mercoledì, Maggio 12

Ancora tu? Ma… Attività di volontariato per Berlusconi

0

arton13418

Ancora tu, cantava Lucio Battisti nel 1976.Quella canzone, oggi, sembra addirsi a Silvio Berlusconi, la cui vita politica pare muoversi all’ombra del verso di T.S. Eliot “nella mia fine è il mio principio”.

Nel pieno rispetto dei tempi indicati la scorsa settimana dal suo presidente, Pasquale Nobile De Santis, il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha concesso a Silvio Berlusconi la pena alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali per scontare la condanna di un anno (altri 3 anni sono stati eliminati dall’indulto) per il processo sui diritti tv di Mediaset. Nel testo diramato dal Tribunale, si legge che l’ex Cavaliere, al pari di tutti coloro che vengono affidati in prova ai servizi sociali, sia «ancora persona socialmente pericolosa, altrimenti non potrebbe essere eseguita una pena nei confronti di persona che si fosse del tutto rieducata».

Sussistono tuttavia segnali che «evidenziano la scemata pericolosità sociale di Berlusconi e appaiono indici di volontà di recupero dei valori morali perseguito dall’ordinamento»: il pagamento del risarcimento danni all’agenzia delle entrate e delle spese processuali, e il riconoscimento della condanna. A quest’ultimo riguardo, il Tribunale ha valutato positivamente il fatto che il condannato abbia – sua sponte – scelto di mettersi a disposizione e abbia proposto all’Uepe, l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna, un’attività di volontariato e rieducativa. L’Uepe, da parte sua, ha individuato nel centro per anziani della Fondazione Sacra Famiglia a Cesano Boscone (Milano) la struttura in cui Berlusconi sconterà il proprio fio. L’attività di volontariato vedrà impegnato l’ex premier «almeno una volta alla settimana e per un tempo non inferiore a quattro ore consecutive». A ciò si aggiunga che le restrizioni previste dal Tribunale consentiranno a Berlusconi di seguire la campagna elettorale per le europee: anche se in linea generale non potrà lasciare la Lombardia, infatti, è stata accolta la sua richiesta di potersi recare a Roma, presso il domicilio indicato, dal martedì al giovedì dove godrà della stessa libertà di movimento che ha ad Arcore, ovvero potrà uscire di casa per esigenze di lavoro e personali dalle 6 del mattino alle 23.

Una volta ricevuta la notifica del provvedimento, la normativa concede al condannato dieci giorni di tempo per accettare formalmente la pena alternativa e le relative restrizioni; solo da quel momento il provvedimento diverrà esecutivo. Nota di colore: se Berlusconi usufruisse di tutti e 10 i giorni a sue disposizione per l’accettazione, l’inizio della pena cadrebbe il 25 aprile, festa della Liberazione; una sinistra combinazione che forse sarebbe il caso di evitare.

«La decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano appare equilibrata e soddisfacente anche in relazione alle esigenze dell’attività politica del Presidente Berlusconi», hanno dichiarato gli avvocati Franco Coppi e Niccolò Ghedini. Tenuto conto dei timori della vigilia e della lievità della pena alternativa, non sapremmo dire se la decisione del Tribunale possa essere definita “equilibrata”, ma è certamente “soddisfacente” per Berlusconi e per i suoi legali, anche in chiave politica. Sicuramente, il provvedimento non concede all’ex Cavaliere di candidarsi alle prossime europee,tuttavia gli consente di partecipare in prima persona alla campagna elettorale: un’insperata ancora di salvezza per un partito a picco nei sondaggi e a serio rischio di disgregazione (si pensi alle recenti defezioni di Paolo Bonaiuti e di Sandro Bondi) come Forza Italia.

