lunedì, Giugno 14

America Latina: l’allarme povertà nelle zone rurali La FAO lancia l’allarme: in America Latina la povertà aumenta nelle aree rurali. Ecco i motivi e le soluzioni discusse ieri a Buenos Aires

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La povertà nelle aree rurali dell’America Latina e dei Caraibi è aumentata per la prima volta in un decennio; lo scrive a chiare lettere la FAO in una nuova pubblicazione presentata ieri durante la Settimana dell’agricoltura e dell’alimentazione che si sta tenendo a Buenos Aires dal 20 al 23 Novembre. Tra il 2014 e il 2016 la povertà rurale è cresciuta raggiungendo un totale di 59 milioni di persone: questo il dato che spicca durante la prima edizione del Panorama della povertà rurale in L’America Latina e i Caraibi, un’inversione di marcia rispetto a quello che sembrava un netto miglioramento di vita nelle aree rurale nell’intera regione.

Il trend, fino a qualche anno fa, era in positivo: dal 1990 al 2014, infatti, la povertà rurale è diminuita di quasi 20 punti percentuali. In questa fascia, il 46% della popolazione rispetto al 65% di partenza. Poi, però, le cose sono nuovamente cambiate: tra il 2014 e il 2016, lil tasso è aumentato di due punti percentuali sia per l’indice di povertà che per quello di povertà estrema. I dati parlano rispettivamente del 48,6% e del 22,5%. «Non possiamo tollerare che uno su due abitanti rurali sia povero, e uno su cinque, indigente. Peggio ancora, abbiamo subito un’inversione storica, una rottura di tendenza che chiarisce che ci stiamo lasciando le nostre zone rurali alle spalle», ha evidenziato Julio Berdegué, rappresentante regionale della FAO.

Insomma, se da un lato si parla di crescita economica e di paesi in forte ascesa, dall’altro, di fronte c’è un chiaro problema irrisolto: quello delle aree marginali del subcontinente. L’ultima volta che l’intera area aveva subito una simile battuta d’arresto, è stato a causa degli effetti posticipati della crisi mondiale del 2008. Ed ora, di nuovo, dei segnali allarmanti.

Diamo un’occhiata ai dati: le persone che vivono nelle aree rurali rappresentano il 18% dell’intera popolazione e se la percentuale vi sembra piuttosto bassa, basta pensare che, però, rappresenta il 29% di tutti i poveri dell’America Latina. Altro particolare: coloro che vivono in condizioni di estrema povertà nella regione sono 27 milioni di persone; il 41% di questi vivono in aree rurali. «Le campagne e le aree rurali sono fondamentali per la crescita economica dei paesi, per lo sviluppo delle loro esportazioni e per l’impiego di milioni di persone», ha affermato Berdegué. «È lì che troviamo le radici dell’agro-industria -che spinge l’innovazione scientifica e tecnologica nella regione -così come migliaia di agricoltori familiari che producono la maggior parte del cibo per il consumo locale».

Ma qual è, quindi, il problema delle aree rurali?

Secondo il rapporto, alla radice vi sono povertà, insicurezza e vulnerabilità ambientale. Queste le principali cause che hanno portato ad un trend in negativo e anche all’ondata migratoria cui stiamo assistendo. Secondo la FAO, inoltre, l’abbattimento della povertà in queste aree al margine aiuterebbe ad affrontare il problema attività illegali, tra cui il traffico di esseri umani e quello delle droghe, fattori che a loro volta influiscono sul sentimento di insicurezza della popolazione.

La maggior parte delle persone che abbandonano l’America Latina, fuggono dai comuni rurali, incluse le piccole città. «La migrazione irregolare e insicura dalle campagne è una priorità sociale e politica», ha continuato Berdegué, proponendo una via di risoluzione: «trasformare i territori rurali in luoghi prosperi e socialmente coesi». Ovvero, curare lo sviluppo delle campagne equivale a raggiungere lo sviluppo sostenibile.

Uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG’s), infatti, prevede la riduzione di almeno la metà della percentuale di persone che vivono in povertà entro il 2030. Secondo il rapporto della FAO, tutto questo sarà particolarmente difficile se non impossibile. Poco incoraggiante, certo, ma è una conclusione basata su dati che non prevedono un miglioramento significativo. «Senza lo sviluppo rurale non ci sarà uno sviluppo sostenibile, dal momento che 132 dei 169 obiettivi degli SDG sono intimamente legati allo sviluppo rurale, e due obiettivi su dieci possono essere raggiunti solo in queste aree».

Durante l’incontro di ieri a Buenos Aires si è discusso proprio possibili misure risolutive: creare settori agricoli efficienti, totalmente inclusivi e pienamente sostenibili investendo altresì in beni pubblici; si dovrebbe partire da lì. Poi, occorrerebbe valorizzare quella terra garantendo l’accesso ad essa, ai servizi che offre puntando anche su un’informazione adeguata che possa far conoscere alla gente le opportunità ed i rischi. Aiuterebbe senz’altro anche estendere i programmi di protezione sociale alle zone rurali, promuovendo sinergie con il settori produttivo e agricolo.

Ma nessun risultato positivo potrà esserci se non si partirà dall’estirpare proprio le cause di tutto questo. Sarà essenziale, infatti, la gestione sostenibile delle aree naturali, ed a proposito di queste, lo sappiamo, l’America Latina ha un patrimonio enorme. La FAO parla altresì di collegamento delle politiche di riduzione della povertà con la sostenibilità ambientale e di promozione della resilienza contro gli shock ambientali ed economici.

Non da meno, occorrerebbe promuovere l’occupazione rurale non agricola mediante collegamenti tra le città e le campagne, investimenti privati ed il miglioramento delle infrastrutture di base. Si potrebbe partire dal migliorare le infrastrutture aumentando e intensificando gli investimenti pubblici nelle risorse territoriali e collegando le infrastrutture con i servizi pubblici associati.

Insomma, la soluzione per la povertà sembra essere più che chiara. Eliminare la povertà in alcune regioni è possibile solo partendo dalle aree rurali. Una priorità politica come dice Berdegué. Quindi è una soluzione chiara ma non facile? Oppure c’è dell’altro? Perché se è tutto cosi limpido i governi che si stanno susseguendo in America Latina non riescono a trovare un modo adeguato per partire proprio da lì?

 

https://www.youtube.com/watch?v=kkA-p_qaM64

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