sabato, Ottobre 16

Alta tecnologia al servizio del patrimonio culturale italiano Ecco i centri di eccellenza per il restauro e la salvaguardia dei beni artistici

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Gli Enti che utilizzano sistemi di alta tecnologia per la conservazione, il restauro e la valorizzazione del patrimonio culturale in Italia (e non soltanto), sono diversi e diffusi sul territorio italiano e nello Stato Vaticano. Contribuiscono, secondo le loro specifiche competenze e articolazioni scientifiche e tecniche, al recupero di opere d’arte e monumenti che fanno parte del grande sistema nazionale di capolavori, spesso poco noti al grande pubblico e bisognosi di interventi particolarmente avanzati sul piano tecnologico per tornare al loro antico splendore.

In Italia è ben noto l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR), importante organo tecnico del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, fondato nel 1939 su suggerimento dello storico dell’arte Giulio Carlo Argan, ha dato un’impostazione definitiva alla normativa che regola le attività di restauro sul patrimonio nazionale, concepita sul modello delle scuole di medicina, e vedendo l’opera d’arte quasi come un malato da sottoporre ad analisi diagnostiche per individuare le cure più appropriate da fornire. Oggi l’Istituto, nella sua versione più aggiornata, comprende in un unico organismo ricerca, formazione, attività sistematica e continua di restauro e sperimentazione scientifica. Al suo interno convivono diverse figure di specialisti del settore, dagli storici dell’arte agli archeologi, dagli architetti, ai fisici, ai biologi, fino ai restauratori di diverse tipologie di materiali (dipinti, tessuti, opere d’arte su carta, materiali lapidei, metalli, ceramiche, cuoio, legni, ecc.), che consentono un approccio multidisciplinare alla delicata questione della conservazione e degli interventi di recupero sugli oggetti d’arte, rinvenuti anche in ambiente subacqueo, o soggetti a gravi dissesti per le difficili condizioni di manutenzione. Punto di forza dell’Istituto è la Scuola di Formazione per gli operatori del settore (fino a poco tempo fa l’unica riconosciuta in Italia e ben nota all’estero), e la elaborazione di una Carta del Rischio del patrimonio monumentale e archeologico, con banche dati legate alla vulnerabilità delle opere presenti sul territorio, anche in relazione alle problematiche idrogeologiche, sismiche, meteo-climatiche e di inquinamento, o più semplicemente connesse a furti, incendi, e anche al consumo da parte del pubblico e dei turisti che affollano i musei e i siti archeologici si stratificano.

Lo scorso 31 maggio è stata firmata una convenzione che ha ratificato la consuetudine ormai consolidata di scambi nel tempo fra l’ISCR e i Musei Vaticani, regolamentandone in regime di reciprocità le attività di studio, di ricerca e di formazione, finora regolate solo da accordi formali tra le parti, che risalgono sin dal 1943, quando si poté collocare al sicuro entro le Mura Vaticane parte del patrimonio artistico nazionale per sventare i danni di guerra e le depredazioni naziste. L’alto livello di competenze tecnico-scientifiche delle due istituzioni ha permesso oggi di raggiungere ottimi risultati su progetti comuni, anche grazie al regolare scambio tra studenti e docenti dell’Istituto e personale e stagisti dei Musei Vaticani.

Si ricordano i recenti studi sui leganti delle pitture che favorirà a breve lo sviluppo di nano-prodotti, formulati per problemi conservativi specifici; quello sulle modalità per la movimentazione delle opere d’arte, o le indagini compiute sugli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina o quelli sugli studi delle pitture di una residenza omayade in Giordania o sugli affreschi del Complesso di Sant’Onofrio al Gianicolo o del Restauro del Cartone di Raffaello conservato nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano.

Nel giugno 2015 dei 5 sistemi laser di ultima generazione, donati alla Città del Vaticano dalla QuantaSystem, azienda leader mondiale nella produzione di laser a scopi industriali, medici e scientifici, due sono stati messi a disposizione esclusiva dei Musei per il restauro delle opere d’artePochi sanno che il Dipartimento delle Ricerche Scientifiche dei Musei Vaticani…. è all’avanguardia in Italia e in Europa”, ha dichiarato Antonio Paolucci, direttore dei Musei “nel restauro di frontiera, nelle applicazioni più sperimentale delle tecnologie finalizzate alla conservazione del patrimonio….. gli strumenti laser in uso presso i nostri laboratori fanno tutti insieme una ‘scuderia’ di eccellenza…. con pochi e forse nessun confronto in Italia e in Europa”.

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