mercoledì, Aprile 21

Amsterdam tenta di combattere il fenomeno della Disneyfication Il termine è utilizzato per indicare i reclami che la cittadinanza esprime nei confronti dell'impatto spietato del turismo di massa che avviene nelle città

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Le autorità di Amsterdam stanno prendendo in considerazione nuove misure restrittive per limitare il numero di turisti che visitano la città. Come altre città d’Europa, Amsterdam è stata inondata dai turisti negli ultimi anni. Basti pensare che, solamente nel 2016, ha accolto circa 12 milioni di visitatori, che hanno letteralmente ‘invaso’ la città per ammirare le bellezze artistiche del luogo.

Le autorità competenti hanno preso dei provvedimenti, come la limitazione delle attività di Airbnb (portale online che mette in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi), il divieto di costruire nuovi alberghi nel centro città e l’introduzione di una tassa sui pernottamenti, attualmente fissata al 5% della tariffa, per poter affrontare il fenomeno della ‘Disneyfication.

I critici sostengono che le misure adottate potrebbero rivelarsi inefficaci perché gran parte della vivacità di Amsterdam dipende dai giovani turisti, e non solamente dai visitatori benestanti, che preferiscono alloggiare in alberghi economici per poter risparmiare e godersi la loro vacanza con un budget ridotto. Secondo altri, invece, le autorità dovrebbero rendere più attraente la periferia affinché il flusso dei turisti si sposti nelle zone limitrofe, evitando così la distinzione fra le varie tipologie di turisti e apportando dei benefici all’economia della città che in questo modo non ne risentirebbe.

Secondo il Consiglio del turismo olandese, la soluzione migliore è quella di «soffrire più diversità e sviluppare l’attività turistica piuttosto che limitarla ad un’idea obsoleta del visitatore modello». Alcuni cittadini, però, sostengono che il turismo stia diventando insostenibile e la città stia assomigliando, sempre più, ai parchi divertimento che hanno dato vita al fenomeno della ‘Disneyfication’.

Ciò significa che Amsterdam ha raggiunto il punto di saturazione e il centro cittadino è talmente pieno di turisti che non si riesce più a vivere e, nonostante l’attuazione di principi urbanistici all’avanguardia, come la creazione di un di strade percorribili e divieti posizionati nei punti critici della città, i risultati sono piuttosto allarmanti e i cittadini continuano a lamentarsi del turismo di massa che rovina i quartieri in cui abitano.

Ma cosa significa esattamente il termine Disneyfication? Il termine è utilizzato, in alcuni casi, per indicare i reclami che la cittadinanza esprime nei confronti dell’impatto spietato del turismo di massa, che sta colpendo tantissime città del mondo, come Amsterdam, che sta assomigliando, sia nella logistica che nell’impianto urbanistico, al parco giochi per bambini EuroDisney.

Infatti in città, come nel parco divertimenti, si possono trovare oggetti ricordo, cartoline, negozietti tipici che producono prodotti locali, caffè o ristoranti nei quali sedersi e ordinare un pranzo o una cena e, inoltre, in ambedue i luoghi, il flusso turistico è, ovviamente, in esubero.

Se da un lato si privilegia l’avvento dei turisti, dall’altro le lamentele continue focalizzano l’attenzione su un tipo di fenomeno che è diventato ingestibile.

Il modello Disney è diventato, nel tempo, per i progettisti della città molto attraente e di possibile attuazione, perché secondo loro, se si struttura un centro abitato, seguendo le linee guida di un parco divertimento, si possono ridurre tutte le complicazioni delle città contemporanee che, solitamente, sono sovraffollate ed imprevedibili.

Non tutti sanno, infatti, che i parchi a tema sono spazi molto ordinati ed ogni minuscolo passaggio è stato progettato utilizzando strumenti avanzati per il controllo del pubblico. Le telecamere, ad esempio, svolgono un ruolo sempre più importante anche nelle nostre città, dato che monitorano la situazione e il flusso continuo di gente che si muove per le strade cittadine.

Dunque, il fenomeno dovrebbe essere preso come modello per rivitalizzare le aree urbane e per ideare tutte quelle possibili soluzioni volte a migliorare l’ambiente in cui si vive, soprattutto dal punto di vista commerciale ed economico.

Disney ha disegnato i suoi parchi per mostrare al mondo intero che sarebbe potuta nascere la cosiddetta ‘architettura della rassicurazione’, progettata per ricreare un ambiente confortante e a misura d’uomo. Disney, infatti, ha tentato di creare un mondo in miniatura, dove poter tranquillamente passeggiare e godersi una giornata in compagnia, senza preoccuparsi del traffico o di eventuali pericoli presenti nelle città.

L’idea non è quella di sostituirsi al caos urbano, inevitabile, ma è quella di riorganizzare gli spazi pubblici in maniera ordinata e intelligente. Ciò permetterebbe di eliminare vari problemi, come quello del turismo di massa, e invece che concentrarsi solamente nel centro storico, i turisti potrebbero muoversi anche in altre aree, precedentemente messe a nuovo, ed apprezzare nuove realtà mai viste prima.

E’ pur vero che i parchi a tema sono stati ideati come spazi pubblici per far divertire la gente e non presentano le problematiche di una città, ma lo spunto che gli architetti e gli ingegneri potrebbero prendere in considerazione è quello di far confluire le loro energie verso la creazione o rivitalizzazione di aree urbane alternative che possano contenere l’enorme flusso di turisti, senza porre come condizione d’obbligo la distinzione fra ‘turisti fai-da-te’ che fanno parte, principalmente della categoria giovani, ma che contribuiscono nettamente al bilancio economico della città, e ‘turisti benestanti’ che, dato il loro corposo patrimonio, alloggiano in hotel di lusso e acquistano, magari, prodotti di ottima qualità e capi d’alta moda.

Dunque, si dovrebbe pensare ad una soluzione innovativa e avanguardista per non scoraggiare il turismo di massa e per non favorire, di conseguenza, un turismo di nicchia che sicuramente potrà apportare benefici, ma alla lunga svuoterebbe le strade della città.

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