lunedì, Novembre 29

Anche il vaccinato nel suo piccolo s’incazza Ritorna la 'maggioranza silenziosa' del '68, sono i vaccinati. Una popolazione di oltre 40 milioni di persone che non ne può più di una minoranza di qualche milione di non vaccinati alla quale è permesso di mettere a rischio la salute di tutti

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Tra le varie cose che l’attuale situazione italiana induce a ricordare il mitico ’68, ce ne è una che sta ricorrendo da qualche giorno con insistenza. La racconto, partendo proprio dal ’68.
Fu un movimento massiccio, partito dalle Università ed esteso alle scuole superiori, che, almeno all’inizio -poi vedremo come è finito- ‘contestava’ alla cultura ufficiale, cioè in particolare ai docenti universitari, l’espressione di una cultura nonché vecchia, reazionaria e filo-americana. Era un movimento, almeno nei suoi vertici, colto, molto colto.

Una delle cose che si facevano da parte degli studenti, era quella di irrompere nelle aule dove erano in corso lezioni, o anche entrarci come studenti interessati a quella lezione, e mettere i docenti in difficoltà domandandogli di parlare della guerra in Vietnam o altro, o anche (i più crudeli, li ho visti io farlo!) ascoltare compunti la lezione e alla fine fare al docente una domanda difficilissima, tesa a mostrarne l’impreparazione. Sul piano sociale, invece, la pretesa all’egualitarismo era molto fraintesa come pretesa a dovere essere tutti valutati allo stesso modo, perché per lo più gli impreparati scontavano, si diceva, una colpa non loro: quella di non essere stati educati fin da piccoli perché, per lo più, figli di famiglie povere o meno abbienti, specialmente operaie.
Per qualche tempo l’establishment di allora si difese malamente e anche con la violenza, ma non riusciva a trovare una soluzione. Anche il PCI (c’era quello, allora) era ostile ai sessantottini perché gli toglievano l’esclusiva della ‘piazza’ e delle rivendicazioni contro il ceto dirigente.
I momenti di maggiore tensione vennero quando, a causa della occupazione delle Università, non si potevano fare gli esami.
Da lì, o almeno anche da lì, partì la risposta da parte dell’establishment, per lo più democristiano, che cominciò ad attaccare il movimento, che impediva ad unamaggioranza silenziosaper esempio di fare gli esami. Sorvolo sul resto che suppongo stranoto. Quella scelta delpotereincentivò i dissidi tra gli stessi studenti, e condusse a fare spompare il movimento, almeno nelle Università (il resto è altra storia e qui non ne parlo), con duecolpi bassi‘: la libertà di scelte dei piani di studio nelle varie Facoltà, e una forma diegualitarismo indotto che si risolveva in voti più alti e addirittura in buffonate tipo gli esami collettivi, eccetera. Ma la cosa più efficace furono i piani di studio, che permisero a molti studenti, che so, di laurearsi in Giurisprudenza senza sostenere l’esame di procedura civile! Insomma, a fare, e pretendere di fare, il corso universitario in fretta e quindi prendersela con chi glielo impediva! Allora le Università telematiche non c’erano.
Ma mi fermo qui, solo per ribadire il concetto dimaggioranza silenziosa‘, che allora era una invenzione, ma oggi è una realtà, con riferimento alla gestione della epidemia.

