mercoledì, Ottobre 20

Anakonda 2016: un’esercitazione controversa

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All’inizio delle scorso giugno, si è tenuta in Polonia la gigantesca esercitazione militare Anakonda 2016, cui hanno preso parte circa 25.000 uomini appartenente a 19 diversi Paesi membri della Nato, tra cui Stati Uniti, Germania, Turchia e Gran Bretagna, e ben 6 partner dell’Alleanza Atlantica, vale a dire Georgia, Ucraina, Kosovo, Macedonia, Svezia e Finlandia.

Da tempo, peraltro, questi ultimi due Stati  hanno varato un processo di avvicinamento alla Nato, arrivando a partecipare al vertice dei ministri degli Esteri dei Paesi aderenti all’Alleanza di maggio. Sebbene la lettera ’k’ che compare nella sigla dell’esercitazione simboleggi la guida polacca delle operazioni, in realtà a dirigere il tutto è stato il Comando Europa (Eucom) degli Stati Uniti, la cui ’area di competenza abbraccia ben 51 Paesi disseminati tra Europa e Asia, Federazione Russa compresa, con l’obiettivo ufficiale di «promuovere gli interessi strategici Usa in Eurasia».

Scopo dell’operazione è quello di favorire l’interoperabilità tra gli eserciti di tutti i Paesi partecipanti attraverso «missioni di assalto di forze multinazionali aerotrasportate», tra cui la 173° brigata Usa di stanza a Vicenza, a ridosso del territorio russo. Il conferimento della direzione delle operazioni alla Polonia rappresenta una forma di gratificazione per gli sforzi profusi da Varsavia nel corso degli ultimi mesi, a partire dall’allargamento delle forze armate a partire dal 2017 con ulteriori 50.000 uomini, la maggior parte dei quali saranno inquadrati in una milizia paramilitare incaricata di «impedire alla Russia di annettersi territori della Polonia, coma ha fatto in Ucraina». I membri di questo nuovo corpo paramilitare saranno retribuiti a cadenza mensile non appena inizieranno i  corsi di addestramento, previsti per settembre, tenuti da istruttori statunitensi. Il modello di riferimento è quello sperimentato in Ucraina, dove addestratori della Nato hanno formato la Guardia Nazionale di cui fanno parte battaglioni neofascisti come l’Azov e l’Aidar. Il tutto rientra nel programma di aumento delle spese militari predisposto dal governo polacco dietro il pungolo statunitense, che secondo i calcoli dell’esecutivo dovrebbe assorbire circa 35 miliardi di dollari entro il 2022.

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