mercoledì, Maggio 12

Animali in (lento) avvicinamento

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L’estate sta diventando, o forse lo è sempre stata, il territorio di argomenti piuttosto trascurati durante l’anno, una sorta di rassegna di B-movie. Uno dei classici è l’abbandono degli animali, finestra temporale che purtroppo si chiude in fretta, aspettando la prossima stagione calda.

Durante una sosta in autogrill mi imbatto nel manifesto, intelligente, della campagna Enpa di quest’anno, che reca lo slogan ‘Chi abbandona si abbandona. Parole pregne di significato, che dovrebbero accompagnarci oltre i confini dell’estate. Tuttavia, picchi stagionali a parte, gli animali sono da tempo al centro di interessi crescenti, una curvatura che dovrebbe fare piacere anche a chi non li ama troppo, considerato che nella sensibilità dei nostri amici non umani sono custodite ingenti riserve di sentimenti perduti, del cui recupero possiamo beneficiare noi per primi. A questo encomiabile filone appartengono le reazioni vivacissime scatenatesi negli Stati Uniti e in altre aree del mondo, dopo la barbara quanto inutile uccisione del leone Cecil da parte di un dentista americano, spaccone e strafottente quando il suo connazionale F.B. Pinkerton, protagonista della ‘Madama Butterfly‘, che impalma e poi abbandona la minorenne Cio Cio San. Reazione, quella contro il dentista, dall’alto contenuto simbolico, ma ancora più efficaci risultano le centinaia di migliaia di firme raccolte da cittadini americani, per sostenere la richiesta di estradizione a carico del bracconiere milionario avanzata dello Zimbabwe. Non vorrei dilungarmi troppo sulle motivazioni profonde che possono indurre un individuo a stroncare una vita per puro diletto, pagando per giunta decine di migliaia di dollari, senza contare la lunga agonia inflitta al povero animale. Un idiota resta un idiota, non c’è psicologia del profondo che tenga.

Qualcosa di simile era accaduto nel nostro Paese con la straordinaria mobilitazione a favore della chiusura del discutibile allevamento Green Hill, da cui è poi scaturito un processo e alcune condanne in primo grado a carico dei responsabili e dello stesso veterinario del canile. Sentenza che apre il compasso dei diritti in direzione delle creature non umane, guadagnando loro nuovo spazio e sottraendone invece all’arbitrio di chi pensa di poterne disporre come oggetti. Tutti ricordiamo la commozione e la rabbia seguite alla morte dell’orsa Daniza, uccisa da una dose eccessiva di sedativo durante un maldestro tentativo di cattura. Daniza aveva ferito un uomo per difendere i propri cuccioli, che sentiva minacciati dalla presenza estranea. La Provincia di Trento sembrava decisa ad uccidere l’orsa, poi lo stesso Ente si era ammorbidito optando per la cattura, la cui messa in atto si era risolta nel peggiore dei modi.

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