domenica, Settembre 19

Arabia Saudita: pace in Yemen? E’ l’Iran è il principale ostacolo Intervista esclusiva con Abdullah bin Abdulaziz al Rabeeah, Consigliere Reale e Supervisore Generale del King Salman Humanitarian Aid and Relief Center

0
1 2


Alcuni analisti sostengono che la guerra nello Yemen è costata e sta costando all’Arabia Saudita miliardi di dollari che l’economia del regno non può più permettersi. Perchè questa considerazione la dovremmo ritenere errata? Cosa davvero ha comportato per l’economia saudita la guerra in Yemen?

Ogni conflitto, o guerra, ha un prezzo. Posso, però, rassicurare i nostri amici italiani che l’economia saudita è ancora forte, come il nostro mercato azionario. La nostra economia interna è ancora buona, ma non posso comunque negare che stiamo pagando un prezzo che non volevamo. Desideriamo, comunque, che la guerra in Yemen termini, e speriamo che accada il prima possibile.

Lo scorso 4 novembre, i ribelli Houthi -armati dall’Iran- hanno lanciato un missile balistico contro l’aeroporto internazionale saudita. Secondo alcuni questo dimostrerebbe il coinvolgimento iraniano in Yemen e il suo supporto in termini di armi ai ribelli Houthi. Se così fosse, Teheran avrebbe violato 2 risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU. Come pensa che la Comunità Internazionale dovrebbe reagire?

Questa è una bella domanda. Prima di tutto, lo Yemen non può produrre da solo materiale balistico. Abbiamo, però, potuto vedere come dal Paese sia stato lanciato un missile balistico contro l’aeroporto di Riyad, che ha percorso ben 105 km. Questa è un’incontestabile prova del supporto che l’Iran sta dando alle milizie Houthi. Ritengo che la Comunità Internazionale, I nostri amici e I nostri alleati debbano condannare ciò, ed emettere un mandato di sicurezza contro l’Iran per far si che smetta di interferire nella regione. Qualora non facessero così, in tal caso ci dovrebbe essere un meccanismo che penalizzerà in qualche modo l’Iran.

Nelle stesse ore in cui gli Houthi cercavano di colpire l’Arabia Saudita con il missile contro l’aeroporto, il primo Ministro libanese Sa’d Hariri, mentre era in visita in Arabia Saudita, annunciava le dimissioni. E’ stato l’inizio di una crisi libanese che sta preoccupando il mondo. Intanto: non è ‘curiosa’ questa coincidenza tempistica? L’Arabia Saudita sta esercitando alcuna pressione su Hariri?

Mi permetta di ripetere quanto ha dichiarato Sa’d Hariri in un’intervista. Ha, di fatto, asserito che non vi è alcuna pressione saudita su di lui, spiegando invece qual è la vera ragione delle sue dimissioni, ovvero che Hezbollah sta oltrepassando gli accordi di Governo in Libano. Hariri ha, poi, aggiunto che l’Iran dovrebbe smettere di interferire negli affari interni libanesi. Ecco, se l’Arabia Saudita esercitasse davvero pressioni sull’ex-Primo Ministro libanese, perché quest’ultimo avrebbe dovuto rilasciare un’intervista simile? Oltre ciò, si recherà in Francia, dove si incontrerà con il Presidente Macron, e ha dichiarato di tornare in Libano tra pochi giorni. E se tutto questo è vero, come di fatti lo è, l’accusa di esercitare pressioni all’Arabia Saudita è del tutto falsa.

Perchè ha dato le sue dimissioni non dal Libano, bensì da Riyad?

Questo io non lo so , deve chiederlo a lui.

Il conflitto politico tra Riyad e Teheran, ad oggi, è decisamente esteso e va dallo Yemen, al Qatar fino al Libano. II principe Mohammed bin Salman e il Ministro della Difesa hanno dichiarato, nei giorni immediatamente seguenti, che questo lancio sarebbe la dimostrazione del supporto militare iraniano alle milizie in Yemen, e che tale atto si configurava come atto di diretta aggressione militare che potrebbe rappresentare un atto di guerra. Siamo in guerra? Siamo in guerra?

Io spero di no. Non credo che l’Arabia saudita, nè la Comunità Internazionale vogliano assistere ad una guerra nella regione. Mi spetto anche che le Nazioni Unite, la Comunità Internazionale, i nostri alleati e i nostri amici condividano e ascoltino la nostra preoccupazione riguardo l’attuale condotta iraniana. Dovremo tutti insieme esercitare pressioni sull’Iran, affinché questo smetta di interferire nella regione.

Come reagirebbe l’Arabia Saudita a un Libano post-Hariri rappresentato da un Governo pro-Hezbollah?

Io non credo che la domanda sia come reagirà l’Arabia Saudita, bensì come reagirebbe l’intera Comunità Internazionale. Hezbollah rappresenta un rischio per i Paesi vicini al Libano, è un pericolo per la sicurezza libanese, pertanto non è un allarme solo per l’Arabia Saudita, ma dovrebbe di fatto allarmare tutti noi. Credo che tutti noi dovremo assicurare uno scenario politico stabile per il Libano.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->