giovedì, Maggio 13

Americhe: Il mondo che non c’era

0
1 2 3


Tra i primi a considerare quegli oggetti vere e proprie opere d’arte fu senz’altro Albert Durer che, di fronte ai regali di Montezuma a Cortes, giunti a Bruxelles nel 1520 scrisse: «Queste cose son più belle che delle meraviglie… nella mia vita non ho mai visto cose che mi riempissero di gioia come questi oggetti». E di Montezuma possiamo ammirare nella Mostra il ritratto fattone da Antonio Rodriguez e la famosa maschera in onice verde conservata al museo degli Argenti di Firenze. Fra gli oggetti della collezione Ligabue, costituiscono preziose fonti d’informazione diverse maschere di pietra di Teotihucan, la più grande città della Mesoamerica (Messico centrale), che vuol dire ‘La città dove si fanno gli dei’, e dove furono costruiti monumenti emblematici come la Piramide del Sole, della Luna e del serpente piumato, e un nucleo di vasi Maya d’epoca classica che costituisce il nucleo più consistente.

Da segnalare anche l’importanza delle testimonianze delle culture Tlalica e Olmeca (dal 1200 al 400 A.C.), con varie figurine antropomorfe -per lo più femminili con evidente deformazione cranica ed elaborate acconciature- di ceramica cava provenienti da necropoli, che nel secolo scorso affascinarono il pittore Diego Rivera, la moglie Frida Kahlo e artisti surrealisti, come André Breton, Pauil Eluard, e lo scultore Henry Moore, che diventarono a loro volta collezionisti di queste figure. Colpiscono l’immaginazione la Grande Venere con le mani sul ventre e la testa deformata appartenente alla cultura Chupicuaro (tra il 400 e 100 a.C), le urne cinerarie della cultura Zapoteca (Centro Messico), le statuette in ceramica di Veracruz e le repliche in pietra di accessori del gioco della palla, che era anche un rito sacro.

Questa Mostra sottolinea non solo l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato (Regione Toscana, Fondazione Ligabue -che ha sede a Venezia- , altri gruppi privati e i musei fiorentini, che conservano quanto raccolto dalle dinastie Medici e Lorena), ma il valore e in taluni casi il primato degli stessi musei scientifici fiorentini, come l’Archeologico, il Museo della Specola e quello di Antropologia (il primo in Italia fondato dal grande antropologo e fisiologo Paolo Mantegazza), il Museo Galileo, la Fondazione Scienza e Tecnica, il Giardino dei Semplici. Lo hanno sottolineato sia la Vicepresidente della giunta regionale Monica Barni, che Stefano Casciu, Direttore del polo museo regionale ed esperto del barocco. Quest’ultimo ha detto: «Con questa mostra dimostriamo che ci sono tante Firenze da scoprire; enorme è il potenziale del sistema del sistema museale fiorentino, che non è solo il Rinascimento. Vi è una tale quantità di materiale per progetti meravigliosi».

Un tema da approfondire e intorno al quale è stato abbozzato dal Comune un progetto ambizioso e discutibile.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->