mercoledì, Ottobre 20

Argentina e la discussa relazione tra narcotraffico e politica field_506ffbaa4a8d4

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Qualche mese fa, Gustavo Vera, deputato della Città di Buenos Aires, scrisse una relazione sul narcotraffico in Argentina, che portò sino a Roma, per consegnarla personalmente a Papa Francesco. In questo documento, redatto sulla base di informazioni fornite da Jorge Rodríguez, ex assessore di Nilda Garré, un tempo Ministro di Difesa e Sicurezza, si riflette lo stretto vincolo che esiste tra la Polizia Federale e il traffico di droga, il funzionamento del sistema di riscossione e anche il trasferimento di denaro nelle ‘casse politiche’.

«In che modo posso raccontare la mia esperienza riguardo a un Paese dove esiste un’organizzazione di narcotrafficanti composta quasi esclusivamente da cittadini stranieri, e nel quale questi ultimi sono in grado di esercitare un controllo territoriale che possiamo chiamare ‘territorio liberato’ a circa 6 chilometri dalla Casa del Governo? E come spiego il fatto che questi narcotrafficanti possono contare su una ‘forza d’urto’, un esercito formato da più di 300 uomini – la maggior parte di nazionalità straniera reclutati tra ex membri delle forze di sicurezza e militari del Paese d’origine di questi criminali – che hanno iniziato a produrre cloridrato di cocaina e sono riusciti gradualmente ad espandersi sino ad avere 10 o più laboratori dove si produce droga destinata sia al mercato interno che a quello esterno?».

Vera disse che, dopo la lettura della sua relazione, il Papa rispose così: «Bisogna lottare per sconfiggere  il narcotraffico in Argentina: 25 anni fa era un luogo di passaggio della droga, oggi invece è un luogo in cui viene consumata. Non posso dirlo con certezza, ma credo che vi venga anche fabbricata». Queste furono le parole di Bergoglio, il quale è solito esprimere in pubblico la sua opinione su grandi temi della realtà nazionale. Il commento del Papa provocò la risposta di Aníbal Fernández, l’allora Capo del Gabinetto, che alcuni mesi dopo perse qualsiasi potere, dopo essere stato sconfitto da una candidata che lui chiamò ironicamente “Heidi”.

La relazione che arrivò in Vaticano sorprese tutti per il suo rigore. «In una prima parte intitolata “Casse contabili dei commissariati”, affermai che da tempi antichissimi le stesse si costituivano in importanti casse contabili con finanziamenti concreti, sistematici e permanenti da parte del Potere di Polizia e quasi sempre anche del Potere Politico (…). Secondo diverse fonti d’informazione, ogni Commissario, prima di assumere i propri incarichi, doveva “comprare” il Commissariato ad un certo prezzo, nonostante esistevano versioni che contraddicevano questa ipotesi, in quanto sostenevano che i pagamenti venivano fatti dopo l’assunzione in Commissariato. Dissi, inoltre, che ogni Commissariato inviava denaro alla Circoscrizione – “la Zona” in gergo poliziesco – che comprende generalmente 6 o 7 Commissariati. Come funzionano le “cucine” di cocaina nei territori liberati? Tre isolati di una zona marginata (maggiormente conosciute come cittadine) hanno una struttura quasi militare, di circa 300 uomini, formata da “soldati” e “ufficiali”, che pare abbiano preso parte a Sendero Luminoso, l’organizzazione terrorista peruviana e che operano “in totale assenza dello Stato Nazionale e della Città».

La stessa Cecilia González ha passato al setaccio il fenomeno dell’espansione globale di diverse organizzazioni ormai consolidate in Messico. “L’espansione dei mercati della criminalità organizzata messicana colpiva, nel primo decennio di questo secolo, almeno 52 paesi e dipendeva da vincoli con criminali africani per l’introduzione di carichi di droga in Europa sino a veri e propri accordi tra il Cartello del Golfo e la ‘Ndrangheta, l’organizzazione criminale più potente in Italia, come qualsiasi altra grande impresa multinazionale”.

L’Argentina ha attenuato il suo coinvolgimento nella ‘relazione amorosa’ più pericolosa della politica contemporanea: ‘amori e passioni con il narcotraffico’. Resta da vedere se condividerà ufficialmente gli sforzi della nuova amministrazione che si è fatta carico del Paese.

Traduzione di Simona Melis

 

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