mercoledì, Agosto 4

America centrale, il SICA al suo XLVII vertice

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Un’altra tematica molto importante è stata quella sulle malattie veicolate dalle zanzare, in particolare la zika, la dengue e la chikunguña. Patologie che, come risaputo, quest’anno si sono espanse in modo particolarmente preoccupante, tanto da creare problemi anche per l’organizzazione dei Giochi olimpici in Brasile previsti per il prossimo agosto. Anche in questo caso la speranza è quella di trovare un’azione perseguibile in modo comune per diminuire l’incidenza di queste malattie.

A tornare alla ribalta tra le preoccupazioni dei paesi dell’America centrale è stato anche l’argomento del cambiamento climatico, ampiamente dibattuto durante COP21, occasione in cui molti Paesi dell’America Latina, tra cui in particolare il Perù, hanno avuto un ruolo da protagonisti. Per quanto riguarda quest’area il tema più importante a riguardo sarebbe quello della riforestazione, obiettivo che potrebbe portare a un doppio risultato: quello di diminuire la presenza di anidride carbonica nell’atmosfera, ma anche quello di rallentare i cartelli della droga, che trovano nelle foreste un ostacolo per lo sviluppo delle proprie rotte clandestine. A questo riguardo un appunto sarebbe da fare al Nicaragua, che con il suo progetto per un canale transoceanico rischia di radere al suolo un numero significativo di ettari di foresta con conseguenze devastanti per l’ambiente. Vista l’assenza di questo Paese alla conferenza, però, questo argomento non sembra esser stato trattato.

L’obiettivo più ambizioso del SICA, comunque, è risultato essere quello di una integrazione politica ed economica più ampia, che vada a toccare tematiche storicamente riservate alla sovranità dei singoli governi nazionali, come per esempio gli scambi commerciali, l’istruzione e la sicurezza.

Con questo vertice senza dubbio il SICA si è dimostrato molto ambizioso e la volontà di cooperazione tra i Paesi dell’area ha trovato nuovo entusiasmo. Bisognerà però vedere quanto la crisi economica che sta colpendo anche quest’area, che come l’Unione Europea stessa sta sperimentando sulla propria pelle è uno dei fattori che più influenza in negativo la volontà degli stati di cedere sovranità ad un organo sovranazionale, influenzerà le scelte dei singoli stati membri. La cooperazione potrebbe essere una buona occasione di crescita per l’America centrale, ma la strada per la riuscita di un’integrazione soddisfacente appare ancora lunga e tortuosa.

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