lunedì, Settembre 27

Andiamo a lavorare… Approvato sistema che consente ai lavoratori vietnamiti di andare in Corea del Sud con speciali visti

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Bangkok – Le Autorità Vietnamite e quelle della Repubblica della Corea del Sud hanno confermato le reciproche volontà di voler proseguire lungo il solco creato dal Sistema di Permessi al Lavoro EPS , che ha creato un corridoio attraverso il quale i lavoratori del Vietnam sono inviati in Corea del Sud. Il piano è stato annunciato dopo un meeting fruttuoso tra il Ministero del Lavoro, dell’ invalidità ed Affari Sociali del Vietnam e la sua controparte Sud Coreana, cioé il Ministero dell’Impiego e del Lavoro tenutosi agli inizi del mese in corso.

«Vi sono migliori punti d’intesa tra i due Ministeri nei confronti del programma. Speriamo così di inviare 10.000 lavoratori verso la Corea del Sud entro la fine dell’anno», ha affermato il Ministro del lavoro, Invalidità ed Affari Sociali, Pham Thi Chuyen.

E’ stato siglato un Memorandum di Intesa sul programma relativo al  Sistema di Permessi al Lavoro da parte dei due Ministri lo scorso mese di Dicembre, che terminerà il prossimo mese. I Ministri così hanno pianificato un incontro proprio a Dicembre nel quale avranno modo di rivisitare i termini e le condizioni per prevenire la permanenza illegale sul territorio straniero con visti illegali e correlativi permessi di lavoro non validi. Lo scopo principale dei due Ministri infatti, è quello di cercare di limitare quanto più possibile che vi siano lavoratori irregolari in Corea del Sud.

Vi sono 16.640 lavoratori vietnamiti illegali in Corea del Sud, secondo quanto riporta il Ministero sudcoreano per la Giustizia. Essi sommano il 33.88 % dei 49.108 lavoratori vietnamiti in Corea del Sud, siamo ben lontani quindi, dalla media del 15% dei lavoratori illegali provenienti da altre Nazioni.

I lavoratori vietnamiti che sosteranno sul territorio sudcoreano oltre i limiti concessi dai visti e dai permessi di lavoro, saranno condannati ad ammende pari a 4.700 Dollari USA. I lavoratori che si muovono per lavoro in Corea del Sud dovranno lasciare in deposito questo ammontare come deposito di garanzia.

Il Ministero del Lavoro, Invalidità ed Affari Sociali ha messo su un ufficio di rappresentanza in Corea del Sud per motivare i lavoratori a tornare a casa alla fine dei loro contratti di lavoro. Il Governo ha anche ordinato che il Ministero del Lavoro, Invalidità ed Affari Sociali cooperi con le Autorità locali a dialogare con i lavoratori e le loro famiglie su tutti gli aspetti connessi al ritorno in Patria e le date di cessazione dei loro visti e permessi. Durante l’incontro inter-ministeriale, il Ministro sudcoreano del Lavoro ha promesso di offrire il proprio contributo mettendo in primo piano sui rischi che si corrono e sui limiti di Legge esistenti ed operanti sul territorio della Corea del Sud alle proprie imprese che dovessero incorrere nel mantenere in attività manodopera vietnamita illegale. Anche il Ministero del Lavoro della Corea del Sud sosterrà i lavoratori vietnamiti seguendoli con programmi di addestramento vocazionale e lezioni di lingua sudcoreana prima che essi tornino nella propria madrepatria, aiutando così i lavoratori vietnamiti nell’assicurare loro lavori sicuri in circa 3.200 imprese e società sudcoreane operative in Vietnam.

Inoltre, i lavoratori vietnamiti saranno messi in grado di ottenere visti multipli se le loro specializzazioni dovessero risultare necessarie in Corea del Sud e se i loro status relativi ai visti risultino tutti corretti.

I lavoratori vietnamiti che operano in Corea del Sud inviano a casa approssimativamente 700 milioni di Dollari USA, un terzo dell’ammontare totale inviato nella Madre Patria ogni anno dai lavoratori vietnamiti sparsi in tutto il Mondo, secondo quanto confermato dal Dipartimento del Lavoro all’Estero.

 

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