Ormai è evidente che si è creata una frattura insanabile tra chi, disciplinatamente o se volete stupidamente, si è vaccinato, e chi -molto pochi- no, ma pretende di impedire l’uso degli strumenti intesi ad isolare i non vaccinati.
Il tema diventa vitale, determinante. Poco importa sapere se hanno ragione i no-vax a dire che il vaccino è un modo per introdurre un microchip, o se è vero, come dice Monsignor Carlo Maria Viganò, che gli ‘ammalati’ in ospedale vengono ammazzati dai medici per fare credere che il virus uccide, eccetera.
Ammesso pure che ciò sia vero, ormai è evidente che, di fronte ad una popolazione di oltre quaranta milioni di persone vaccinate (bambini esclusi), c’è una minoranza di qualche milione di non vaccinati, che pretendono, ecco il punto, di impedire o ostacolare certe misure di sicurezza, che, tra l’altro, li escluderebbero da certe cose: i cinema, i ristoranti, il lavoro in fabbrica, eccetera. Non per caso costoro, con l’incredibile ottuso appoggio di Maurizio Landini, pretendono di fare valere il tampone, magari inaffidabile o peggio, rifiutando non solo di vaccinarsi, ma anche di trarre le conseguenze dalla loro mancata vaccinazione.
Tipico, proprio in questi giorni, quella ‘signora’, che in treno mostra un certificato fatto da lei stessa in cui attesta di essersi ‘tamponata’ per conto suo a casa, e alla richiesta di scendere dal treno, si è rifiutata fino all’arrivo della forza pubblica, determinando, però, un ritardo del treno.
Ho citato quel caso perché è un fenomeno minimale, ma significativo anche dell’arroganza acquisita dai no-vax, ma sta in fatto che ogni giorno i vaccinati subiscono una sorta di aggressione di fatto dai non vaccinati, sia perché questi ultimi non indossano la mascherina (che dovrebbero indossare), entrano in locali, dove come ovvio (siamo in Italia, no?) nessuno chiede la certificazione, eccetera.
Curiosamente, ora proprio i più leghisti fra i leghisti protestano contro i non vaccinati, chiedendo di adottare un modo per escluderli dalla possibilità di infettare gli altri: mi riferisco, ad esempio, alla dichiarazione dura dei Presidenti di Regione leghisti, che spiazza pesantemente Matteo Salvini, tanto per non fare nomi.
Ecco la maggioranza silenziosa, che, però, stavolta è del tutto trasversale ai partiti e che comincia a non poterne più. Proprio così, a non poterne più, ma specialmente a sentirsi lei, la maggioranza obbediente e intelligente, discriminata. Altro che le chiacchiere sul certificato che sarebbe una discriminazione. Queste sono sciocchezze, lasciatele dire a qualche sedicente giurista: la discriminazione è quella che permette ad una minoranza (di imbecilli, ma non è questo ciò che rileva) di pretendere di sopportarla, di vederla ostentatamente senza mascherina, di subirne gli insulti e le ironie, ma specialmente di metterne in pericolo, in grave pericolo, la salute. Hai voglia di dire che anche -ripeto ‘anche’- alcuni vaccinati si sono ammalati, magari infettati da non vaccinati, hai voglia: il dato è chiaro e incontrovertibile, la maggioranza dei non vaccinati, la maggioranza di una sparuta minoranza, si ammala e infetta.
Si potrebbe dire che se si ammalano peggio per loro. Certo, ma quanto costano a quelli che invece si sono vaccinati? Quante persone, che poi magari muoiono, hanno infettato vaccinati o non che siano? Quanti intralci provocano sia perché ‘manifestano’, sia perché creano rischi e perdite di tempo? e mi darete atto che io ho gridato contro le misure di divieto di manifestazione!


Vedete, io non sono un sociologo, ma giro per la strada. E vedo la gente sempre più arrabbiata, anzi, diciamolo bene, incazzata, quando entra al ristorante e nessuno gli chiede il certificato, ma specialmente quando vede che pochi imbecilli vengono lasciati mettere a repentaglio la salute degli altri, la maggioranza, appunto, col rischio che l’epidemia riesploda e, tra il resto, metta di nuovo in ginocchio l’economia. Sempre più spesso sento gente inferocita che aspetta una visita oncologica, ginecologica, o altro e non riesce ad averla perché gli ospedali sono sempre più intasati dai pazienti col Covid.

Attenti signori del Governo, attenti signori politicanti, non vi state minimamente rendendo conto che la gente non ne può più, e che l’epidemia non è un qualunque inconveniente. In Italia da decenni siamo abituati a fare code infinite agli sportelli pubblici perché l’amministrazione non funziona e se ne frega dei cittadini, siamo abituati a vederci prenotare una radiografia a sette mesi, a non vedere mai un poliziotto o vigile urbano o che so io che faccia il suo mestiere multando, arrestando chi viola la legge, eccetera. Ma ora si comincia ad averne abbastanza.
Sarà un caso, ma è perciò che mi è venuto in mente il ’68, ma sento di studenti, di sindacatini di studenti (spero Landini stia zitto stavolta) lamentare lo stress dell’esame scritto che si aggiunge allo stress della epidemia, e chi più ne ha più ne metta.
Che facciamo professor Draghi: un esame di maturità collettivo con gli studenti a rispondere in coro?
Attenti, signori dell’establishment, lagente comune‘, come la chiamate voi, non ne può più, credetemi. Il futuro è incerto, il lavoro manca, i prezzi aumentano, i cittadini vengono trattati dallo Stato come pezze da piedi, ma le pezze da piedi cominciano ad essere esasperati, altro che stressati … quella è roba per la signora Cirinnà privata della sua pagatissima cameriera.
La gente non è stressata, professor Draghi, è incazzata, e non è detto che continui solo ad ingurgitare camomilla.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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