martedì, Ottobre 19

Argentina e quei test del Dna per risolvere gli enigmi delle nonne di Plaza de Mayo L'ultimo caso è quello di Adriana, 40 anni, che è riuscita a scoprire la sua vera identità

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«L’amore è sempre più forte dell’odio. Sono felice, non è solo un tassello ma tutto il puzzle che è andato al suo posto, con una famiglia più grande e bella». A parlare alla ‘Associated Press‘ è Adriana, un avvocato che è solo una delle persone che in Argentina, finalmente, è riuscita a scoprire la sua identità, che le era stata rubata molti anni prima. Lei non sapeva fosse tale fino alla morte delle persone che l’hanno cresciuta. Adriana era stata portata via alla famiglia negli anni della dittatura ed è uno dei quei bambini che ancora le nonne di Plaza de Mayo stanno cercando.

Ha 40 anni Adriana, che grazie al test del Dna è riuscita a sapere la verità. È la 126esima persona ritrovata dalle nonne di Plaza de Mayo. Ne mancano ancora 300. «Ho scoperto la verità il sabato e il lunedì ero già alla sede del movimento. Volevo sapere se ero figlia di persone scomparse, come la mia data di nascita faceva supporre». Sono centinaia i bambini portati via a militanti di sinistra durante la dittatura fra il 1976 e il 1983. Si parla però in generale di almeno 30mila persone, un numero incredibilmente alto.

Adriana ha scoperto di essere figlia di Violeta Ortolani e Edgardo Garnier, studenti di ingegneria a La Plata. Sua madre era stata imprigionata quando era incinta di 8 mesi. Poi, dopo il parto, la scomparsa. È stata la nonna, la madre di suo padre, Blanca Díaz de Garnier, 86 anni, una delle figure chiave del movimento di Plaza de Mayo, a non smettere mai di cercarla.E ora si spera che questi test e la voglia delle tante persone che fanno parte di queste associazioni, riescano a risolvere gli ancora tanti casi irrisolti.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

 

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