lunedì, Settembre 27

Arabia Saudita, Bin Salman caccia i vertici militari. Pronto ad un attacco finale nello Yemen? Riyadh non arresta la sua corsa agli armamenti, ed il Principe attua un giro di vite in campo militare proprio nel mezzo del suo impegno nello Yemen. A chiarirci la situazione è AE, consulente in materie di politiche sulla difesa in Arabia Saudita.

0

L’Arabia Saudita è impegnata, sin dal 2015, in una dispendiosa operazione militare nello Yemen, guidando una coalizione di Paesi arabi sunniti contro i ribelli Houthi. Quale crede sia il futuro dell’impegno saudita nello Yemen a seguito dei recenti cambiamenti ai vertici militari?

E’ difficile dire se la ristrutturazione del Principe in campo militare sia direttamente collegata a sviluppi strategici nello Yemen. Tutto il Paese sta attraverso un processo di riforme, e nessuna istituzione è esclusa, nemmeno quella della difesa. E’ evidente, tuttavia, che l’Arabia Saudita stia nettamente perdendo la guerra contro i ribelli Houthi: un’alta spesa militare a fronte di nessun successo sul campo. Non hanno conquistato nessuna postazione rilevante, nessun porto, nessuna città di rilievo, e quel che è certo è che non possono permettersi di ritirarsi dallo Yemen. Solo un’eventuale trattativa tra le varie controparti potrà portare alla fine dell’intervento saudita nello Yemen.

Arabia Saudita e Turchia sono da sempre stati importanti partner, sia a livello ideologico che politico. Ora, lei mi conferma, che Ankara stia trasferendo il suo know – how militare al regno Saudita. Di quali tipo di tecnologia militare stiamo parlando?

É difficile sapere con certezza quali tipo di prodotti Riyadh stia acquistando da Ankara. Certamente, la Turchia sta aiutando l’Arabia Saudita ad ottenere quel know – how necessario per localizzare una parte del sistema di produzione. Infatti Ankara è da molto tempo tra le primi 100 aziende di difesa al mondo con la sua ASELSAN, ed è tra i primi esportatori di armi all’Arabia Saudita da molto tempo. La qualità della tecnologia militare turca e il suo prezzo accessibile fanno di Ankara uno tra i Paesi più competitivi nella vendita di armi, soprattutto a confronto delle sue controparti europee.

L’Arabia Saudita continuerà ad investire nel settore della difesa. Quali sono le implicazioni a lungo termine di questo suo impegno?

Sicuramente Riyadh continuerà a lavorare e a migliore il suo processo di Ricerca e Sviluppo, puntando su università e centri di ricerca. Uno dei principali obiettivi rimane certamente quello dell’occupazione, attraverso una localizzazione dei processi di produzione ed un aumento dei posti di lavoro. É difficile dire se e quando si trasformerà in un esportatore, è un processo molto lungo, ma quel che balza all’occhio è che il Regno saudita stia investendo molto in questo settore. Inoltre, dal punto di vista regionale e domestico, l’acquisto di armi, e lo sviluppo di un nuovo settore serve gli interessi domestici della Causa Saud, che a seguito di una pesante crisi economica, sta cercando di rinforzare la retorica di Sunniti contro Sciiti, Iran contro Arabia Saudita, per distogliere i cittadini dalla pesante recessione. Anche i conservatori wahabiti che non vedono di buon occhio l’avanzata dell’Iran sciita nella regione auspicano ad una maggiore forza militare di Riyadh, in cambio, di maggiore apertura da parte loro verso le riforme del principe Bin Salman. L’iniziativa militare gioca dunque un doppio ruolo di bilanciamento tra i timori dei cittadini e l’insistenza delle ali più radicali della società saudita.

Visualizzando 2 di 2
Visualizzando 2 di 2

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->