domenica, Maggio 9

Anonymous da Londra ad Hong Kong

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Proteste Londra

Proprio come nel film ‘V-per Vendetta‘ ma con un epilogo differente. E’ quello che è accaduto nella capitale londinese nella giornata organizzata dal gruppo internazionale di hacker Anonymous. Migliaia di manifestanti -almeno 4mila- si sono trovati in strada, a Trafalgar Square, per percorrere il tragitto fino alla sede del Parlamento britannico. La giornata scelta è quella del Guy Fawkes day, in memoria del ribelle cattolico che voleva far saltare in aria il Parlamento di re Giacomo I, il 5 novembre del 1605. ‘Una soluzione, la rivoluzione‘ era il motto scandito da molti dei manifestanti, alcuni dei quali indossavano le maschere bianche che raffigurano Fawkes, divenuto un simbolo per Anonymous.
Il gruppo degli anonimi ha cercato di prendere d’assalto la sede della Bbc fermati però all’ingresso della Polizia. Il clima si è riscaldato ulteriormente con il lancio di vari oggetti tra cui bottiglie, cartelli stradali e petardi, sia per le strade sia contro la polizia. Sono stati  accesi dei fuochi d’artificio in prossimità di Buckingam Palace e distrutte diverse barricate metalliche.
Dieci sarebbero stati i fermi da parte della Polizia per coloro che avrebbero tentato di sfondare le barriere umane delle forze dell’ordine a protezione di Parliament Square. I dimostranti hanno protestato anche per il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, rifugiato all’Ambasciata dell’Ecuador a Londra dal 2012. La manifestazione fa parte della ‘Marcia di milioni di maschere’, organizzata in numerose città del mondo «contro la censura e la tirannia sull’informazione, esercitate dai Governi» e per «difendere il diritto alla verità». Oltre a Londra diversi stati nel mondo avrebbero svolto manifestazioni simili tra cui Canada, Stati Uniti, Messico e Cile.

Tornano le tensioni anche ad Hong Kong, nel quartiere di Mong Kok dove almeno tre persone sarebbero state arrestate. Tra i manifestanti in tanti indossavano la maschera del cospiratore Fawkes che ha ispirato prima il fumetto di Alan Moore, ‘V per Vendetta’ e successivamente l’omonimo film del regista australiano James McTeigue. Un effetto a catena quello londinese che si è unito alla richiesta degli abitanti di Admiralty di presentare candidati di nomina popolare alle prossime elezioni. Una richiesta giunta ormai alla sesta settimana di proteste.

Prosegue lo sconquasso anche nei Paesi arabi dove la situazione rischia di arrivare a un punto di non ritorno. La Corte Suprema della Libia ha oggi annullato le elezioni parlamentari dello scorso 25 giugno sciogliendo di fatto il Parlamento di Tobruk, unico dei 2 parlamenti riconosciuti dalla comunità internazionale. Viene così compromessa anche la legittimità del Governo di al-Thani. Il parlamento di Tobruk «è annullato e tutte le sue decisioni sono nulle. Conformemente alla decisione della Corte, sono invece legittime tutte quelle prese dal Congresso nazionale, compresa la formazione del governo di salvezza nazionale, e applicabili sin da ora». Lo ha detto il vicepresidente del Congresso, Saleh al Makhzoum.

Torna la paura del terrorismo anche in Tunisia dove è salito a 4 soldati morti e 11 feriti il bilancio ufficiale dell’attacco portato ieri pomeriggio da parte di un commando terrorista ad un bus adibito al trasporto di militari e loro familiari a Jbal Dkhila, nei pressi di Nebeur, nella regione tunisina del Kef. Rischia di compromettersi così il completamento della fase della transizione politica che la Tunisia ha cercato di portare avanti con le recenti elezioni parlamentari.

Dopo l’attentato in cui sono rimasti feriti cinque poliziotti nella strada tra Alessandria e Marsa Matruh, in Egitto torna la paura degli attentati. Un altro ordigno sarebbe esploso a 100 metri dal palazzo presidenziale del Cairo. Una bomba piazzata su un treno in una stazione nella provincia di Menufiya, a nord del Cairo, avrebbe ucciso due poliziotti e ferito 11 persone. Nella notte, una bomba è stato posizionata in una stazione della metro del Cairo, ferendo tre persone.

Dalla deposizione del Presidente e leader dei Fratelli Musulmani, Mohamed Morsi, nel luglio del 2013, in Egitto sono ripresi gli attentati di miliziani islamici, soprattutto nella penisola del Sinai, dove Israele avrebbe acconsentito al dislocamento di altri due battaglioni egiziani e di elicotteri da combattimento.

Proseguono gli scontri anche a Gerusalemme dove da alcuni giorni sarebbe in corso una vera e proprio guerriglia a causa della contesa Spianata della Moschea. Dopo il ferimento del Rabbino Yehudà Glick e l’uccisione del suo attentatore Muataz Hijazi le tensioni avrebbero raggiunto un livello tale da inasprire ulteriormente i rapporti tra arabi palestinesi e israeliani. Netanyahu -che ha sostenuto di non voler cambiare lo status quo sulla questione- ha rivolto successivamente un appello congiunto con il re ashemita Abdallah affinché si plachino gli scontri. Viene intanto chiarita la faccenda dell’investimento dei tre soldati israeliani. Secondo fonti israeliane non si sarebbe trattato di un attentato ma di un incidente, l’autista si sarebbe infine consegnato alle autorità.

L’epilogo delle elezioni di Midterm negli Stati Uniti non scoraggia il presidente in carica Barack Obama che dopo la schiacciante disfatta ha tenuto una conferenza stampa in cui si è dichiarato ‘ansioso di collaborare’ con il nuovo Parlamento. «Trascorrerò i prossimi due anni a fare il mio lavoro nel miglior modo possibile», ha dichiarato. I repubblicani hanno conquistato almeno sette seggi al Senato, dove ne sarebbero bastati sei per prendere il controllo: West Virginia, South Dakota, Arkansas, Motana, Colorado, Iowa e North Carolina. Arriverebbero a 9 con l’Alaska e a 10 se vincessero in Lousiana.

I rappresentanti delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk presenteranno una nuova stesura del protocollo di Minsk, secondo il quale ciascuna delle repubbliche sovietiche avrebbe avuto il diritto di lasciare liberamente l’allora Unione Sovietica.

Il Presidente argentino Cristina Kirkner ha annullato la partecipazione al G20 in programma a Brisbane, in Australia. La motivazione sarebbe un’infezione al tratto intestinale che l’avrebbe costretta al ricovero. La presidentessa che si è trovata per l’ennesima volta a rinviare gli impegni diplomatici non ha ancora incontrato la comunità internazionale da quando il suo stato ha deciso di denunciare gli Stati Uniti davanti alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja nell’ambito della battaglia sul debito che lo scorso 30 luglio ha provocato la caduta del Paese sudamericano nel suo secondo default in 13 anni.

 

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