giovedì, Maggio 13

Ancora paura a Gerusalemme

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Gerusalemme è ancora terrore. Cinque donne poliziotto sono rimaste ferite questa mattina in un attacco vicino alla stazione del metrò leggero di Shimon Hatzadik. L’aggressore un palestinese secondo le prime ricostruzioni, si è lanciato con la sua auto contro alcuni pedoni, poi ha assalito le agenti con una mannaia. Alla fine è stato bloccato con alcuni proiettili e l’uomo versa adesso in condizioni gravi in ospedale. Si tratta dell’ennesimo episodio in Israele. A novembre, sempre a Gerusalemme est, una vettura guidata da un uomo di Hamas aveva ucciso un uomo e provocato 13 feriti. Due settimane prima, un’altra auto si era lanciata contro la folla alla fermata dell’autobus e aveva provocato la morte di una bambina di tre mesi, oltre al ferimento di diverse persone. Entrambi gli attentatori erano stati uccisi. «Non dobbiamo consentire al terrorismo di stravolgere le nostre vite e continueremo a combatterlo senza compromessi» ha detto il sindaco di Gerusalemme Nir Barkat. Ma a parlare di «atto eroico» è Hamas. A dirlo è un portavoce del gruppo, che continua parlando dell’attentato come di una «reazione naturale ai crimini del nemico». E lancia un appello per altre operazioni come questa «in Cisgiordania, Gerusalemme e in tutta la Palestina».

Intanto in Iraq continua lo scempio dei siti archeologici da parte dell’Isis. Colpita stavolta l’antica città assira di Nimrud che si trova a sud est dell’attuale città di Mosul. «Elementi del califfato portandosi dietro grandi mezzi meccanici hanno distrutto i monumenti e le rovine della città archelogica di Nimrud», ha riferito un testimone ad una emittente curda. «Il loro piano è quello di distruggere il patrimonio iracheno, un sito alla volta», ha detto l’archeologo Abdulamir Hamdani della Stony Brook University di New York. «Hatra sarà certamente la prossima». E di «crimine di guerra» parla la direttrice generale dell’Unesco, Irina Bokova, che  in un comunicato fa «appello a tutti i responsabili politici e religiosi della regione a sollevarsi contro questa barbarie».

Procedono invece a Skhirat, vicino Rabat, i colloqui tra le fazioni libiche. Secondo i media libici la prima giornata è stata positiva e migliore del precedente. A confermarlo poi l’inviato speciale per la Libia, Bernardino Leon, che ha precisato che i rappresentanti di Tripoli e Tobruk, pur presenti nello stesso centro congressi, si trovavano in sale diverse e hanno dialogato attraverso la delegazione dell’Onu. Ad essere più pessimista ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, che parla di «situazione peggiorata» nel Paese. «E’ una situazione complessa e pericolosa per l’Europa. Spero che l’iniziativa dell’inviato Onu Bernardino Leon porti verso un governo di unità nazionale». Di diverso avviso invece lady Pesc Federica Mogherini, secondo cui la Libia «è una questione che non preoccupa solo i paesi del sud ma tutta l’Unione, perché quella che abbiamo di fronte è una minaccia comune e provare a stabilizzare il paese è una priorità comune».

Parlando di Libia riecco poi tornare l’allarme migranti. «Nel 2015 dobbiamo essere preparati ad affrontare una situazione più difficile dello scorso anno», dice il direttore esecutivo di Frontex Fabrice Leggeri in un’intervista all’Ansa. «A seconda delle fonti ci viene segnalato che ci sono tra i 500mila ed un milione di migranti pronti a partire dalla Libia. Se si vuole che Frontex faccia più operazioni abbiamo bisogno di risorse e staff e dell’impegno degli Stati membri a rendere disponibili i loro mezzi».

Un buon accordo con Teheran sul programma nucleare iraniano è a portata di mano. A confermarlo sempre la Mogherini, impegnata nella riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Ue a Riga, che lancia anche una frecciata a Netanyahu dopo le parole al Congresso degli Stati Uniti: «Penso che un buon accordo sia a portata di mano. Penso anche che non ci potrà essere alcun accordo se non troveremo un buon accordo. E questo è un messaggio che dobbiamo trasferire a tutti i nostri amici e partner».

