martedì, Settembre 21

Alto rischio ambientale

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Tutela ambiente

Bangkok – «Il Bangladesh, la Sierra Leone ed il Sud del Sudan guidano la classifica delle Nazioni che stanno affrontando un livello estremo di rischio derivante dai cambiamenti climatici, consentendo in questo modo il contestuale esplodere di conflitti civili» questo è quanto si evince da uno studio compiuto dai ricercatori inglesi di Maplecroft.

Un totale di 32 Nazioni sulle 196 sottoposte a studio e analisi indicano chiaramente il livello di esposizione al rischio climatico secondo i dati emessi dal centro ricerche inglese e come ampiamente riportato da un lancio di agenzia di ‘Bloomberg‘.

La Maplecroft  identifica 32 Nazioni ad alto rischio nel suo Indice di Vulnerabilità ai Cambiamenti Climatici CCVI che valuta la sensibilità della popolazione, l’esposizione fisica delle Nazioni e le capacità dei Governi di adattarsi ai cambiamenti climatici nell’arco dei prossimi 30 anni.

Nigeria, Ciad, Haiti, Etiopia, le Filippine, la Repubblica Centrafricana e l’Eritrea sono nel Gruppo delle prime dieci Nazioni a forte rischio.

Le Nazioni minacciate sono tutte accomunate da una grande dipendenza dal settore agricolo, che vede assommate in sé il 28 per cento delle loro economie. Il rischio climatico, combinato con la insicurezza alimentare, agisce come una «minaccia multipla che può dare adito a conflitti civili», si annota nel testo della ricerca.

«Il business globale e l’apparato militare ora guardano ai cambiamenti climatici come un rischio nel management di livello imperativo», ha affermato James Allan, Capo del reparto sviluppo presso la Maplecroft, in un suo testo reso pubblico in questi giorni. «L’ identificazione dei punti focali sosterrà un’ organizzazione proattiva  i Governi interverranno nei loro processi decisionali».

Altre Nazioni ora si profilano nel novero di quelle esposte ad alte quote di rischio quali l’India, il Pakistan ed il Guatemala.

Per quanto attiene nello specifico circa il rischio alimentare, la ricerca dell’agenzia inglese sottolinea il fatto che si stima un potenziale declino di più del 50 per cento di alcune risorse come il riso, la farina e la maizena nell’arco dei prossimi 35 anni proprio a causa dell’impatto dei cambiamenti climatici. Questo scenario è particolarmente significativo per almeno 32 delle Nazioni sottoposte ad analisi e valutazione. Undici di esse sono classificate “ad alto rischio” secondo l’Indice di Rischio sulla Sicurezza Alimentare Maplecroft. L’agenzia di ricerche e valutazioni inglese, quindi, combina i due fattori: da una parte i rischi ambientali derivanti dai cambiamenti climatici e dall’altra la capacità gestionale e politica dei Governi delle Nazioni a rischio che potrebbero innescare potenzialmente potenti contrasti sociali, sempre a causa degli effetti derivanti dalle capacità di fronteggiare le mutazioni del clima e i suoi effetti sulle risorse naturali e alimentari nazionali.

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