martedì, Maggio 18

Argentina sempre più vicina all'Alleanza del Pacifico field_506ffb1d3dbe2

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Il 22 novembre, Mauricio Macri ha sconfitto il candidato del partito in carica, Daniel Scioli, nel ballottaggio per la presidenza argentina. Così come dice il nome stesso della forza politica che ha portato Macri alla presidenza, l’Alianza Cambiemos, il messaggio della campagna girava attorno al bisogno del Paese di iniziare un profondo processo di cambio dopo 12 anni di governo nelle mani della coppia Kirchner. Il cambio ha interessato anche la politica estera. Fin dall’inizio, molti analisti avevano previsto che questa sarebbe stata più pragmatica, pro‑mercato e pro‑occidentale, al contrario della politica estera di Néstor e Cristina Kirchner, caratterizzata da un marcato contenuto ideologico, da un’enfasi sull’integrazione regionale, in particolare a livello politico, e dalla promozione della crescente multipolarità causata dall’ascesa dei cosiddetti Paesi emergenti.

Alla fine del primo decennio del XXI secolo, si era cominciato a notare come la geografia dell’America del Sud fosse attraversata da due diverse logiche d’integrazione, cristallizate dal Mercosur (formato da Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay e, dal 2012, Venezuela) e dalla più recente Alleanza del Pacifico (AP) (formata da Cile, Perù, Colombia e Messico). In questi anni e sotto la spinta di Argentina e Brasile, il Mercosur si è allontanato dall’idea di regionalismo aperto che lo fece nascere nel 1991 e ha acquisito un profilo protezionista sempre meno vicino al libero scambio. Per questo motivo, nel 2012, la AP si presentò come un’alternativa più flessibile per promuovere un rafforzamento progressivo degli accordi commerciali, economici e d’integrazione tra i Paesi membri, con la libera circolazione di beni, servizi, capitali e persone come principi fondamentali. Fin dai giorni della campagna politica, Macri si era mostrato propenso a promuovere un avvicinamento verso la AP, fatto che significava un abbandono della reticenza mostrata dal governo di Cristina Kirchner contro l’Alleanza. Nelle ultime settimane, l’approvazione della richiesta argentina di unirsi all’Alleanza in qualità di Paese osservatore e la presenza di Macri alla riunione del blocco lo scorso 30 giugno hanno rappresentato i primi sforzi per portare a termine questa aspirazione. Davanti a questo fatto con un forte impatto simbolico, ci si deve però chiedere cosa implichi questo avvicinamento. Per rispondere a questa domanda, abbiamo parlato con Julieta Zelicovich, ricercatrice argentina, dottoressa in Relazioni internazionali e attualmente professoressa di Economia internazionale alla facoltà di Scienze politiche e relazioni internazionali dell’Università Nazionale di Rosario (UNR) in Argentina.

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