La Mogherini poi torna anche sulla questione ucraina, confermando il sostegno a Kiev sul piano umanitario e su quello di una «soluzione politica per la pace». «I 28 Paesi dell’Ue sono uniti sia quando si tratta di decidere misure per sostenere l’accordo che anche sulle sanzioni perché tutti sanno bene che l’unità è la nostra forza». E al Congresso americano che chiede di continuare con le sanzioni alla Russia, dice che «anche dopo la telefonata che ho avuto ieri con il presidente Poroshenko, posso dire che tutti gli sforzi che stiamo facendo sul terreno, a Kiev, con le nostre delegazioni, il sostegno che stiamo dando all’attuazione dell’accordo è la strada giusta. Quello di cui ha bisogno l’Ucraina non è solo il rispetto della sua sovranità e integrità territoriale, ma anche della pace: lavoriamo tutti insieme in queste due dimensioni». E conferma: «Le sanzioni rimarranno fino a che la situazione sul terreno non migliorerà».

Intanto sul fronte gas l’Ucraina ha versato alla Russia altri 15 milioni di dollari. Lo fa sapere il portavoce del colosso russo del gas, Gazprom, Serghiei Kuprianov, precisando che Kiev ha ora a disposizione 63,3 milioni di metri cubi di metano, che dovrebbe bastare fino a metà mese.

Sul fronte terrorismo, le forze governative irachene e le milizie sciite hanno preso il controllo di un’importante arteria di comunicazione a est di Tikrit, la cittadina controllata dall’Isis ma da giorni sotto attacco da parte delle forze lealiste. Secondo un comunicato ufficiale di Baghdad, le forze governative e i miliziani controllano ora l’autostrada che collega ad Dor con Kirkuk. E per i miliziani jihadisti ora i rifornimenti saranno più difficili.

Una nuova Charlie Hebdo. E’ la minaccia recapitata ad un giornale dell’Ecuador, El Universo’. Secondo l’organizzazione Fundamedios e diversi portali di informazione del Paese, è stato minacciato di un attentato simile a quello subito a gennaio dalla rivista satirica francese. La colpa la pubblicazione di una vignetta del disegnatore Xavier Bonilla, uscita domenica scorsa, dove si vedono gli uomini dell’Is colpire un monumento: ‘immagine è accompagnata dalla frase «Finiamola con le manifestazioni culturali degli infedeli». Inoltre appare anche una persona guardare la scena al computer e dire: «Per Allah, Internet è lento». Le minacce sono arrivate tramite una lettera inviata alla sezione ‘lettere al direttore’ firmata da Jose Muniz, che si identifica come un ecuadoriano di 22 anni, che studierebbe l’Islam e sarebbe membro del gruppo islamista. E sibillino annuncia che alla prossima pubblicazione provocatoria «chiamerò i miei amici in Siria per avvertirli di quello che succede in Ecuador e che vengano ad uccidere questo disgraziato».

Nove persone sono rimaste ferite da due uomini armati di coltello in una stazione ferroviaria della città di Canton, nella provincia cinese del Guangdong. Secondo le autorità locali l’assalto è avvenuto questa mattina. La polizia ha sparato e ucciso uno dei sospettati, mentre l’altro, rimasto ferito, è stato catturato. Cinque i feriti, mentre altri quattro sono più gravi. La polizia ha avviato le indagini. Si tratta del secondo attacco in un anno, dopo quello del 6 maggio scorso, che ha come obiettivo una stazione ferroviaria di Canton. ma nel Paese si parla anche di ambiente. Il presidente Xi Jinping ha infatti promesso di usare il pugno di ferro contro gli inquinatori. L’annuncio è arrivato durante la sessione annuale del Congresso Nazionale del Popolo, dove è stato presentato un rapporto sull’ambiente del Consiglio di Stato, che evidenzia l’aggravarsi del problema inquinamento. Dobbiamo proteggere l’ambiente «come la nostra vita», ha detto Xi, secondo il quale questa lotta serve anche ad assicurare i mezzi di sussistenza.

In Francia intanto fermato l’ex ministro dell’Interno, Claude Guéant, in merito alle indagini sui presunti finanziamenti di Muammar Gheddafi alla campagna presidenziale che nel 2007 portò Nicolas Sarkozy all’Eliseo, questione emersa nel 2012. Secondo Le Monde.fr,gli inquirenti stanno interrogando Guéant riguardo oltre 500 mila euro versati sul suo conto nel marzo del 2008. L’ex ministro ha sempre giustificato quella somma legandola alla vendita ad un avvocato di due quadri del pittore olandese Andries van Eertvelt. L’accusa però parla di una transazione fittizia per trasferire fondi neri.

Infine brutta vicenda in Giappone per un italiano di 40 anni, arrestato dalla polizia di Wakayama, vicino a Osaka, per aver tentato di baciare sulla fronte una ragazza di 21 anni. L’episodio è accaduto mercoledì pomeriggio su un treno e secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, potrebbe trattarsi di un caso di molestie. L’italiano, nel Paese da febbraio ,avrebbe giustificato il gesto come un semplice saluto, ignorando che potesse essere contrario alle norme giapponesi.

 

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