venerdì, Gennaio 28

Anche la Francia bombarda la Siria field_506ffbaa4a8d4

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Le mire indipendentiste della Catalogna diventano sempre più insistenti. Il Parlamento di Barcellona oggi ha approvato la mozione per staccarsi da Madrid con 72 voti a favore, 63 contrari.  L’obiettivo, come annunciato già durante l’ultimo referendum, è quello di creare uno stato catalano sotto forma di Repubblica. La reazione di Madrid, ovviamente, non ha tardato ad arrivare e infatti il premier Mariano Rajoy ha annunciato un immediato ricorso alla Corte costituzionale di Madrid. E ha detto che, dopo una riunione straordinaria del governo fissata per mercoledì mattina, chiederà la sospensione cautelare della risoluzione catalana. «Siamo decisi a utilizzare tutti i mezzi che lo Stato di diritto ha messo a disposizione della democrazia per difenderla» ha annunciato il premier spagnolo. «Non ci sarà nessuna frattura. Siamo una nazione libera ed europea, una democrazia avanzata. Preserveremo tutto il buono raggiunto insieme», ha poi scritto Rajoy anche su Twitter. Il premier ha, quindi, chiesto agli spagnoli di stare tranquilli e di avere fiducia nelle loro istituzioni. Il Consiglio dei ministri dovrebbe dargli il via libera per il ricorso tra domani e mercoledì, dopo di che verrà presentato al tribunale. «Chiederò l’immediata sospensione di questa iniziativa e di tutti i possibili effetti», ha sottolineato Rajoy, precisando che chiederà di informare al riguardo anche la presidente del Parlamento catalano, l’indipendentista Carme Forcadell, affinché sappia che la risoluzione «non ha nessun valore, né conseguenze». Il premier ha poi chiarito che preferisce non arrivare all’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione, sulla sospensione dell’autonomia per una regione nel caso in cui non rispetti le leggi in vigore. «Vorrei che fosse l’ultimo passo», ha chiarito. Intanto, pare che la Corte avrà 24 ore per pronunciarsi sulla mozione catalane e secondo gli esperti di giurisprudenza potrebbe anche far decadere dall’incarico alcuni membri del palamento catalano. La più esposta sarebbe proprio Carme Forcadell, per aver consentito la votazione su una mozione illegittima. La notizia dell’approvazione della mozione, tuttavia, ha innescato la gioia degli indipendentisti di Barcellona che, stamattina, poco dopo il voto, si è riunito alla sede del Parc de la Ciutadella per festeggiare, con cori e bandiere.

Anche il Portogallo si trova ad affrontare il suo piccolo terremoto politico. Il nuovo governo di minoranza di centrodestra, formato dopo le politiche del 4 ottobre dal premier uscente Pedro Passos Coelho, infatti, ha le ore contate. Il partito comunista Pcp di Jeronimo da Sousa ha annunciato di avere approvato un patto di governo con i socialisti e i neo- trotzkisti del Bloco de Esquerda per la formazione di un governo alternativo guidato dal leader del Ps Antonio Costa. Le tre formazioni, che insieme hanno la maggioranza assoluta nel parlamento monocamerale di Lisbona, voteranno insieme il rigetto del programma di governo dell’attuale primo ministro.  Vincitore delle politiche del 4 ottobre, ma senza maggioranza assoluta, Coelho era stato incaricato dal capo dello stato Anibal Cavaco Silva di formare il nuovo governo, come leader della lista più votata, nonostante l’opposizione di socialisti e sinistre, che denunciavano una perdita di tempo. La costituzione di una coalizione fra socialisti, comunisti e neo-trotzkisti è un fatto inedito in Portogallo. Socialisti e comunisti si sono schierati su posizioni inconciliabili dalla rivoluzione dei garofani contro la dittatura salazarista fino ad oggi

«Va aperta una nuova fase nelle relazioni fra Europa e Sud Est Asiatico, fra Unione europea ed Asean, agevolando la realizzazione di un quadro di riferimento normativo in grado di sostenere quella intensificazione delle relazioni che tutti auspichiamo. L’Italia, Paese fondatore dell’Unione europea e membro del G7, è infatti convinta che la dimensione dell’integrazione regionale sia la sola risposta coerente alla progressiva globalizzazione delle relazioni internazionali». Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando oggi a Jakarta, all’Istituto Lemhannas. «I livelli di integrazione istituzionale dell’Asean e dell’Unione europea» ha proseguito il Capo dello Stato  «non sono facilmente comparabili, ma credo che anche da questo punto di vista una maggiore conoscenza reciproca potrebbe fornire interessanti lezioni». «L’Europa si è trovata a fare tesoro del motto uniti nella diversità. Nella storia europea, infatti, la diversità è spesso stata fattore di contrasto. Dalle tragedie della Seconda Guerra Mondiale, però, i popoli ed i governi d’Europa, o almeno quella parte dove si erano affermati regimi democratici, hanno compreso che non era più il tempo di diversità contrapposte, ma quello di un futuro comune, di ‘un progetto di condivisione europea’, quel principio di condivisione di cui il motto nazionale indonesiano è l’espressione massima».

 

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