martedì, 31 Gennaio
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Angola vs Rafael Marques de Morais

Kampala – Il giornalista Rafael Marques de Morais è sotto processo con la grave accusa di diffamazione delle Forze Armate angolane a seguito della pubblicazione del suo libro inchiesta: ‘Diamanti insanguinati. Torture e corruzione in Angola’, pubblicato in Portogallo nel 2011. Trattasi di una accurata documentazione delle esecuzioni extra giudiziarie, torture, intimidazioni ad attivisti sindacali e difensori dei diritti umani, ricollocamento forzato di intere comunità. Crimini commessi da sette generali delle Forze Armate nella regione diamantifera di Lundas. Morais nel libro pubblica prove inconfutabili dell’utilizzo di ditte di sicurezza private e bande paramilitari nelle operazioni di terrorismo rivolte contro la popolazione e negli omicidi di attivisti politici che hanno negli anni tentato di opporsi a queste palesi violazioni dei diritti umani.

Nel 2013 i sette generali citati nel libro hanno sporto denuncia alla Magistratura portoghese contro il giornalista per diffamazione. Il Pubblico Procuratore di Lisbona decise di non dare seguito alla denuncia in quanto affermò che l’intento del giornalista non era di diffamare alte personalità dello Stato angolano ma di informare l’opinione pubblica sulle violazioni dei diritti umani commessi nella regione di Lundas. Considerata l’importanza della ex colonia africana sulla disastrata economia del Portogallo, le autorità del Paese ospite decisero di rimpatriare il giornalista. L’Angola, nel 2013, ha concesso un consistente prestito per tamponare il deficit pubblico del Portogallo. Varie ditte portoghesi sono state salvate dal fallimento da imprenditori angolani. L’ex colonia africana è inoltre una valvola di sfogo per la disoccupazione giovanile portoghese che si reca nel Paese africano per trovare lavoro e migliorare le proprie condizioni di vita.

Il processo a Marques de Morais, iniziato nel 2014, ha visto il verificarsi di un colpo di scena durante l’udienza del 25 marzo scorso quando il giudice del Tribunale di Luanda ha aggiunto alla accusa di diffamazione altri 15 capi d’accusa tra cui danno alla reputazione internazionale del Paese. Il processo è stato rinviato al 23 aprile prossimo per permettere alla difesa di analizzare i nuovi capi d’accusa e organizzare i propri argomenti. Se sarà ritenuto colpevole Marais rischia 14 anni di reclusione. L’associazione internazionale Committee to Protect Journalists, ha richiesto alle autorità angolane di ritirare le accuse contro il giornalista. La scorsa settimana Marques de Morais ha ricevuto il premio ‘Libertà di Espressione’ dalla associazione britannica Index on Censorship.

Marques de Morais non è un giornalista qualunque. Nato nel 1971, frequentò le Università di Goodsmiths a Oxford ottenendo la laurea in antropologia e scienze dei media e della comunicazione. Iniziò la sua carriera giornalistica nel 1992 presso il ‘Jornal de Angola’, organo ufficiale del Governo. La sua brillante carriera all’interno della redazione subi un rovescio quando pubblicò un articolo estremamente critico sul Presidente José Eduardo Dos Santos in piena campagna elettorale. Fu di seguito licenziato a causa di suoi interventi critici fatti sulle sue pagine di Facebook e Twitter. Nel 1998, quando la guerra civile riprese, si impegnò come attivista per promuovere la pace e il dialogo nazionale. Nel giugno 1999 pubblicó un articolo altamente provocatorio sul settimanale ‘Agora’: “Il rossetto della dittatura”, riferendosi allo slang portoghese che chiamo ‘rossetto’ il manganello della Polizia. Nell’articolo il giornalista attaccò duramente il Presidente Dos Santos definendolo un brutale dittatore che incoraggiava degrado morale, corruzione e la violenza.
Tre mesi dopo Marques fu arrestato con l’accusa di diffamazione. Grazie alle pressioni internazionali fu rilasciato su cauzione nel novembre 1999 dopo aver subito torture psicologiche.  Nel marzo 2000 fu condannato a sei mesi di reclusione e ad una multa di 17.000 dollari. Le autorità giudiziarie si accontentarono di ricevere la multa senza rendere esecutiva la reclusione. Per nulla intimorito Marques nel 2003 pubblicò il libro inchiesta ‘Cabinda un anno di sofferenza’. Una dettagliata denuncia delle violazioni dei diritti umani commessi dal Governo contro le popolazione di Cabinda. Nel 2008 fondò ‘Maka Angola’ un website contro la corruzione nel suo Paese. Nel novembre 2011 sottopose alla Comunità Internazionale una denuncia contro vari Generali angolani rei di crimini contro l’umanità attuati per garantirsi il controllo della produzione di diamanti e petrolio.

Portogallo, Unione Europea, Nazioni Unite e Unione Africana hanno scelto di ignorare le dettagliate prove contenute nel libro denuncia del giornalista angolano che potrebbero essere la base giuridica sufficiente per un procedimento giudiziario presso la Corte Penale Internazionale e per una risoluzione ONU. Cosi come la sua denuncia non trovó seguito e fu archiviata. A questa evidente garanzia di impunità si aggiunge il totale disinteresse della comunità internazionale per la vicenda giuridica in corso contro il giornalista.
Secondo fonti non ufficiali il Portogallo avrebbe fatto pressione sul Parlamento Europeo affinché il caso di Marques de Morais non venga discusso dalla Commissione Europea per i Diritti Umani. L’Angola, oltre ad essere uno tra i più importanti partner economici e finanziatori del Portogallo, è il terzo produttore africano di diamanti, il secondo produttore africano di petrolio, Membro non Permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per l’anno in corso e detiene la presidenza dell’Unione Africana 2015-2016.

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