giovedì, Maggio 6

Andiam, andiam, andiamo a lavorar… E’ il giorno del lavoro, tra Vertice Ue a Milano, Jobs Act al Senato e cambio al vertice della Cisl. Quanto ai posti di lavoro…

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Il Vertice dell’Unione Europea a Milano sul lavoro, il passaggio cruciale affrontato dal Jobs Act al Senato, l’elezione di chi succede a Raffaele Bonanni al vertice della Cisl, fanno di mercoledì 8 Ottobre una giornata in cui la questione lavoro assume centralità e peso assoluti. Da ricordare. Quanto ai contenuti ed alla concreta creazione di posti di lavoro…

L’incontro milanese viene generalmente descritto più come una occasione promozionalpubblicitaria che come un momento operativo, o da cui possa comunque scaturire a breve azioni concrete. Non diciamo rivoluzionarie, ma tali da comunque da incrementare in maniera decisiva l’occupazione nell’Unione ed in Italia. Ma vogliamo far credito all’indubbia, straordinaria capacità di movimento di Matteo Renzi in campo europeo (nomina della Mogherini in primis, ma non solo). Potrebbe  persino renderlo comunque momento d’avvio di un cambio di rotta. Con la ‘Merkel con la valigia’ che suivre, magari neanche tanto dispiacendosi.

L’appuntamento del Senato è cruciale, con tante vicende e questioni che si intrecciano, dentro e fuori il Parlamento, dentro e fuori i partiti. Il testo su cui votare la fiducia arriva all’ultimo momento, il che non è proprio bellissimo. Del resto l’abitudine del ‘giovane favoloso’ di trattare tutti come subordinati un po’ fastidiosi non è da oggi. Ed anche le modalità dell’incontro lampo di martedì mattina con i sindacati lo dimostra ulteriormente, semmai ce ne fosse bisogno. Ma su quanto è avvenuto e sta avvenendo in queste ore in Parlamento occorrono analisi e riflessioni da fare a bocce ferme.

Quanto alla Cisl, che ha ufficialmente insediato la propria nuova guida, non si può che essere ottimisti. Ché peggio di Bonanni non può andare. E, nella fattispecie potrebbe anche andare non solo meglio, ma molto meglio.

Insomma per oggi vogliamo vedere la bottiglia mezza piena. Speriamo che domani (un domani assai prossimo) non la si debba utilizzare per ubriacarsi e dimenticare. 

 

 

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