domenica, Aprile 18

Antichi ricami per un guerriero della Daunia

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La scoperta nel 2012 di una importante tomba del tipo a fossa del IV secolo a.C., sia pure devastata da scavi clandestini, nell’area della necropoli daunia posta a nord-est dell’antica città romana di Herdonia, attuale Ordona (in provincia di Foggia), ha spinto gli archeologi della Soprintendenza Archeologia della Puglia a chiedere l’aiuto dei tecnici dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR) per il recupero dei diversi manufatti stratificati che costituivano gli oggetti superstiti del corredo, e per l’estrema fragilità del materiale organico conservato. Così, sono stati spediti in laboratorio a Roma dei piccoli pani di terra, quasi dei pacchetti, che contenevano lamine di bronzo alternate a strati di tessuti e frammenti della tavola di legno, forse una lettiga, su cui il defunto era stato trasportato e deposto.

Era uomo di 30-35 anni, un guerriero, come dimostrano le armi e il set di ben sette cinturoni in lamina di bronzo, con ganci a palmetta, avvolti con particolare cura in una stoffa ricamata e deposti nella tomba accanto a lui, a riprova del ruolo di certo significativo che questi doveva aver ricoperto all’interno dell’aristocrazia della città daunia nei decenni iniziali del IV secolo.

Dal microscavo condotto il laboratorio con tecniche sofisticate da due professionisti del settore, Emiliano Catalli e Monica Pastorelli, sotto la direzione operativa di Antonella Di Giovanni, restauratore ISCR responsabile del Laboratorio di restauro dei materiali organici di scavo, e il coordinamento di  Maria Concetta Laurenti, direttore archeologo dello stesso Istituto, sono stati raccolti 70 frammenti di stoffa in lana originariamente di colore marrone, realizzata con un’armatura a saia, nella quale i fili d’ordito legano le trame procedendo con un andamento diagonale, e con ampie fasce decorative sovrapposte a motivi geometrici (con meandri, un tridente, una stella, ecc.) eseguite in filato di lino. Non è stato possibile finora capire se tale ornamentazione sia stata ottenuta con la tecnica ad ago, dopo la creazione sul telaio, oppure con quella denominata dei ‘fili volanti’, col filo cioè aggiunto alla trama, che realizza il motivo decorativo contestualmente alla tessitura direttamente sul telaio.

Tale restauro è stato reso possibile da alcuni fondi derivati dai proventi del Gioco del Lotto, erogati dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, e da un contributo dell’Ufficio federale della Confederazione Svizzera. I materiali saranno oggetto di una mostra dal prossimo 13 giugno al 19 nella sede dell’ISCR a Roma, in via di San Michele 22, dalle ore 10 alle 18, con teche sigillate e appositamente studiate per garantire la loro conservazione ottimale, con umidità controllata del 40%, un video di ricostruzione e apparati didattici esplicativi su pannelli illustrati.

Abbiamo consultato sull’argomento le dottoresse Marisa Corrente, direttore archeologo della Soprintendenza Archeologia della Puglia e responsabile della zona di Ordona, dove è avvenuto il ritrovamento della tomba 382, e Maria Concetta Laurenti, anch’essa direttore archeologo dell’ISCR che ha coordinato le attività di restauro dei preziosi tessuti e degli altri reperti di corredo.

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