanime, l’offerta dell’imprenditore messicano David Martínez per acquistare il pacchetto di controllo di Telecom Argentina SA e Telecom Italia. La questione è che Fintech non era qualificata per gestire un affare nel settore delle telecomunicazioni. Si disse inoltre che un fondo d’investimento non era idoneo ad assicurare il normale funzionamento di una compagnia di telecomunicazioni. «Fintech Telecom LLC è stata costituita nello Stato di Delaware meno di un mese prima che Telecom Italia accettasse l’offerta», dissero. E conclusero: «È priva di expertise e di qualifica per guidare la compagnia».

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