giovedì, Settembre 23

Arabia Saudita – Russia: Ryad e Mosca, partnership energetica sempre più stretta Si rinsalda il legame economico tra i due giganti del petrolio

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Kirill Dmitriev, Amministratore delegato del Fondo per gli investimenti diretti russo, a Ryad per prendere parte al forum sulle future iniziative d’investimento, ha rivelato che SaudiAramco, compagnia petrolifera nazionale dell’Arabia Saudita, potrebbe investire nella società russa Eurasia, Edc. Solida è la partnership tra le due compagnie.

«Per questo motivo crediamo che quando Aramco condurrà degli studi approfondimenti su Edc, potrà investire nella società insieme a noi. Non si tratta solo di investimenti che sono importanti ma anche di un’opportunità per Edc di lavorare insieme ad Aramco e ottenere dei contratti» ha dichiarato Dmitriev. 150 milioni di dollari sarebbe stata la cifra pattuita dalle due società come investimento nell’ Edc.

Il Fondo per gli investimenti diretti russo, il Fondo d’investimento pubblico saudita e Saudi Aramco hanno realizzato una piattaforma comune per indirizzare gli investimenti nel settore energetico e per ricercare occasioni di investimento in Russia.

«La piattaforma per l’energia russo-saudita sarà un’istituzione unica per il mercato degli investimenti diretti russo. Grazie al team della saudita Aramco, il principale produttore petrolifero mondiale, la piattaforma aiuterà le compagnie ad accedere a nuovi mercato. I nostri partner sauditi valutano molto positivamente lo sviluppo del potenziale delle principali compagnie energetiche russe, e il settore energetico russo può beneficiare della loro esperienza per sviluppare la cooperazione in Medio Oriente» era stato il commento di Kirill Dmitriev alla firma degli accordi economici durante la visita di Re Salman a Mosca.

In quella circostanza, Re Salman aveva siglato degli accordi preliminari per l’ acquisto di sistemi di difesa aerea S-400, di un sistema missilistico anticarro Kornet-Em, lanciagranate automatico AGS- 30 Atlant, lanciarazzi multipli Tos-1A stando a quanto rivelato in un comunicato dall’ Industria militare Statale Saudita (SAMI). Quest’ intesa tra la Russia e il Regno prevedrebbe, inoltre, il trasferimento del know how così da facilitare la produzione locale dei diversi sistemi di difesa e la definizione dei luoghi atti al mantenimento del sistema S-400.

Il gigante petrolifero Saudi Aramco starebbe peraltro discutendo con i produttori russi di gas naturale liquefatto (LNG) diversi piani di investimento come ad esempio la partecipazione al progetto Novatek Lng, noto come Artic Gnl-2.

Ma sul tavolo della discussione tra Arabia Saudita e Russia prevista per il 2 novembre prossimo, rimane la questione dei tagli alla produzione di petrolio. Ryad ha ribadito di essere disponibile ad una proroga delle restrizioni anche per tutto il 2018, superando la scadenza di marzo che era stata concordata tra produttori Opec e Non-Opec. Il tetto alla produzione è di 1,8 milioni di barili al giorno. L’obiettivo rimane la stabilizzazione del mercato. Anche perché la questione petrolio e il divario tra sunniti e sciiti non possono essere considerati in maniera scindibile.

«Discuteremo tutte le questioni legate alla conformità all’accordo, allo stato del mercato, alle eventuali aspettative sull’accordo, vale a dire l’estensione dell’intesa stessa» ha affermato il Ministro russo dell’ Energia Alexander Novak.

Ad intimorire tanto la Russia quanto l’ Arabia Saudita, lo “shale oil” americano, che sta riscontrando un grande successo in Asia. La storica alleanza con gli Stati Uniti è stata rinsaldata dalla visita di Donald Trump a Ryad e dalla messa in discussione, ultimamente, del JCPOA, il trattato sul nucleare iraniano, che ha trovato concorde anche Israele. Ma il vigore che in America sta avendo lo shale oil che fa concorrenza all’ OPEC allenta lo stretto legame e costringe il Regno a diversificare le sue alleanze. Nel 2015, a proposito di shale, gli americani sono riusciti a produrre più di quanto hanno importato.

Procedono i preparativi per la quotazione in borsa del 5% nel 2018.   Oltre 100 miliardi di dollari è stata ipotizzata la raccolta su mercato. Operazione che rimanda fondamentalmente al tentativo messo in atto da Ryad, che ha registrato nel solo 2015 un deficit di bilancio di quasi 98 miliardi di dollari, pari a oltre il 14% del suo PIL, di diversificare la propria economia, rendendola sempre più indipendente dalla risorsa petrolifera. ‘Vision 2030‘ è il progetto messo in campo un anno fa dal nuovo Principe ereditario Mohammad Bin Salman  Abdulaziz Al- Saud.

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