venerdì, Aprile 16

Ambiente: meno morti, più danni economici Il numero di perdite di vite causa i disastri idro-metereologici è diminuito di 10 volte, le perdite economiche sono aumentate di 50 volte

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Ciclone-Hudhud

New Delhi – La tempesta ciclonica Hudhud è stata devastante nella zona costiera della città di Visakhapatnam e nei distretti adiacenti dello Stato di Andhra Pradesh, nel sud dell’India. Ma la tempesta non ha accumulato forza e non è durata a lungo grazie a una serie di colline intorno alla città che l’hanno fermata lo scorso 12 ottobre. Sul lato orientale, anche lo Stato di Odisha è stato parzialmente colpito ma non ci sono segni di devastazione.
La perdita di vite è stata controllata. Finora il bilancio delle vittime della tempesta ciclonica Hudhud è di 24 persone, 3 ad Odisha e 21 ad Andhra Pradesh.
La tempesta ciclonica Phailin, che aveva colpito la costa di Gopalpur nell’ottobre 2013, e la successiva alluvione avevano ucciso 44 persone.
Nell’ultima decade, il bilancio delle vittime dovute ai cicloni si è ridotto drasticamente rispetto a quello del super ciclone del 1999 che ha colpito la costa settentrionale di Odisha causando la perdita di più di 10.000 vite.

«L’attività del Governo, la prontezza della comunità, le comunicazioni di allerta e tutto ciò che si è imparato dal ciclone precedente, hanno contribuito alla riuscita delle operazioni di evacuazione, all’efficacia delle azioni di preparazione e alla riduzione dell’impatto», sostiene il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente UNEP nell’apprezzare la risposta del Governo indiano al ciclone Phailin del 2013.
Al fine di salvare vite umane dalla collera del ciclone Hudhud, i villaggi vulnerabili delle zone basse sono stati evacuati e più di 700.000 persone sono state trasferite nei rifugi anticiclone di Odisha e Andhra Pradesh, come da bollettino del Governo.

L’allarme iniziale dato dal Dipartimento Meteorologico dell’India (IMD), l’azione tempestiva in risposta ai disastri, la prontezza amministrativa a livello statale, nazionale e locale, indicano che l’India ha effettivamente potenziato la sua capacità di affrontare le calamità naturali come i cicloni e le alluvioni.

Anche se l’India ha avuto successo nel diminuire la perdita di vite umane, l’impatto sociale ed economico dei disastri idro-metereologici è diventato una preoccupazione sempre più grande. «Globalmente, il numero di perdite di vite a causa dei disastri idro-metereologici, come i cicloni, è diminuito di 10 volte, ciò nonostante le perdite economiche sono aumentate di 50 volte», sostiene l’UNEP.

La perizia ufficiale dei danni causata dal ciclone Hudhud deve ancora essere fatta, ma in base alle stime che si stanno effettuando, il costo dei danni si aggira intorno a 1,6 miliardi di dollari.

A parte i danni fisici causati da questi disastri, «Fino ai primi anni del 2000, l’India spendeva intorno ai 300 milioni di dollari all’anno per la preparazione, l’evacuazione e il soccorso nei disastri. L’anno scorso, il Paese ha speso più di 1,6 miliardi di dollari», ha scritto Ajay Sreevatsan di ‘The Hindu’. «La spesa per i soccorsi è salita da 5712.04 crores di rupie nel 2011/12 a 10684.02 crores di rupie nel 2013/14»

Come riportato nel Rapporto Globale delle stime del 2011 delle Nazioni Unite per le Strategie Internazionali per la Riduzione dei Disastri UNISDR, «Dal 1981, le perdite economiche dovute ai disastri ambientali stanno aumentando più velocemente del PIL pro capite nei Paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico OECD. Questo significa che il rischio di perdere il benessere a causa dei disastri ambientali supera ora il punto in cui il benessere stesso può essere creato».

«Malgrado l’importanza dei costi potenziali e delle perdite di introiti, ridurre i rischi causati dai disastri è ancora percepito come una priorità minore rispetto alla stabilità fiscale, alla disoccupazione o all’inflazione» riporta l’UNISDR in un documento intitolato ‘Attraverso un Quadro Post-2015 per la Riduzione del Rischio delle Catastrofi’, nel quale sostiene che è «essenziale continuare ad armonizzare, integrare e includere la riduzione dei rischi dei disastri all’interno delle politiche e dei programmi per lo sviluppo sostenibile e lo sradicamento della povertà».

Quindi, oltre a dover prendere misure adeguate per salvare le comunità soggette alle catastrofi, l’India deve includere la gestione del rischio dei disastri ambientali nel programma di sviluppo e nei programmi di sradicamento della povertà. Come osservato dall’UNISDR, il coinvolgimento delle comunità, e più in generale l’adozione di un approccio comune alla gestione dei rischi, potrebbe essere il modo migliore di ridurre i rischi in termini economici e di efficienza.

 

Traduzione, Sara Merlino

 

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