martedì, Ottobre 19

Arabia Saudita: investimento record nell’ intrattenimento 64 miliardi di ollari in 10 anni. L' obiettivo è risollevare e diversificare l’ economia

0

 Hisham Al Ghanim di KNCC ha dichiarato che: «c’è un grande afflusso di pubblico saudita che affluisce in Kuwait per sperimentare il cinema qui a causa dei film che siamo in grado di mostrare e degli elevati standard dei siti stessi, quindi abbiamo una comprensione e un apprezzamento acuti dei loro gusti e abitudini che si tradurranno automaticamente nei cinema che ci siamo assicurati là e nell’espansione successiva». Secondo Gianluca Chakra di Front Row,  società che collabora con KNCC e che, con sede a Dubai acquisisce tutti i diritti per la distribuzione in Medio Oriente e Nord Africa e ha uffici in Kuwait e in Libano, «insieme a queste linee di distribuzione, c’è un potenziale di crescita una volta che il giacimento del terreno si è stabilizzato. Il modello espositivo e distributivo esterno di Front Row può solo contribuire a migliorare l’espansione saudita. A ciò si aggiunge il forte catalogo egiziano e il fiorente mercato dello sviluppo di contenuti originali su cui stiamo lavorando insieme».

Oltre al cinema, anche la moda sta per sbarcare nel Regno: per la prima volta, infatti, secondo quanto dichiarato  ieri dalla principessa Noura Bint Faisal, presidente onorario del Arab Fashion Council (AFC), l’Arabia Saudita ospiterà la settimana della moda araba il prossimo mese. La principessa, inoltre, leggendo una lettera della General Entertainment Authority saudita, ha sostenuto che «la comunità artistica dell’Arabia Saudita è cresciuta in termini di dimensioni e fiducia per un certo numero di anni e la General Entertainment Authority crede che un tale evento consentirà una piattaforma adeguata per mostrare i loro talenti della moda e delle arti come veicolo per una gamma completa di opzioni di intrattenimento in Arabia Saudita». Bint Faisal ha aggiunto poi che «la General Entertainment Authority è orgogliosa di sostenere un evento che cerca di riunire le persone in un reciproco apprezzamento del potere della moda e dell’arte».

Lo spettacolo, organizzato dall’ Arab Fashion Council, si svolgerà dal 26 al 31 marzo presso l’Apex Center di Riyadh. Nel frattempo, l’AFC ha aperto il suo ufficio regionale nella capitale saudita Riyadh.

«Lanciando la prima Arab Fashion Week a Riyadh, puntiamo più a organizzare un evento di moda di livello internazionale. Crediamo che per promuovere il settore della moda sosterremo altri settori dell’economia come il turismo, l’ospitalità, i viaggi e il commercio. Il nostro settore della moda è tra quelli in più rapida crescita al mondo» ha detto Layla Issa Abuzaid, direttrice nazionale dell’Arabia Saudita presso l’Arab Fashion Council.

A detta dell’ amministratore delegato dell’Autorità generale per l’intrattenimento, Faisal Bafarat, «gli eventi non si limitano all’intrattenimento dal vivo e ai teatri, ma andranno oltre per raggiungere parchi di divertimento, teatri, sport e giochi elettronici. Abbiamo cercato di non focalizzarci su una sola cosa, ma di essere più generali, attraverso un piano di azione che ha portato all’implementazione di iniziative rapidamente. Nel frattempo, continueremo a lavorare su iniziative che coinvolgono parchi di divertimento, che impiegheranno tre quattro anni». In questo modo, ha precisato Bafarat, «vogliamo mettere l’Arabia Saudita sulla mappa dell’intrattenimento globale, quindi tenete gli occhi aperti per il 2018. L’obiettivo è organizzare almeno un evento internazionale di primo livello ogni fine settimana nel 2018. Nel 2017 ci sono stati più di 2.000 eventi. Siamo stati in grado di intrattenere oltre otto milioni di utenti e siamo riusciti ad abilitare 149 fornitori di eventi e venditori». Il regno ha fissato un chiaro obiettivo per aumentare la spesa delle famiglie per l’intrattenimento e le attività culturali all’interno del paese.

Visualizzando 2 di 2
Visualizzando 2 di 2

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->