domenica, Settembre 26

Argentina e il caso del desaparecido Santiago Maldonado Durante una manifestazione in difesa dei diritti del popolo mapuche il primo agosto è stato fermato dalla gendarmerìa nacional ed è scomparso

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In Argentina si continua a scomparire, nonostante la dittatura non ci sia più. Parliamo del caso di Santiago Maldonado, giovane artigiano di 28 anni, che durante una manifestazione in difesa dei diritti del popolo mapuche il primo agosto è stato fermato dalla gendarmerìa nacional ed è scomparso.

L’organizzazione di giornalisti Comunicadores de la Argentina, tramite una nota, ha chiesto collaborazione alle associazioni internazionali affinché mantengano alto il livello di attenzione mediatica su questo caso. «Chiediamo il vostro aiuto perché diate notizia della sparizione forzosa di Santiago Maldonado, come tale è stata definita dalla procura che si occupa del caso a dagli organismi per i Diritti umani. Vi sollecitiamo a chiedere del detenuto-desaparecido in ogni occasione che vi si presenti, davanti ai rappresentanti diplomatici, ai funzionari del governo argentino che visitano i vostri paesi e anche agli artisti, sportivi ed accademici».

La scorsa settimana, la Commissione per i diritti umani dell’Organizzazione degli Stati americani ha chiesto al governo argentino di «prendere le misure necessarie» per ritrovare il giovane Maldonado e «indagare sui fatti relativi alla sua scomparsa». Testimoni parlano di manifestanti fuggiti all’arrivo della gendarmeria sul posto: il giovane, hanno precisato, è stato arrestato e subito portato via su una camionetta. Secondo quanto riporta l’Ansa, il ministro per i Diritti umani, Claudio Avruj, ha escluso «ogni indizio» su una presunta «sparizione forzata».

In Italia si è mossa l’associazione per i diritti umani 24marzo onlus che ha messo la storia di Maldonado in relazione alla vicenda di violazione dei diritti umani nei confronti di Milagro Sala, la deputata al parlamento del Mercosur e fondatrice del movimento Tupac Amaru di Jujuy, arrestata durante un picchetto in sostengo dei contadini senza terra e detenuta senza processo dal 16 gennaio 2016 e che diversi giorni fa, anche grazie ad una risoluzione delle Nazioni Unite che hanno dichiarato arbitraria la sua detenzione, è stata messa ‘solo’ agli arresti domiciliari, in una casa però saccheggiata, senza luce, acqua, servizi igienici ed elettricità.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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