mercoledì, Settembre 22

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Bangkok – Più di un ragazzo, più o meno una volta a settimana, anche con un bel lavoro a Ho Chi Minh City, parte e va a rintanarsi nel casino Le Macau al confine cambogiano nella città di Bavet . Di tanto in tanto spende tra i 2.000 e i 3.000 dollari alla volta. Ma in quei posti, in verità, ci trovi una folla di scommettitori e giocatori d’azzardo che giungono dal Vietnam. Ognuno getta via letteralmente tra i 500 e i 1.000 dollari ogni volta che ci va.

Il Governo comunista del Vietnam ora ha –molto più realisticamente– aperto gli occhi e spera ardentemente di riportare a casa, entro i propri confini, tutto quel denaro, così come quella specie specifica di turisti del gioco d’azzardo che entrano nei casino e si lasciano spennare fino alla fine lasciando tutto sui tavoli da gioco. Modello di riferimento, più ancora di Macao  è certamente Singapore.

Tutto questo repertorio umano ama quel che vede a Singapore, come conferma il Consigliere governativo Augustine Ha Ton Vinh che stima come il Vietnam di fatto perda 800 milioni di Dollari USA in controvalore ogni anno in mancata riscossione di imposizione fiscale da questo business transfrontaliero. Anzi, per certi versi, la perdita è anche maggiore: coloro che non sostano in territorio vietnamita vuol dire che lo fanno in territorio cambogiano, dove vi portano non solo i soldi che lasciano giù in termini di gioco d’azzardo ma anche per quel che concerne tutto l’indotto, albergo, passatempi, cibo, etc.

Dopo essersi tenuta fuori per almeno quattro decenni, Singapore ha aperto le porte ai casino nel 2010 come parte di una progettualità inerente i resort e le attività alberghiere e accogliendo così frotte di turisti.

I cittadini di Singapore pagano circa 100 Dollari di Singapore (pari a circa 80 Dollari USA) per ora oppure 2.000 Dollari di Singapore (circa 1.581 Dollari USA) per anno.

Hanoi ha introdotto lo scorso anno una bozza di legge che potrebbe alleggerire il divieto imposto ai suoi cittadini di accedere ai casino locali.

Gli esperti del settore sono già a perfetta conoscenza del fatto che nessun casino al Mondo ha avuto successo affidandosi ai soli visitatori stranieri.

E’ chiaro comunque che vi sono ampie discussioni sul tener fuori potenziali giocatori d’azzardo e scommettitori che abbiano commesso reati o che risultino cattivi pagatori, oppure ancora persone che abbiano introiti mensili, stipendi e salari al di sotto di un certo livello.

Concedendo ai locali di poter accedere ai casino potrebbe essere il modo in cui si intende convincere gli investitori stranieri come Las Vegas Sands e NagaCorp ad investire miliardi di dollari come Hanoi spera vivamente.

Diversamente da Singapore, il Vietnam non parte proprio da zero: ha già sette casino, quasi tutti disposti lungo i confini della Nazione, che sono meta soprattutto di turisti stranieri, in special modo cinesi. Senza contare delle aree apposite per il gioco d’azzardo all’interno degli hotel di più alta fascia.

Lo scorso anno è stato inaugurato il più grande casino dell’intero Vietnam nella Grand Ho Tram Strip, una parte di territorio fronte mare con un sistema integrato di ricezione alberghiera a due ore di macchina da Ho Chi Minh City, nel Sud del Paese. E già il Governo spera nella costruzione di un altro casino di pari grandi dimensioni nella zona economica speciale Van Don , un’altra striscia di zona marina nella zona Nord Est del Paese.

 

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