martedì, Maggio 18

Amnesty contro Israele: 'A Rafah crimini di guerra'

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Si prepara una estate (e non solo) bollente per Israele. Dopo la relazione della Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite che aveva parlato di ‘possibili crimini di guerra’ da parte di Israele nella guerra della scorsa estate tra Hamas e lo Stato ebraico a Gaza e che ha provocato 1462 vittime civili tra i palestinesi e 6 tra gli israeliani, oggi è arrivata anche l’accusa ancor più forte da parte di Amnesty International. Secondo l’organizzazione umanitaria le forze armate israeliane avrebbero compiuto crimini di guerra nella zona di Rafah. Il tutto è contenuto in un rapporto presentato oggi a Gerusalemme. I fatti incriminati sono avvenuti tra l’1 e il 4 agosto, quando furono uccisi 135 palestinesi fra cui 75 minorenni dopo che un ufficiale israeliano era caduto in un agguato di Hamas. «Israele agì con una terribile indifferenza verso le vite umane civili, e lanciò attacchi sproporzionati ed indiscriminati», dice Amnesty.

Dura la reazione di Israele: «Amnesty International falsifica la realtà nel suo rapporto sui combattimenti di un anno fa a Gaza» il commento del ministero degli Esteri, che parla di rapporto lacunoso «nella metodologia, nella ricostruzione dei fatti, nelle analisi e nelle conclusioni». E va avanti con il suo piano di nuovi insediamenti in Cisgiordania. Il premier Benjamin Netanyahu infatti ha approvato la costruzione di 300 alloggi a Beit El, insediamento nella periferia nord di Ramallah, e di 500 a Gerusalemme Est.

Colpo importante all’estremismo islamico. Il leader supremo dei talebani, il mullah Omar, è morto. A darne notizia un funzionario del governo afghano a 1TvNews, secondo cui sarebbe deceduto due o tre anni fa, vicino al confine con il Pakistan a causa della tubercolosi. Ma i vertici del governo afgano ancora non confermano: «Appena potremo verificare informeremo il popolo e i media», ha affermato il vice portavoce del presidente afghano Ashraf Ghani, Zafar Hashemi. Ma i talebani negano tutto. Solo in serata la conferma da parte degli 007 afghani: Il mullah Omar «è morto in ospedale a Karachi nell’aprile del 2013 e in circostanze misteriose».

Continua senza sosta la lotta all’ISIS. Almeno 12 soldati egiziani sono  stati uccisi dall’esplosione di due autobomba vicino Ramadi (Iraq), controllata dai jihadisti. Lo riferisce la tv satellitare al Arabiya. In Yemen invece è di almeno tre morti il bilancio di un attentato a Sanaa, dove un’autobomba è esplosa davanti a una moschea vicino all’ospedale ‘ath-Thawra’. A rivendicare l’attentato l’ISIS, che ha agito in una zona presa di mira anche in passato proprio per colpire gli Houthi, i ribelli sciiti che ora controllano la capitale.

Intanto aerei turchi hanno bombardato le postazioni della guerriglia curda nel nord dell’Iraq. A confermarlo non il governo ma il PKK. E sempre nella notte si sono registrati anche attacchi con
lanciagranate contro uffici e caserme della polizia nelle provincie di Diyarbakir e Hakkari, senza vittime. E se la Germania punta ad aprire un nuovo dialogo tra le parti, ecco arrivare l’accusa del leader del partito turco filo-curdo Hdp, Selahattin Demirtas dai microfoni della BBC: «La Turchia non ha intenzione di colpire l’Is attraverso la zona di sicurezza (vicino Aleppo, ndr). Il governo turco è seriamente preoccupato  che i curdi cerchino di creare uno stato autonomo in Siria. Erdogan non permetterà mai che questo accada. La zona di sicurezza mira a fermare i curdi, non l’Is. In realtà, la Turchia dovrebbe lavorare con le forze curde per creare quest’area, dovrebbero collaborare».

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