venerdì, Maggio 7

Angelici demoni Elena B.B., la donna che per prima scoprì il seno - Capitolo 12

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Elena, Elena B.B., Elena Bardotti Bugli, ha ventisei anni, ragazza e donna, bionda, del biondo suntuoso e scuro del grano di Serbadone, alta esattamente quanto le si addice, pelle d’ambra, occhi di un verde trascolorante in grigio acciaio, cangianti e chiari. Chiari anche nel senso che di rado s’incontra uno sguardo così limpido. E penetrante. Profilo dolce, che in certi momenti e da una certa angolatura sembra quasi greco. E lei più grande, appena oltre i trenta.

Il confronto con le rare fotografie della prima Elena (ché tanto amava essere dipinta, quanto poco essere riprodotta) mostrano un’assoluta somiglianza con l’Elena di oggi. Ma è ancora poca cosa rispetto alla vera e propria identificazione, alla pura forza vitale da cui si viene afferrati guardando ‘Nudo di Elena con colomba’, il ritratto che Tamara de Lempicka fece della prima, e ‘sua’, Elena. E affiancandovi, ed unendovi, l’’Autoritratto’ della polacca sembra quasi che più che nipote della prima Elena, più che ‘figlia’ di Elena e Tamara, questa Elena ne sia fusione alchemica. Proprio per questo Elena amava soprattutto essere colta dallo sguardo dall’interlocutore. “Si vede veramente solo con gli occhi del cuore”. “On ne voit bien qu’avec le coeur”, come diceva. “L’essentiel est invisible pour les yeux”, “L’essenziale è invisibile agli occhi”. Questo cardine della sua weltanschauung colpì profondamente un pilota francese cui fu profondamente, amorevolmente, legata nei suoi periodi parigini, Antoine de Saint-Exupéry. E gli fece, conseguentemente, creare ‘Le Petit Prince’, ‘Il Piccolo Principe’.

E lei, questa e nostra Elena, se ne va per il mondo ad aprire e varcare porte. Ad aiutare ad oltrepassarle chi ne ha bisogno senza riuscirci. Come una Sirena alla ricerca di Ulisse ed i suoi marinai, forse, come dice il mito, per ammaliarlo ed ammaliarli, divorarlo e divorarli, più probabilmente per salvarlo e salvarli. Ché questa era, è, la loro vera natura. Per salvare chi, timoroso, si tappa le orecchie per non sentire il melodioso canto suo e delle sue sorelle. Angeli e demoni si incrociavano, angeli demoniaci e demoni angelici, gemelli diversi, al settimo piano, l’attico, di quella casabiblioteca di Roma, in Via Dino Buzzati. Libri, libri ovunque. E dattiloscritti, manoscritti, addirittura pergamene ed incunaboli. A fianco di pizze cinematografiche e Dvd, celluloide e superotto…

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