mercoledì, Dicembre 1

Alta tecnologia al servizio del patrimonio culturale italiano Ecco i centri di eccellenza per il restauro e la salvaguardia dei beni artistici

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Oltre al Laboratorio di Diagnostica e del Restauro, che si occupa delle opere d’arte, nei Musei Vaticani esiste anche quello di Restauro della Biblioteca Vaticana, fondato attorno al 1890 per volontà di papa Leone XIII, ed uno dei più antichi presenti all’interno di una biblioteca. In stretto collegamento con le conoscenze relative alla conservazione e al restauro librario del Prefetto Franz Ehrle (che diresse l’istituzione dal 1895 al 1914), ebbe da sempre lo scopo di salvare la ricca raccolta pontificia di stampati e manoscritti dai vari danni di natura fisica, chimica e biologica (come ad esempio la corrosione degli inchiostri o le condizioni particolarmente difficili dei palinsesti, rovinati dai reagenti chimici applicati nel tempo per permetterne la lettura, gli attacchi di insetti e parassiti, o la conservazione dei fogli in pergamena manoscritti e talora miniati, ecc.) per assicurarne la trasmissione ai posteri. Interessante che tutta la filiera degli interventi adottati durante le varie fasi di restauro è documentata da schede con eventuali immagini digitali, e che tutti i dati raccolti siano inseriti in un database, dove è previsto che confluiranno anche le informazioni più antiche, sin dagli interventi compiuti dal 1920, oggi contenute in registri cartacei. Ciò per una migliore conoscenza degli interventi adottati e la valutazione dei procedimenti e dei materiali più idonei.

Le regolari attività di depolveratura e disinfestazione dei libri sono svolte secondo metodi aggiornati, e dal 2000 con materiali anossici. Per i manoscritti dal 1983 è stato realizzato un nuovo deposito seminterrato che risponde alle più innovative misure conservative. Si aggiunga poi il Laboratorio di Conservazione, Restauro e Legatoria per la tutela del patrimonio documentario dell’Archivio Segreto Vaticano dagli agenti di degrado chimico, fisico e biologico. Oltre a sottoporre a continue verifiche i locali che accolgono i fondi archivistici sulla base di parametri climatici, della qualità dell’aria e dell’illuminazione e alla presenza di agenti biologici, esegue interventi di restauro e legatoria per salvaguardare i fondi adottando tecniche e materiali sperimentati dai più importanti istituti di ricerca italiani ed esteri. Inoltre provvede alla realizzazione d’involucri conservativi su misura per i singoli manufatti: tanto che sono fino ad oggi ne ha prodotti 52.000. Vi è poi un Laboratorio di restauro e conservazione dei sigilli, istituto nel 1980 per tutelare la ricca collezione dei sigilli in oro, piombo, cera, ceralacca, carta e cera dell’Archivio Segreto Vaticano, e che svolge inoltre approfondimenti sulla corretta tutela del patrimonio sfragistico.

Sul fronte nazionale anche l’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario (ICRCPAL), nato nel 2007 dalla fusione dell’Istituto Centrale di Patologia del Libro con il Centro di foto-riproduzione legatoria e restauro degli Archivi di Stato, ha conquistato una posizione rilevante nel campo del restauro dei beni archivistici e librari, come documentano i molti interventi effettuati in Italia e all’estero. L’Istituto svolge anche attività di tutela e conservazione, ricerca e consulenza, dando particolare importanza alla prevenzione, alla cooperazione internazionale e all’informazione scientifica, collaborando con tutte le principali istituzioni anche straniere, che operano in quest’ambito. Inoltre con la Scuola di Alta Formazione e Studio provvede alla formazione di restauratori di beni archivistici e librari, anche moderni e contemporanei. Il suo Laboratorio per la Conservazione dei Supporti Digitali invece studia metodologie e tecniche per acquisire, gestire, e conservare le informazioni su supporti e audiovisivi, cura la realizzazione di riproduzioni sostitutive analogiche e digitali del patrimonio archivistico e librario e sperimenta nuove tecnologie di riproduzione. L’Istituto si occupa anche del risanamento degli ambienti, sotto il profilo delle condizioni ambientali, illuminazione compresa, ove si trovano gli archivi e biblioteche per la tutela della salute dei lavoratori e degli utenti.

Oltre al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che è la più grande struttura pubblica di ricerca in Italia, articolata in diversi settori tecnici e scientifici, e rivolta anche all’esterno, con un’articolata attività di relazioni europee ed internazionali, e di accordi bilaterali con vari paesi, anche tra quelli emergenti, per lo scambio di ricercatori e temi di studio sia comuni, che a tema libero, in Italia vi è l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (denominata in breve ENEA) che dedica alcune sue tecnologie anche alla tutela del patrimonio artistico- culturale nazionale.

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