sabato, Ottobre 16

Anche la Gran Bretagna vuole la sua parte di spazio field_506ffbaa4a8d4

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Ha colto di sorpresa una delle ultime esternazioni di Elisabetta II d’Inghilterra, nei suoi 65 anni di regno. L’arcipelago europeo sembra fermamente intenzionato ad investire fortemente nelle attività dello spazio dopo essere stata tra le prime nazioni ad aver partecipato alla grande corsa, appena terminata la guerra, per poi uscirne frettolosamente per motivi economici o forse di opportunità politica rispetto al grande alleato d’oltre oceano. Ma lo speach della regina della scorsa settimana ha rivelato con grande forza, l’intenzione del governo del Regno Unito di tornare nella gara spaziale dopo quasi 50 anni di stop, con la creazione di un ‘porto spaziale’ e il sostegno alle sue aziende. Benché la tradizione le imponga di non intervenire direttamente in politica, quando Lilibet (nomignolo per i pochi vicini ala sovrana) esprime un’opinione, per quanto cauta, le sue parole vengono prese in seria considerazione.

La storia delle attività spaziali inglesi si riallaccia a momenti fortemente drammatici che videro le V2 abbattersi sui quartieri del sud di Londra durante le ultime fasi della seconda guerra mondiale. L’arma che precorreva di poco la concezione dei missili balistici era la Vergeltungswaffe 2 di Joseph Goebbels e Walter Dornberger –su progetto di Wernher von Braun- rappresentò uno stimolo a guerra finita, per tutti quei paesi che per primi riuscirono a consultare gli appunti dei nemici appena sconfitti e “convincere” tecnici e scienziati che avevano lavorato fino ad allora per il male, a superare gli ostacoli e passare dalla parte dei giusti.Quella del reclutamento degli sconfitti fu una manovra come si può comprendere assai complessa che ha modificato essenzialmente gli assetti strategici del mondo e ne ha ridefinito i perimetri etici.

La Gran Bretagna così, al termine della guerra ottenne il suo bagaglio tecnologico che seppe mettere a frutto molto bene con il Black Arrow, razzo vettore sviluppato durante gli anni sessanta dal Royal Aircraft Establishment per lo sviluppo di un razzo vettore derivante dal razzo Black Knight, anche se il vettore fu usato per quattro lanci, i primi due di prova; con il terzo lancio si tentò di mettere in orbita il satellite Orba, ma la missione fallì e solo il quarto tentativo ebbe successo e mise in orbita il satellite Prospero. E per quanto si possa dire che l’Inghilterra sia stata finora l’unica nazione ad avere sviluppato un proprio razzo vettore per il lancio di satelliti, il programma venne cancellato per motivi economici e il governo britannico decise che futuri lanci di satelliti nazionali sarebbero stati effettuati con vettori forniti dagli USA. Un segno di grande miopia di cui le nazioni dovrebbero essere esenti. Perché alcuni prodotti, a prescindere dal costo e dalla loro immediata utilizzazione, rappresentano un patrimonio politico e strategico di grande peso.

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