mercoledì, 1 Febbraio
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Anticoncezionali: Francesco parla chiaro

Anche questa volta Papa Francesco non si sottrae al confronto ad alta quota con i cronisti che lo hanno seguito in Messico: tante le questioni sollecitate dai giornalisti, cui il Pontefice ha risposto, come sempre, con la semplicità e la fermezza del vero pastore di anime, di chi conosce l’autentico significato della parola ‘urgenza’, di chi, con la forza dell’esempio cerca costantemente un dialogo costruttivo per il bene di tutti.

A poche ore dalla conferenza stampa sul volo di rientro a Roma, per molti è stato suggestivo leggere titoli come ‘Il Papa apre alla contraccezione’; curioso è stato anche leggere alcuni di questi articoli: una sorta di esegesi più o meno atmosferica di quello che in concreto aveva risposto Papa Bergoglio alla giornalista spagnola Paloma García Ovejero, che, in relazione al virus Zika e ai rischi per le donne in gravidanza, ha posto all’attenzione del Pontefice le soluzioni indicate da alcune autorità: l’aborto, oppure evitare la gravidanza.

La giornalista ha chiesto, quindi, se la Chiesa ritenesse opportuno prendere in considerazione il concetto di male minore. Questa è stata la risposta di Papa Francesco: «L’aborto non è un ‘male minore’. E’ un crimine. E’ fare fuori uno per salvare un altro. E’ quello che fa la mafia. E’ un crimine, è un male assoluto. Riguardo al ‘male minore’: evitare la gravidanza è un caso – parliamo in termini di conflitto tra il quinto e il sesto comandamento. Paolo VI -il grande!- in una situazione difficile, in Africa, ha permesso alle suore di usare gli anticoncezionali per i casi di violenza. Non bisogna confondere il male di evitare la gravidanza, da solo, con l’aborto. L’aborto» ha aggiunto il Pontefice «non è un problema teologico: è un problema umano, è un problema medico. Si uccide una persona per salvarne un’altra –nel migliore dei casi– o per passarsela bene. E’ contro il Giuramento di Ippocrate che i medici devono fare. E’ un male in sé stesso, ma non è un male religioso, all’inizio, no, è un male umano. Ed evidentemente, siccome è un male umano –come ogni uccisione– è condannato. Invece» ha concluso Francesco «evitare la gravidanza non è un male assoluto, e in certi casi, come in quello che ho menzionato del Beato Paolo VI, era chiaro. Inoltre, io esorterei i medici che facciano di tutto per trovare i vaccini contro queste due zanzare che portano questo male: su questo si deve lavorare».

Nel corso della recente riunione convocata dal Presidente del Consiglio economico e sociale dell’Onu per fare il punto sul virus Zika, l’osservatore permanente della Santa Sede, Monsignor Bernardito Auza, ha segnalato il bisogno di una «adeguata vigilanza e non paura», criticando la richiesta dell’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite di liberalizzare le leggi sull’aborto e l’accesso ai farmaci abortivi come soluzione per combattere il virus: «E’ una risposta illegittima, la promozione di una politica così radicale è la conferma di un fallimento della comunità internazionale per fermare la diffusione della malattia e sviluppare e fornire i trattamenti medici di cui hanno bisogno le donne incinte e i loro bambini, per evitare patologie alla nascita o mitigarne gli effetti e portare la gravidanza a termine». Mons. Bernardito Auza ha concluso il suo intervento richiamando «il dovere di salvaguardare tutta la vita umana, sana o disabile, con eguale impegno, non lasciando indietro nessuno».

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