venerdì, Maggio 7

Antitrust UE condanna Google: viola le regole con Android Bruxelles contro Google e Android

0

Google abusa della sua posizione dominante. Il commissario Ue per la Concorrenza, Margrethe Vestager non usa mezzi termini e punta il dito contro il gigante americano: l’antitrust europeo ha consegnato ieri a Google la lettera ufficiale di obiezione. Questa mossa formalizza le accuse e avvia la procedura che può portare alle sanzioni: ora il gigante di Mountain View rischia una multa di 7,4 miliardi di euro. Infatti, sotto indagine della Commissaria Vestager è finito questa volta il sistema operativo Android, che, con oltre il 70% di presenza nel mercato europeo, è accusato di abuso di posizione dominante.

L’imputazione formale è quella di aver avvantaggiato le sue attività nei servizi alla telefonia mobile limitando l’accesso dei concorrenti alle applicazioni Android sugli smartphone. In pratica, per Bruxelles il comportamento di Google nega ai consumatori una scelta ampia su app e servizi e impedisce l’innovazione degli altri competitor. Inoltre, è riuscita ad imporre a milioni di consumatori europei le applicazioni da utilizzare, violando le regole Ue.

Per la responsabile dell’Antitrust europeo, sono soprattutto i consumatori a farne le spese e Bruxelles è ovviamente consapevole che l’annuncio alimenterà nuove pesanti polemiche.

Nel video qui di seguito Margrethe Vestager espone le accuse contro Google durante la conferenza stampa tenutasi ieri a Bruxelles: «Circa un anno fa ero qui per annunciare che abbiamo aperto un’indagine antitrust in alcune delle pratiche commerciali di Google relative al sistema operativo Android e le applicazioni di Google in esecuzione su Android. La conclusione preliminare della nostra indagine è che queste pratiche violano la legge sulla concorrenza UE». Per poi aggiungere: «Oggi la Commissione ha quindi inviato una comunicazione degli addebiti a Google per delineare queste accuse e per dare a Google la possibilità di rispondere alle nostre preoccupazioni».

 

 

(video tratti dai canali YouTube di RT e Bloomberg)

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->