mercoledì, Giugno 23

Andy Warhol entra agli Uffizi

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A proposito degli autoritratti,  che in parte  sono esposti lungo  il Corridoio Vasariano, questi saranno spostati ed esposti altrove, in altri spazi ancora da individuare, a seguito della riapertura del Corridoio al grande pubblico dei visitatori della Galleria che tante polemiche sui media e non solo, ha sollevato. Un tema sul quale il neo direttore Schmidt  interviene con decisione ribattendo punto su punto alle obiezioni di vario tipo: «Desidero un colloquio franco ed aperto con coloro che mi si presentano come interlocutori, ma anche e soprattutto con tutti i cittadini e con tutto il pubblico che visita o si accinge a visitare le Gallerie degli Uffizi in futuro. A causa di contratti stipulati in passato, e sui quali non posso intervenire a causa di obblighi legali, finora il Corridoio Vasariano è stato accessibile prevalentemente tramite tour operators e compagnie di viaggio, a prezzi che vanno dai 45 euro in su a persona. Inoltre i tempi d’attesa sono molto lunghi, talvolta di alcune settimane; e il pubblico che telefona per le prenotazione negli spazi di tempo annualmente lasciati liberi per accessi diretti spesso trova tutto già occupato. Il mio intento è quello di eliminare i privilegi e offrire la possibilità (si badi bene, non l’obbligo) di passare attraverso il Corridoio Vasariano arrivando infine a Palazzo Pitti, con un biglietto separato da quello degli Uffizi e adeguato ai normali prezzi di accesso ai musei. A coloro che sono preoccupati del traffico delle persone o del calpestio sul pavimento, che è identico a quello delle Gallerie, rispondo che possono tranquillizzarsi: nel lasso di tempo necessario a percorrere il Corridoio, lungo circa un chilometro, l’impatto dovuto al peso delle persone non sarà mai concentrato in un solo punto come invece accade, per esempio, nella Sala di Botticelli della Galleria degli Uffizi, dove i gruppi si affollano e stazionano a lungo. Quanto al timore di spostare dalla sua collocazione una collezione specifica come quella degli autoritratti, vorrei sottolineare che si tratta di una scelta moderna. La collezione iniziata dal cardinal Leopoldo dei Medici fu storicamente esposta all’interno degli Uffizi, nella famosa ‘Sala dei pittori’ (oggi sala numero 35, dedicata a Michelangelo); dopo lo smantellamento ottocentesco, solo nel 1973 Luciano Berti la allestì nel Corridoio Vasariano. Quella attuale, dunque, non è una sede storica. Gli Uffizi invece sì».

Warhol 1

 

A chi solleva il problema del deposito degli ombrelli e degli zaini al guardaroba degli Uffizi, lontano dall’uscita del Corridoio in Boboli, e a coloro secondo i quali  il Vasariano si trasformerebbe in un Galleria nuda, in un percorso spoglio di opere, Schmidt ribatte piccato: sarà interesse dei visitatori scegliere fra il rischio di esporsi alle intemperie per ritornare agli Uffizi a riprendersi le proprie cose, oppure rinunciare alla visita di un luogo unico al mondo; inoltre, il percorso del Principe, non sarà un’autostrada, ma un luogo in cui si potranno ammirare gli affreschi staccati dall’esterno del Corridoio stesso, attualmente nei depositi e che verranno riportati dentro il Corridoio, perché si tratta di opere più adatte delle tele al microclima esistente all’interno della struttura e aventi una connessione storica con lo stesso ambiente. Schmidt preannunzia anche la sistemazione degli arredi ed una migliore illuminazione.

Concludendo, il Vasariano da percorso del principe diventerà un percorso privilegiato sì, con una irripetibile vista sulla città, sulle colline e sul fiume, ma finalmente e veramente verrà aperto al pubblico, secondo lo spirito dell’eredità di Anna Maria Luisa dei Medici che lasciò alla città: «Quello che è per ornamento dello Stato, per utilità del pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri». Gli autoritratti troveranno adeguata sede espositiva nelle sale delle Gallerie degli Uffizi che verranno selezionate in seguito a una revisione dei percorsi. E mentre si attende la sistemazione del celebre Percorso, si avvicinano ai nastri di partenza, due grandi Mostre: a Palazzo Strozzi, da giovedì 17 la mostra Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim, e il prossimo mese di aprile l’anteprima, in piazza della Signoria, della grande Mostra che si articolerà in tre luoghi  distinti ( oltreché nella scenografica cornice della piazza, anche in Palazzo Vecchio e al Forte di Belvedere), dell’artista belga Jan Fabre. Ma ci sarà occasione di riparlarne.

 

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