In linea generale, gli esponenti di FI hanno salutato positivamente la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano.La senatrice Manuela Repetti ha definito il provvedimento «una scelta saggia che contribuisce a svelenire un clima politico da troppo tempo esasperato e ideologizzato». All’uscita dal vertice dello stato maggiore di FI a Palazzo Grazioli per chiudere le liste delle europee, Paolo Romani ha dichiarato «Mi pare che Berlusconi sia stato messo nelle condizioni di fare campagna elettorale»; e ha chiosato dicendo che giovedì «presentiamo le liste, da lì partirà la nostra campagna elettorale con protagonista Berlusconi». Su posizioni ancora intransigenti è Mariastella Gelmini che ha ribadito che «La decisione del Tribunale di sorveglianza non cancella la ferita inferta al presidente Berlusconi, alla democrazia italiana e ai milioni di elettori che in lui si riconoscono da vent’anni». Sulla stessa lunghezza d’onda è Daniele Capezzone, secondo il quale la condanna dell’ex premier rappresenta «un vulnus democratico».

Sostanzialmente simili a quelle dei legali di Berlusconi le dichiarazioni di Renato Schifani (NCD): «Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha preso una decisione equilibrata ed utile al normale svolgimento della vita democratica italiana perché non impedisce al presidente Berlusconi di continuare a svolgere la sua attività politica».

Il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Milano potrebbe avere effetti più che positivi anche sull’andamento accelerato delle riforme. Sia nelle dichiarazioni pubbliche, sia nell’incontro con il Presidente della Repubblica di qualche settimana fa, sia durante gli incontri con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi (l’ultimo dei quali avvenuto appena ieri sera), Silvio Berlusconi aveva lasciato esplicitamente intendere quanto il cammino delle riforme fosse legato all’esito delle sue vicende giudiziarie e, in particolare, alla sua agibilità politica: essendogli quest’ultima stata, di fatto garantita, tutto dovrebbe per qualche tempo filare liscio, almeno con FI.

L’ottimistica assertività della dichiarazione di Graziano Delrio, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, alla trasmissione ‘2Next’ su Rai2 è forse un riflesso della rinnovata unità d’intenti riformatrice con il partito dell’ex Cavaliere: «Il patto per collaborare insieme a riformare il nostro Stato, per scrivere insieme le regole del gioco, tiene. È solido».

Altri segnali positivi in tema di riforme parrebbero arrivare anche dall’assemblea dei senatori del PD, che ha approvato a larga maggioranza (53 sì, 11 no e 4 astenuti) i punti fondamentali del DDL del Governo si Titolo V e Senato. Rimane, tuttavia, ancora da capire l’entità e l’evoluzione della mozione guidata da Vannino Chiti, che ancora oggi pomeriggio non sembrava intenzionata a ritirare il proprio DDL (dimezzamento dei parlamentari in entrambe le Camere e mantenimento del Senato elettivo), diverso da quello del Governo. Avvicinato dai cronisti il senatore PD ha ribadito: «No, non lo ritiro per convinzione e perché io sono il primo firmatario, ma ce ne sono diversi, che mi pare siano 34. Penso che sia un contributo alla discussione». Come leggere, dunque il voto dell’assemblea dei senatori PD? Si è addivenuti a una tregua, armata o meno che sia? Se sì, quanto durerà?

Desta scalpore la notizia relativa all’ipotesi della sottrazione di 500mila euro alle casse dell’UGL, danari che sembrerebbero finiti su conti del segretario generale Giovanni Centrella. Gli inquirenti contestano a Centrella, alla di lui moglie Patrizia Lepore e alla coordinatrice del sindacato Laura De Rosa l’associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita aggravata. L’indagine era partita da una segnalazione dello UIF (Unità di informazione finanziaria di Bankitalia) in ragione di alcune operazioni apparse sospette; operazioni che sarebbero cominciate dal 2010. Sono al vaglio della magistratura anche una serie di spese definite “anomale”.

Per l’UGL – cresciuto sensibilmente in questi anni per numero di aderenti – e per il mondo sindacale, l’inchiesta su Centrella rappresenta un colpo che potrebbe incrinare uno degli ultimi tabù, non sono, infatti, molte le indagini che hanno coinvolto esponenti di primo piano dei sindacati durante la loro permanenza in carica.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->