mercoledì, ottobre 24

Anime Salvini Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 19

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Anime salve’ è il tredicesimo (e ultimo) album in studio di Fabrizio De André, realizzato con Ivano Fossati autore di gran parte della musica. (Uscito il 19 settembre 1996 ad opera della BMG Ricordi, memento per i cultori). 

«Mille anni al mondo mille ancora / che bell’inganno sei anima mia / e che bello il mio tempo che bella compagnia / sono giorni di finestre adornate / canti di stagione / anime salve in terra e in mare / sono state giornate furibonde / senza atti d’amore / senza calma di vento / solo passaggi e passaggi / passaggi di tempo / ore infinite come costellazioni e onde / spietate come gli occhi della memoria / altra memoria e non basta ancora / cose svanite facce e poi il futuro / i futuri incontri di belle amanti scellerate / saranno scontri / saranno cacce coi cani e coi cinghiali / saranno rincorse morsi e affanni per mille anni / mille anni al mondo mille ancora / che bell’inganno sei anima mia / e che grande il mio tempo che bella compagnia / mi sono spiato illudermi e fallire / abortire i figli come i sogni / mi sono guardato piangere in uno specchio di neve / mi sono visto che ridevo / mi sono visto di spalle che partivo / ti saluto dai paesi di domani / che sono visioni di anime contadine / in volo per il mondo / mille anni al mondo mille ancora / che bell’inganno sei anima mia / e che grande questo tempo che solitudine / che bella compagnia». 

Così cantava, canta, Faber per le sue ‘anime salve’, quei derelitti e quelle poveracce che proprio la loro condizione rendeva, rende, più prossime alla possibilità di salvezza. E su di loro si chinava, si china, con misericordioso affetto, accarezzandole con la propria musica e parole, e potendo direttamente con i palmi. Un vero e proprio viaggio nel mondo degli umili, dei reietti e dei dimenticati al quale era da sempre attento. Tema prevalente la solitudine, in tutte le sue forme: quella della transessuale, del Rom anche come metafora e rappresentazione di chi deve o vuole continuamente migrare, e poi dell’amante, del pescatore… Lo stesso titolo dell’Album deriva dall’etimologia delle parole ‘anima’ e ‘salva’, e sta a significare ‘Spiriti solitari’. Ma, anche, persone salvate o da salvare. Come nella canzone conclusiva, e quasi programmatica, ‘Smisurata preghiera’: «Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria».

Ne è passato di tempo da allora, e di acqua sotto i ponti, e sopra (e spesso definitivamente) tanta gente. Con il suo appena avvenuto annuncio di «stretta sui migranti» nel corso dell’ennesima conferenza stampa effervescente al Viminale, come Ministro dell’Interno, il vincente Matteo Salvini ha tracciato la rotta. Anche continuando a manipolare ed utilizzare (al suo meglio, ma non è detto che sia un bene neppure per lui) gli strumenti e il materiale descritto in ‘Salvini, i 49 milioni e ‘questa robina qua su ‘L’Indro’ di mercoledì 4 luglio 2018, con riferimento anche a ‘Ma che bontà di Mina.

A Sanremo, nel febbraio scorso, il leader neoleghista ha detto che De Andrè è tra i suoi cantanti preferiti. Assieme a Claudio Baglioni, un altro che nei confronti dei migranti ha fatto tutt’altro rispetto all’attuale Ministro dell’Interno, anche con il suo ‘O’ Scià’, l’incontro musicale da lui ideato e realizzato nell’isola di Lampedusa dal 2003 al 2012, ogni settembre. Chissà cosa Salvini ha capito, e recepito, di De Andrè e Baglioni. Forse solo, equivocando, l’evocazione del genovese di «cacce coi cani e coi cinghiali, saranno rincorse morsi e affanni per mille anni, mille anni al mondo mille ancora». Che, dal suo punto di vista, potrebbe essere un’idea niente male. Intanto le ‘anime salve’ stanno diventando più che altro, e in gran numero, ‘anime Salvini’. Sopra e sotto i mari.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’