lunedì, Agosto 15

Arabia Saudita: Mohammad Bin Salman e il nuovo corso del Regno Tra le dimissioni del Premier Libanese Saad Hariri e la recente ondata di arresti. L' intervista a Silvia Colombo

0
1 2 3


Tra gli arrestati, anche il principe miliardario saudita Alwaleed bin Talal. Attorno ai 20 miliardi di dollari si aggirerebbe il suo patrimonio; molteplici i suoi investimenti che comprendono la Apple, Twitter, i canali Rotana, il colosso bancario Citigroup e la News Corporation di Rupert Murdoch. Notevole anche il suo impegno civile, ad esempio, per la rimozione del divieto di guida imposto alle donne. Si è fatta un’ idea del motivo per cui è stato deciso il suo arresto?

No. Non conosco la sua personalità dal punto di vista delle idee politiche. Quello che dobbiamo andare a guardare, al di là delle accuse di corruzione mosse in maniera esplicita, è dove si collocano queste figure nell’ ambito di questa spaccatura a livello di potere. Si comprenderebbe meglio se si conoscessero le posizioni di Alwaleed bin Talal rispetto alla figura di Mohammad Bin Salman. Sicuramente è un personaggio molto visibile, molto ben agganciato a livello sia interno che esterno. Proprio per questo o forse perché si era schierato dalla parte sbagliata, è finito in questa ondata di arresti. Non dobbiamo tener conto solo di quella che è la propaganda o delle spiegazioni ufficiali, quanto piuttosto tener conto di altre caratteristiche.

E se poche settimane fa assieme a una cordata di altri investitori il principe ha acquistato il Plaza Hotel di New York di proprietà di Donald Trump, nel 2015 su Twitter aveva scritto sull’ attuale inquilino della Casa Bianca: «Una disgrazia non solo per il partito repubblicano, ma per l’America». La scarsa considerazione, dal punto di vista politico, di Trump potrebbe essere uno dei nei che ha portato Alwaleed bin Talal agli arresti?
Ma ci sono dei legami molto forti. Parliamo di un numero abbastanza ristretto di persone che si muovono tanto a Riad quanto a Washington. Quindi sicuramente anche questi aspetti possono aver avuto qualche ruolo. Non che questi arresti siano stati orchestrati con Washington, ma di certo questo tipo di motivazioni potevano costituire una causalità in più per procedere.

Nel giro di poche ore, è stato anche rimosso il ministro dell’Economia Adel Fakeih e nominato il suo vice, e soprattutto è stato licenziato il capo della Guardia nazionale, il principe Mutaib bin Abdallah, uomo che non aveva mai nascosto le sue ambizioni al trono e vicino all’ex principe ereditario, (l’ex) potente Mohammed bin Nayef, allontanato da re Salman dalla successione soltanto a giugno, per fare spazio al figlio Mohammed bin Salman. Il titolare del dicastero all’ economia era contrario alle riforme di Mohammad bin Salman, al progetto Vision 2030?

Certamente questo è un punto molto conteso. Visto che si tratta di una riforma economica, i cui dati vengono costantemente messi in discussione anche all’ interno, ci sono coloro che si oppongono alla figura ingombrante di Mohammad Bin Salman. Ci sono, però, moltissimi motivi di divisione all’ interno del clima socio-economico saudita: c’è la questione dello Yemen, dove l’ Arabia Saudita sta conducendo una guerra contro i ribelli, non solo per lo Yemen in sé, ma soprattutto per se stessa. E’ stato un modo per mettere in riga quanti non si trovavano d’ accordo con il progetto di riforma.

Il decreto ha colpito anche gli apparati militari con la sollevazione dall’incarico del comandante della Marina militare, Abdullah al Sultan, sostituito da Adam Fahad al Ghofaili. I posti chiave delle forze armate devono essere ricoperti da uomini del Principe Salman?

Sicuramente questi sono i punti principali di cui Mohammad Bin Salman dovrà progressivamente prendere il controllo attraverso personalità a lui vicine.

Il principe 44enne Mansour bin Mogren, membro della famiglia reale, è morto in seguito alla caduta di un elicottero precipitato nella città di confine di Asir in Arabia Saudita, vicino allo Yemen. Mansour bin Mogren si trovava su un elicottero che trasportava 8 alti funzionari sauditi, incluso il principe, membro della famiglia reale, e figlio dell’ex erede al trono fino al 2016 Muqrin bin Abdulaziz Al Saud. E’ una tragica coincidenza?

Non credo. Probabilmente aveva dato disposizione di chiudere lo spazio aereo e quindi di impedire ai jet privati di decollare. Evidentemente, qualcuno non ha rispettato questo ordine. Non mi sembra una coincidenza. Mi pare un copione che è già stato incrementato in vari momenti della storia del Regno. Anche se fosse una coincidenza in questo caso specifico, ci sono altri casi che dimostrano che la cosa è stata orchestrata molto bene, con un tempismo molto preciso. E tra la questione del Libano e quanto avvenuto in Arabia Saudita, sembra tutto collegato ad un clima molto teso che precede un conflitto regionale.

Le epurazioni, iniziate in questi giorni e forse destinate a continuare, sono dunque appoggiate anche dal Re?

Il fatto di dare pieni poteri a Mohammad Bin Salman equivale, a livello effettivo, ad un appoggio da parte del padre.

 

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

Caporedattore centrale mail: emanuele.cuda@lindro.it

End Comment -->